Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Portale E-KAPIJA, intervista all’Ambasciatore Manzo

Edizione speciale del portale E-KAPIJA: Italia – Paese partner  “Innovazione nell’agraria”

 

Ambasciatore Giuseppe Manzo

 

Giuseppe Manzo, ambasciatore d’Italia a Belgrado – Procediamo a dare un contributo concreto allo sviluppo della Serbia

La cooperazione economica rappresenta uno dei pilastri dei rapporti bilaterali italiano-serbi, ha dichiarato nell’intervista per “eKapija” l’ambasciatore d’Italia a Belgrado Giuseppe Manzo. Oltre al sostegno alla società’ italiane che operano in Serbia, l’ambasciata si impegnerà ancora di piu’ nel prossimo periodo a portare nuovi investimenti in Serbia, e intensificherà anche il lavoro in progetti comuni. Molte imprese italiane sono gia’ presenti e attive in progetti di infrastrutture in Serbia – progettazione e costruzione di opere stradali, ferroviarie ed energetiche, un forte legame tradizionale e’ presente anche nel settore dell’agricoltura, e l’Ambasciatore si aspetta nel prossimo periodo l’allargamento della cooperazione economica anche nel campo culturale e del patrimonio artistico.

L’opportunità per rafforzare la posizione della Serbia secondo l’Ambasciatore e’ anche nella sua unione con la regione che, sottolinea, favorirebbe la sua integrazione e il progresso sulla strada europea.

– La cooperazione economica tra Italia e Serbia continua a migliorare di anno in anno. Potrebbe darci un quadro che indica i campi principali di cooperazione?

Partiamo dai dati, che sono davvero positivi e sempre in crescita. Italia e Serbia hanno un interscambio commerciale che nel 2016 ha raggiunto 3,7 miliardi di euro, grazie alle oltre 600 imprese italiane qui presenti dove sono impiegati più di 26.000 lavoratori. La nostra presenza in Serbia è storica e concreta. Siamo leader in settori fondamentali, come quello finanziario e assicurativo, passando per l’automotive e il tessile, e ovviamente l’agricoltura e l’agribusiness. Gli investimenti italiani in questi e altri settori strategici hanno permesso al mio Paese di essere sempre ai primi posti della classifica degli investitori esteri degli ultimi vent’anni.

La cooperazione economica rappresenta un vero pilastro per i rapporti bilaterali italo-serbi. Nella sua recente visita a Belgrado, il Ministro degli Esteri Angelino Alfano ha confermato il forte interesse a sviluppare ulteriormente la presenza economica italiana in Serbia. Tramite la diplomazia economica continueremo non solo ad assistere le imprese italiane qui presenti, ma lavoreremo per portare nuovi investimenti, cogliendo anche le opportunità offerte dai finanziamenti europei. Proprio su questo tema l’Ambasciata ha recentemente realizzato una guida rapida per gli imprenditori italiani che sono interessati ad investire in Serbia.

– Ci sono nuove informazioni relative al lungo atteso investimento della Ferrero, che la società sta cercando partner per la produzione di nocciole e modelli per la creazione di nuove aree sotto l’impianto. Qual è lo stato di questo investimento?

L’investimento di Ferrero è ormai una realtà consolidata. Dopo l’individuazione della zona della Vojvodina piu’ adatta per la coltivazione di noccioli, sono stati eseguiti importanti lavori come i sistemi di irrigazione e le connessioni elettriche. All’effetto diretto che le attività di Ferrero e i miglioramenti infrastrutturali apportati producono sul territorio, si aggiunge l’ulteriore elemento positivo costituito dal coinvolgimento di partner locali, con cui Ferrero potrà stringere accordi per condividere e valorizzare conoscenze e tecnologie, che discendono dall’esperienza di leader mondiale del settore. Sono già 100 gli agricoltori coinvolti e continuano ad aumentare a conferma che si tratta di un investimento di lungo termine, che porterà benefici importanti all’agricoltura serba.

– In ottobre, a Belgrado si è tenuta la conferenza “Italy-Serbia: Building together” e sono stati annunciati importante cooperazione e vari investimenti nel settore della costruzione e della riabilitazione delle infrastrutture in Serbia. In che misura e a quale ritmo può essere attuata l’attuazione dei progetti annunciati?

La conferenza ha dato visibilità ad un tema fondamentale per la crescita economica della Serbia e dell’intera regione, che è rappresentato dalla connettività e quindi alla realizzazione di opere di collegamento nella regione che ne favoriranno l’integrazione e il percorso europeo. La presidenza italiana del processo sui Balcani occidentali da a questo tema la massima centralità. La conferenza si di ottobre è tenuta nel quadro di una missione di oltre 40 imprese italiane nel settore delle costruzioni, che hanno così potuto conoscere le opportunità imprenditoriali in Serbia ed entrare in contatto diretto con gli operatori locali. Molte imprese italiane sono già presenti e attive nella progettazione e costruzione di opere stradali, ferroviarie ed energetiche, fornendo un contributo concreto allo sviluppo del Paese. Non vi è dubbio che la programmazione di nuove opere da parte del governo serbo, anche grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea, permetterà il coinvolgimento di ulteriori aziende, pronte a prestare la propria esperienza in un settore ad altissimo contenuto tecnico. Su questo punto manteniamo stretti contatti con il Ministero delle Infrastrutture serbo, anche alla luce del fatto che la connettività regionale è, come detto, tra i principali punti in agenda del Vertice di Trieste sui Balcani occidentali.

– Possiamo presto aspettarci l’apertura di nuovi canali di cooperazione economica tra Italia e Serbia?

Abbiamo parlato di infrastrutture, ma vi è l’energia, la trasformazione alimentare, il tessile e tanti altri. Esiste però un settore che – e a torto – è poco considerato dal punto di vista economico. Sto parlando della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Italia e Serbia hanno cominciato un dialogo proficuo volto allo scambio di pratiche e conoscenze, con l’obiettivo di sfruttare appieno l’incredibile patrimonio serbo, che spazia dai siti medievali ai prestigiosi musei belgradesi, dall’archeologia all’architettura contemporanea. Esperti di importanti musei italiani sono stati in Serbia per condividere con decine di direttori e curatori di istituzioni museali serbe le nuove tecniche di gestione dei beni culturali adottate in Italia in questo ambito. L’idea è creare un’opportunità di sviluppo economico tramite la cultura e l’arte.

La diplomazia economica italiana è però anche impegnata a potenziare la presenza in settori in cui già esiste una forte collaborazione. Penso ovviamente all’agricoltura, ambito nel quale Italia e Serbia si riconoscono a vicenda come partner strategici. Non si tratta certo di un nuovo settore di scambio, ma esiste ancora un enorme potenziale da sfruttare. Nell’agricoltura biologica, ad esempio, l’Italia ha acquisito negli anni un’esperienza importante che è pronta a condividere. Non a caso sarà a breve avviato un twinning a guida italiana con il Ministero dell’Agricoltura serbo per lo sviluppo della normativa per l’agricoltura biologica. Fornire un quadro legale chiaro e rafforzare le capacità della pubblica amministrazione sono condizioni indispensabili per garantire la crescita degli investimenti. L’Italia garantisce un importante sostegno in questo senso, avendo lavorato a quattro twinning negli ultimi sei anni nel settore dell’agricoltura.

– In vista del prossimo Vertice dei Balcani occidentali previsto per il 12 luglio a Trieste, secondo Lei, quale potrebbe essere il ruolo dell’Italia nel processo di integrazione economica dei paesi dell’area balcanica in UE, considerando le loro specifiche caratteristiche economiche?

Trieste rappresenta da sempre la porta da e verso i Balcani, un luogo in cui si percepisce lo spirito europeo e che lega l’Italia, non solo geograficamente, ai Paesi dell’Europa sud orientale. Non a caso la presidenza italiana ha scelto questa città per ospitare il Summit del processo dei Balcani occidentali.

Il prossimo 12 luglio a Trieste l’Italia intende ribadire con forza il proprio sostegno concreto alla cooperazione tra i Paesi di quest’area nella prospettiva della loro adesione all’Unione europea. Lo faremo riunendo a Trieste non solo i rappresentanti dei governi, ma anche gli imprenditori, i giovani e gli esponenti della società civile di questa regione e di quei Paesi UE che, come l’Italia, sono attenti e vicini alle esigenze dei cittadini di quest’area, tra le quali vi è ad esempio il tema della lotta alla corruzione quale ostacolo allo sviluppo sociale ed economico. L’integrazione economica regionale, le interconnessioni dei trasporti e dell’energia, la cooperazione tra i giovani, la promozione dello stato di diritto saranno i temi chiave al centro dell’agenda di Trieste. L’Italia punta a dare nuovo impulso a tale processo e a promuovere progetti comuni per stimolare più crescita economica, stabilità politica e sicurezza in tutta l’area. Tra le principali iniziative presentate vi sarà l’inaugurazione della camera di commercio comune dei Balcani occidentali, il cui segretariato avrà sede proprio a Trieste.

 

img 01 img 02

 

EDIZIONE SPECIALE: Italia – Paese partner, innovazione nell’agraria