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L’Ambasciatore Carlo Lo Cascio e la Signora Alessandra aprono le porte dell’Ambasciata a “Hello!”

Intervista all’Ambasciatore Lo Cascio e servizio fotografico sulla Residenza di via Bircaninova

 

L’Ambasciatore d’Italia Carlo Lo Cascio e sua moglie Alessandra ci fanno vedere le stanze del
magnifico palazzo la cui costruzione fu voluta da Elena di Savoia

Quest’anno la Serbia e l’Italia festeggiano due giubilei importanti, 140 anni di relazioni diplomatiche e 10 anni del partenariato strategico tra Roma e Belgrado. Proprio per questo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha visitato a marzo il nostro Paese. In quella occasione ha visitato anche l’Ambasciata d’Italia sita in via Bircaninova, dove è stato ricevuto dall’Ambasciatore Carlo Lo Cascio. L’Ambasciatore d’Italia e sua moglie Alessandra hanno anche accolto il team della rivista HELLO! e ci hanno fatto vedere le bellezze del magnifico palazzo che merita giustamente il titolo di “regina tra le Ambasciate”.

L’edificio che con la sua facciata elegante attira l’attenzione è stato costruito tra il 1924 e 1926, su volontà e con l’aiuto della Regina Elena di Savoia. È sito nella parte occidentale del Comune di Vracar, quartiere che nell’Ottocento fu pieno di edifici monumentali, come la Residenza del Principe Djordje Karadjordjevic, Ministero della Difesa, Accademia militare… Il noto architetto italiano Florestano di Fausto ha perfettamente combinato o dettagli del rinascimento e del barocco insieme con le tendenze dell’architettura serba degli inizi del Novecento. L’edificio ha tre piani. Il pianoterra è dedicato alle attività di rappresentanza, come ricevimenti e visite di delegazioni, conferenze stampa, ma anche i balli, sfilate di moda. Al primo piano si trovano le stanze private del Capo Missione e il cosiddetto l’appartamento del Ministro, mentre al secondo piano ci sono gli uffici dell’Ambasciata.

L’Italia e la Serbia quest’anno celebrano il “doppio anniversario”: 140 anni di relazioni diplomatiche e 10 anni di partenariato strategico tra Roma e Belgrado. Come Lei vede queste date davvero importanti?
Si tratta di un anniversario importante che stiamo celebrando con un ricco programma di eventi in Serbia, spaziando dall’economia all’arte, dalla scienza alla musica. I nostri rapporti bilaterali sono eccellenti, come dimostrato anche dalla visita in Serbia in primavera del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha scelto Belgrado per la sua prima missione nei Balcani. È stato il momento più significativo, dal punto di vista istituzionale e non solo, di un anno molto intenso. Dal punto di vista economico, abbiamo chiuso il 2018 con un interscambio record di oltre 4 miliardi di euro, per cui l’Italia rimane il secondo partner commerciale e tra i primissimi investitori esteri in Serbia. Inoltre, l’Italia è stata quest’anno Paese partner della Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Novi Sad, con la partecipazione di più di 30 aziende italiane. Continuiamo a lavorare anche affinché la presenza delle imprese italiane qui in Serbia crei sempre maggiore integrazione dei due sistemi economici, puntando a investire sia nei tradizionali settori di collaborazione come l’agricoltura, sia nei settori più innovativi, ossia le energie rinnovabili e l’IT.

È stato già a Belgrado nel 2005, con l’incarico di primo consigliere. Quali furono le Sue impressioni sulla nostra capitale allora?
Già all’inizio del 2005 Belgrado mi sembrò una città molto gradevole, vivace e con una ricca offerta culturale. Mi colpì molto perché’ la trovai – per fortuna – molto diversa dall’immagine che si tendeva ad averne in quel periodo…insomma per me in quel periodo „Belgrade was the best kept secret in Europe!“

Quanto è cambiata (la capitale) dal Suo primo arrivo?
Tornandovi lo scorso anno, dopo un’assenza di oltre dieci anni, ho trovato Belgrado ancora più sviluppata, con un’offerta, non solo sul piano culturale, ancora più ricca e…con molto più traffico!

Nel frattempo è cambiato anche l’edificio in via Bircaninova 9?
Passano gli anni ma il nostro edificio resta sempre molto bello! La sua manutenzione è molto impegnativa ma riusciamo a preservarne la bellezza, come i nostri ospiti hanno sempre modo di apprezzare. Sin dal nostro arrivo a Belgrado, con mia moglie, ci siamo adoperati per realizzare alcuni interventi, a volte non appariscenti ma efficaci, per rendere la Residenza ancora più gradevole ed accogliente.

Quale parte di essa è la Sua preferita, cioè, dove Le piace passare il tempo?
E’ un edificio al quale sono molto legato…ho ricordi in molti delle sue parti. Al piano superiore si trovano le nostre stanze private, ma il giardino resta probabilmente il mio spazio preferito!

Per la sua bellezza è stata soprannominata la Regina della Ambasciate. La Regina Elena, figlia del re Nikola del Montenegro e moglie del vostro re Vittorio Emanuele III, è la più meritevole di questo. Nell’Ambasciata in un posto d’onore si trova il suo ritratto, opera del pittore Giuseppe Amisani. Ci sono altri ricordi su di lei?
Per molti anni il ritratto della Regina Elena, che si trova oggi in Ambasciata, è rimasto al Ministero degli Esteri a Roma. Venne portato a Belgrado nel 2004 da un mio illustre predecessore, l’Ambasciatore Zanardi Landi, il quale ritenne che l’Ambasciata fosse il luogo più idoneo ad ospitare il dipinto, visto che probabilmente proprio a Lei si deve la costruzione dello splendido edificio di Bircaninova 9.

L’edificio è stato progettato dall’architetto Florestano Di Fausto, che a tutti gli effetti era un visionario, perché anche oggi esso rappresenta nel modo più bello il Vostro Paese. Per quali altre opere è ancora famoso Di Fausto?
Come architetto, Di Fausto è riconosciuto come protagonista incontrastato della scena architettonica libica. Oltre a numerose opere nel Paese africano, Di Fausto ne realizzò altre di particolare rilievo anche a Rodi (dalla Cattedrale al Palazzo del Governo).

Tutto nell’edificio esalta l’eleganza, dai mobili attraverso i lampadari, le tende, i tappeti. Cosa è arrivato esclusivamente dall’Italia?
Molto, sicuramente tutto ciò che lei ha ricordato e’ arrivato dall’Italia. Una menzione speciale meritano i lampadari.

Quali pezzi di mobili sono sempre moderni?
Lo stile classico che caratterizza il mobilio e gli arredamenti della Residenza non passa mai di moda. Col trascorrere degli anni, in qualche dettaglio, è stato inserito un tocco di modernità che si armonizza bene con tutto il resto.

In occasione del novantesimo anniversario della costruzione dell’edificio, tre anni fa, è iniziato il progetto di ristrutturazione e conservazione delle opere d’arte e dei mobili. A che punto è il progetto?
Sono già restaurati alcuni quadri di pregio. Negli ultimi tempi, ci siamo dedicati a ristrutturare anche gli interni. Come dicevo poco fa, la manutenzione dell’edificio è impegnativa da vari punti di vista, ma stiamo facendo del nostro meglio.

Ho sentito che uno degli angoli al pianoterra lo chiamate il “Salotto del Patriarca”. Come mai?
Nel 2005, in occasione della Festa della Repubblica Italiana, il Patriarca Pavle venne in Residenza, c’era anche con noi l’allora Primo Ministro Vojislav Kostunica. Ad un certo punto si sedettero insieme all’Ambasciatore in quel salotto e da allora, tra di noi, lo abbiamo soprannominato.

La Sala ovale è molto bella. Per cosa viene usata?
In effetti, è una sala molto bella, uno degli ambienti più suggestivi della Residenza. È uno spazio ampio, di sicuro effetto, che si presta ad essere utilizzato in vari modi e per diversi tipi di eventi: dai ricevimenti più classici alle sfilate di moda e alle manifestazioni di danza, dalle conferenze stampa agli incontri con le aziende italiane. Vorrei sottolineare che la Residenza è uno strumento importante nella diplomazia. Essere diplomatico è una professione responsabile che richiede grandi conoscenze e capacità, ed una dedizione assoluta.

Al piano superiore si trovano le vostre stanze private. Possiamo fare qualche foto di almeno una parte?
Certo, prego. Mia moglie ed io ci troviamo molto bene nella “nostra casa” a Belgrado.

Sua moglie, la signora Alessandra, Le fa sempre compagnia e La aiuta nell’organizzazione dei ricevimenti e egli eventi?
Nella mia professione i contatti contano molto come pure la capacità di coltivare i rapporti personali. Avere attenzioni nei confronti degli ospiti è quindi molto importante. Mia moglie ha un ruolo fondamentale nell’organizzazione degli eventi conviviali in Residenza.

Le piacerebbe fare le foto insieme, dato che „Hello“ è una rivista di famiglia?
Certamente, con piacere!

In queste occasioni servite le specialità caratteristiche del Vostro Paese?
Con mia moglie, non manchiamo di valorizzare la tradizione culinaria italiana con molti riferimenti anche alla cucina della nostra regione d’origine, la Sicilia. Abbiamo la fortuna con noi di avere un bravissimo chef, il signor Misha, che lavora in Ambasciata da vent’anni.

Le piacciono i piatti locali?
Si, certo!

Cosa sempre consiglierebbe dalla nostra cucina ai Suoi amici?
Beh, ci sono così tante specialità che è davvero difficile scegliere…sicuramente ajvar e sarma…e poi i vini serbi! La loro qualità è cresciuta molto negli ultimi anni.

Cosa Le piace di più fare a Belgrado nel Suo tempo libero?
Direi passeggiare per la città e scoprirne angoli nuovi.

Quale posti ama visitare, ha qualche angolo preferito?
Le zone lungo il Danubio e la Sava. Anche il Kalemegdan.

Ha avuto occasione di fare gite in Serbia?
Sì, ho girato molto la Serbia in questi mesi e in passato, da Subotica sino a Novi Pazar. Una destinazione classica per una gita, anche nel weekend, è Fruska Gora.

In quali Paesi ha avuto l’opportunità di vivere prima di venire a Belgrado?
A parte la Serbia, a metà degli anni Novanta sono stato in Germania, a Bonn (ancora capitale in quegli anni), poi in Bosnia, a Sarajevo, alla fine degli anni novanta e poi in Mozambico, a Maputo, dal 2008 al 2012. Sono state tutte esperienze molto importanti e gratificanti dal punto di vista professionale ed umano.

Cosa Le manca di più della Sua Palermo o dell’Italia in generale?
Non siamo lontani dall’Italia e in Serbia c’è molta Italia…quindi la mia nostalgia è, per così dire, limitata…direi che mi manca soprattutto il mare della Sicilia!

Quali destinazioni consiglierebbe ai turisti Serbi di visitare in Italia?
Pochi Paesi al mondo sono in grado di offrire la stessa varietà culturale, artistica e paesaggistica dell’Italia! Il nostro è un Paese bellissimo (col più alto numero di siti UNESCO al mondo) che merita di essere visitato per intero, dal Veneto alla Sardegna, dalla Toscana alla Sicilia! Quindi ai turisti serbi, molti dei quali visitano già l’Italia, rivolgo l’invito e conoscere il mio Paese sempre di più!

In occasione di 140 anni di relazioni diplomatiche tra i nostri due Paesi, molti artisti italiani famosi sono stati e saranno ospitati in Serbia, Eros Ramazzotti è uno di loro. Cosa Le piace ascoltare?
Ascolto un po’ di tutto: dai Beatles al rock progressivo degli anni Settanta, dalla musica elettronica alle colonne sonore …quanto alla musica italiana, i miei cantanti preferiti sono Franco Battiato e Alice.

E cosa Le piace guardare e leggere?
Sono un appassionato di cinema, vedo quindi molti film e serie tv di qualità’…per rilassarmi, mi piace leggere i gialli e sono un fan del Commissario Montalbano! La scomparsa di Andrea Camilleri mi ha rattristato. Spero che le sue opere possano avere presto ampia diffusione anche in Serbia.

Ha qualche hobby?
Il mio tempo libero lo dedico soprattutto alla famiglia… ma come dicevo prima, musica, cinema e lettura.

Avete due figli, un maschio ed una femmina, che sono giovani bravi. Vengono spesso a visitarvi?
Sono stati qui quest’estate. Il figlio si è appena laureato a Londra, mentre la figlia sta facendo il PhD negli Stati Uniti.

A farvi compagnia c’è anche il maltese Woly.
Sì, sta con noi da ormai 10 anni, da quando stavamo in Africa. Ci ha conquistati dal primo momento ed è una nostra compagnai devota.

Lei cucina?
Oggi non più’…ma cucinavo quando ero single nei miei primi anni a Roma, poi mi sono arreso di fronte alla straordinaria abilità di mia moglie!

Qual è il Suo artista Serbo preferito?
Domanda difficile! Come dicevo poco fa, sono un appassionato di musica e in questi anni passati nei Balcani ho seguito molti gruppi „regionali“: non posso non menzionare i Riblja Corba e Bjelo Dugme/Goran Bregovic. Quest’ultimo ha saputo reinterpretare la musica tradizionale balcanica portandola al grande pubblico e diventando molto famoso e apprezzato anche in Italia. Di sicuro, la musica non conosce frontiere.