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LA SERBIA E IL 2022: AMB. LO CASCIO “PROSEGUIRE IL LAVORO AVVIATO CON LE RIFORME NEL SETTORE DELLO STATO DI DIRITTO. IMPORTANZA DEL SUCCESSO DEL REFERENDUM DEL 16 GENNAIO”.

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Con l’avvio del 2022 è possibile analizzare quanto avvenuto nell’anno appena conclusosi che, nel complesso, considerata la particolare congiuntura, è stato positivo per la Serbia.

Le Autorità serbe hanno lavorato bene nel 2021, come testimoniato dalle equilibrate valutazioni e dalle raccomandazioni espresse dalla Commissione Europea nell’ultimo Progress Report. L’Italia, che intrattiene con la Serbia relazioni eccellenti e che coltiva legami profondi e ben radicati, ha sostenuto le raccomandazioni della Commissione quale giusto riconoscimento agli sforzi ed ai progressi di Belgrado. Un impegno che è stato effettivamente premiato con l’apertura del cluster 4 durante l’ultima Conferenza Intergovernativa. Una decisione, questa, con cui gli Stati Membri hanno voluto mandare un messaggio di incoraggiamento ai cittadini di questo Paese e all’intera regione balcanica.

Resta però ancora molto da fare e l’auspicio è che questo orientamento venga mantenuto per il 2022, un anno che presenterà da subito nuove sfide per la Serbia. Il riferimento è al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 16 gennaio, un appuntamento fondamentale su una riforma significativa e di grande interesse per tutti i cittadini, portata a termine dopo un articolato processo di consultazione con tutte le categorie interessate e che ha avuto un peso determinante per l’apertura del cluster 4. Inoltre, l’approvazione della riforma potrebbe dare un’ulteriore spinta al percorso europeo del Paese. Per queste ragioni auspichiamo un esito favorevole del referendum.

Anche a livello economico il quadro generale è positivo. L’interscambio tra i nostri due Paesi, malgrado le oggettive difficoltà poste dalla pandemia, è tornato a crescere a ritmi molto sostenuti (+ 24,6 %), persino più alti rispetto al 2019. Il nostro obiettivo è continuare a crescere, non solo rafforzando le nostre posizioni commerciali tradizionali, ma anche esplorando nuovi settori di collaborazione come la transizione ecologica, l’efficientamento energetico e le infrastrutture.

Il lavoro svolto dalla Serbia è stato in definitiva efficace e valevole. L’augurio è che le istituzioni serbe, nei mesi a venire, proseguano il lavoro già avviato, continuando a mostrare la stessa determinazione e lo stesso impegno per l’adozione e l’attuazione delle riforme nel settore dello stato di diritto.