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Italia-Balcani: Alfano, per noi questione balcanica e’ fondamentale

A Trieste vertice 2017 dei Balcani Occidentali
Lo ha annunciato il ministro Alfano, il prossimo 12 luglio

(ANSA) – TRIESTE, 18 GEN – Si svolgera’ a Trieste, il 12 luglio prossimo, il Vertice annuale dei Balcani Occidentali, previsto in Italia nell’ambito del ‘processo di Berlino’. Lo ha annunciato ieri il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Esteri di Camera e Senato sulle linee programmatiche della Farnesina.

Il summit nel capoluogo giuliano segue quello dello scorso anno tenutosi a Parigi, e prevede la partecipazione dei rappresentanti di sei Paesi balcanici – Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedona, Albania – e degli Stati membri dell’Ue, tra cui l’Italia, dell’Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza comune dell’Ue, Federica Mogherini, e le grandi istituzioni finanziarie internazionali come la Berd e la Bei.

Il processo di Berlino ha l’obiettivo principale di avvicinare i Paesi dei Balcani occidentali all’Unione europea: Quattro i Paesi dell’Unione che sostengono l’iniziativa sui Balcani occidentali, Germania, Austria, Italia e Francia. Tra i temi centrali del summit di Trieste, annunciati negli scorsi mesi, figurano crescita, sicurezza e stato di diritto, il rafforzamento delle piccole e medie imprese per mezzo dell’arrivo di altri capitali e il potenziamento della collaborazione della lotta alla corruzione.


Italia-Balcani: Alfano, per noi questione balcanica e’ fondamentale

Roma, 17 gen – (Nova) – La questione balcanica e’ per noi fondamentale. E’ quanto affermato dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, nell’audizione alle commissioni riunite Esteri di Camera e Senato. “Agiamo con la proiezione classica italiana di chi guarda al Mediterraneo non solo verso sud, ma anche guardando verso i Balcani. Questo nostro approccio ci puo’ dare specificita’, nonostante questo si chiami processo di Berlino, che in questo anno puo’ essere uno dei nostri elementi di leadership nel corso complessivo europeo”, ha aggiunto Alfano, che ha poi confermato che si rechera’ prestissimo in Serbia. “Penso che l’evento di luglio (processo dei Balcani occidentali) sia un evento importante.

Abbiamo a cuore questo tema e vedremo tutte le iniziative che potremo assumere”, ha detto ancora il ministro degli Esteri italiano.

 

ALFANO. L’EUROPA RAFFORZI LA COOPERAZIONE ANCHE IN SEDE EXTRA UE

SICUREZZA COMUNE E SGUARDO ALLA SPONDA SUD SONO PRIORITA’

(DIRE) Roma, 17 gen. – “Rispetto all’Europa punto a quattro obiettivi: consolidare la pace, riprendere la crescita, rafforzare la sicurezza e lavorare sulla difesa comune”. Cosi’ il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Angelino Alfano, intervenendo alla Camera davanti alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato per presentare le le linee programmatiche del suo dicastero.

“Da quando c’e’ l’Europa c’e’ la pace, e il fatto che prima della sua creazione ci sia stata la guerra per me non e’ casuale”. Una delle priorita’ su cui Alfano insiste e’ infatti al costruzione di un sistema di difesa comune, che comprenda anche i paesi piu’ reticenti oppure quelli esterni all’Ue – come il Regno unito del post Brexit – ma la soluzione puo’ essere “ipotizzare rapporti basati sui cerchi concentrici e cooperazioni ragionate e collegate, ‘aspettando camminando’ i paesi recalcitranti.

D’altrone abbiamo tante ‘Europe’: quella dell’Ue, ma anche di Schengen, dell’eurozona, dell’Osce, e cosi’ via”. Sottoolinea quindi l’importanza di coinvolgere anche la sponda Sud del Mediterraneo, in cui l’esperienza dell’intervento diplomatico in Libia – che di concerto con l’Onu ha favorito la creazione di un Governo di Unita’ nazionale – deve essere da modello. Quindi rilancia: “va creato un sistema di sicurezza che coinvolga anche paesi africani come la Nigeria, il Mali, l’Etiopia, rafforzando la cooperazione”.

Questo si interseca con altri “prioritari” ambiti di lavoro, come “la gestione dei flussi migratori, la centralita’ del Mediterraneo, la creazione di un sistema europeo dei rimpatri, e la lotta al traffico di esseri umani”. Rispetto al tema della sicurezza, il ministro Alfano torna a insistere: “bisogna rafforzare lo scambio di informazioni tra i Paesi membri e abbattere i muri come chiavi per sconfiggere il terrorismo globale. Implementare poi le banche dati europee e quindi creare maggiore fiducia tra i paesi”. Alfano ricorda che l’Italia in questo sta gia’ investendo da tempo attraverso accordi bilaterali sia con paesi europei che extra europei. Significativi ad esempio quelli di natura giudiziaria e poliziesca, per l’addestramento e lo scambio di esperienze.

Ancora in ambito europeo il capo della Farnesina ricorda i vari incarichi italiani: “il 25 marzo si celebra il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, e poi Trieste il 12 luglio ospitera’ il vertice dei Balcani occidentali. Non dimentichiamo la partecipazione dell’Italia all’Osce in veste di membro della Troika, e la sua presidenza nel Gruppo mediterraneo di contatto”.

Tutte sedi e contesti in cui proseguira’ a perseguire temi prioritari gia’ enunciati. “Il nostro approccio e’ caratterizzato da atlantismo- prosegue il ministro in conclusione- mediterraneismo ma anche multilateralismo. E cio’ che conta a mio avviso e’ l’iniziativa politica: non conta piu’ ‘dove sei’ bensi’ ‘cosa fai’. Appartenere a certi consessi non vale piu’ nulla se non si ha iniziativa politica”.

Farnesina: ministro Alfano, importanti sfide di politica estera nel 2017 con presidenza G7 e agenda Onu

Roma, 17 gen – (Nova) – Nel 2017 l’Italia ha davanti a se’ importanti sfide legate alla politica estera derivanti dall’ingresso nel Consiglio di sicurezza dell’Onu, come membro non permanente, alla presidenza di turno del G7, e ospitera’ importanti eventi tra cui le celebrazioni dei 60 anni dei trattati di Roma il prossimo 25 marzo a Roma e il summit dei Balcani occidentali in programma a Trieste il 12 luglio. Lo ha ricordato oggi il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, durante l’audizione alle commissioni riunite Esteri di Camera e Senato nella quale il responsabile della diplomazia italiana ha presentato le linee programmatiche del suo dicastero.

Secondo Alfano, l’Italia ha di fronte uno scenario “delicato e suggestivo” in un contesto internazionale dove la “volatilita’ delle politiche puo’ essere spiegata” solo comprendendo che vi e’ un cambio di fondo dovuto alla velocita’. “Noi dobbiamo abituarci a questo cambio di ritmo della politica estera”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. Secondo Alfano “questo scenario mutevole ci consegna oggi delle diplomazie alle quali e’ affidato un compito, che contrastano forze che vogliono esprimere supremazie al fine di stroncare alcune democrazie”.
Facendo riferimento alle sfide del paese anche a partire dal precedente operato come responsabile del dicastero dell’Interno, il ministro Alfano ha ricordato che si “sta assistendo ad un progressivo scolorirsi delle frontiere tra politica interna ed estera”, come dimostrato dalla crisi migratoria e della minaccia terroristica. Sul ruolo dell’Italia all’interno del Consiglio di sicurezza Onu, dove avra’ per due anni lo status di membro non permanente, Alfano ha detto che il nostro paese “mettera’ a disposizione dell’Europa” il suo seggio nel Cds. Tra le questioni centrali per l’Italia in sede di Consiglio di sicurezza, la soluzione politica del conflitto siriano, la stabilizzazione della Libia, la situazione in Libano con la missione Unifil delle Nazioni Unite, il sostegno al processo di pace mediorientale (tra israeliani e palestinesi), il sostegno alla mediazione svolta dall’Onu nello Yemen, la situazione in Somalia, Eritrea e nel Corno d’Africa, nonche’ le crisi nella Repubblica centrafricana e nella Repubblica democratica del Congo, il contrasto ai flussi migratori illegali nel Sahel e i rapporti tra Sudan e Sud Sudan.

Ci sono poi temi trasversali di competenza del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale dell’Onu, ha spiegato Alfano, che “prefigurano una linea di indirizzo di fondo a medio e lungo termine”, come quello delle donne, dei bambini nei conflitti armati, della pace e sicurezza, dell’estremismo violento e delle conseguenze umanitarie delle crisi. l lavori del G7, di cui quest’anno l’Italia ha assunto la presidenza di turno, saranno sicuramente influenzati da questioni internazionali che in questo momento sono in fase di transizione. “E’ importante conoscere le questioni su cui il G7 si e’ mosso fino al 2016 per intuire la direzione di marcia che sara’ seguita nel 2017”, ha detto Alfano, ricordando i temi affrontati durante la presidenza giapponese del gruppo delle sette maggiori economie mondiali, tra cui la crescita e l’economia globale, i progetti infrastrutturali e la promozione degli investimenti, la salute globale, l’uguaglianza di genere e il cyberspazio e nella sua versione di accessibilità e sicurezza, nonché’ la lotta alla corruzione e le questioni relative a clima ed energia.

Sulla Libia, Alfano ha detto invece che l’approccio italiano e’ quello di fornire aiuto a “tutte le parti. Noi badiamo a tutto il popolo libico”, ha affermato il ministro, e per tanto e’ stato “deciso di realizzare progetti umanitari nell’est del paese”, per inviare kit umanitari alla popolazione al fine di sottolineare “la nostra amicizia”. Parlando della situazione nel paese, il responsabile della Farnesina ha ricordato che in “tutti i caveat” della questione libica vi “sono stati sviluppi” e per tanto “possono determinarsi maggiori opportunità”. A tale proposito il ministro ha sottolineato che il governo di accordo nazionale sostenuto dalle Nazioni Unite, presieduto dal premier designato Fayez al Sarraj, “pare avere maggiori spazi” di azione anche in merito alla presenza diplomatica italiana, che secondo Alfano “ha rappresentato un grande segnale politico”. Parlando della recente apertura dell’ambasciata italiana a Tripoli, il ministro ha assicurato che la decisione e’ stata presa dopo aver verificato anche attraverso l’intelligence le condizioni di sicurezza che consentissero la presenza della sede diplomatica nel paese.

Il ministro ha sottolineato che vi sono stati diversi sviluppi nella situazione libica. Infatti per Alfano la vittoria nella città di Sirte ha permesso al governo di accordo nazionale di non essere più solamente concentrato nella lotta contro Daesh (acronimo in arabo per Stato islamico in Iraq e nel Levante). Inoltre per il ministro, un altro sviluppo importante, avvenuto anche grazie al ruolo italiano, e’ stato il negoziato con la Banca centrale libica per l’approvazione del bilancio. Il ministro ha sottolineato l’importanza e il rispetto dell’Italia dell’accordo firmato in Marocco nel dicembre del 2015: “Noi abbiamo grande rispetto dell’accordo del 2015, non sappiamo se vi possano essere alternative, ma dobbiamo incoraggiare le parti al negoziato e avvicinare le parti”. Il ministro ha ricordato che l’Italia si e’ sempre spesa a favore di tutta la popolazione libica, sottolineando come Roma sia stata la prima a chiedere un ruolo per il generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), fedele al governo non riconosciuto dalla comunità internazionale.

Il ministro degli Esteri ha poi affrontato il tema dei rapporti con la nuova amministrazione statunitense e la Russia. Occorre fare un “investimento di fiducia” nell’amministrazione che si insedierà a breve negli Stati Uniti, guidata da un presidente eletto da milioni di cittadini, ha detto Alfano. “Abbiamo il diritto e il dovere di rispettare gli esiti delle elezioni in quella grande democrazia”, ha aggiunto. “E sono convinto che i valori transatlantici usciranno consolidati” nel rapporto con l’amministrazione Trump”, ha sottolineato. In tale contesto Alfano guarda con favore ad un riavvicinamento tra Mosca e Washington. “Solo un imprudente – ha osservato il ministro – potrebbe considerare auspicabile la continuazione di questo clima di freddezza tra Russia e Usa”.
Alfano ha ricordato che l’Italia ha aderito alle sanzioni imposte dall’Unione europea alla Russia, che però continua a considerare un partner affidabile sotto il profilo dell’approvvigionamento energetico e della lotta al terrorismo internazionale.
“Abbiamo partecipato alle sanzioni – ha spiegato – pagando un conto anche commerciale, per difendere principi fondamentali. Al tempo stesso abbiamo detto e considerato che la Russia e’ un partner affidabile”. Secondo Alfano, infatti, la politica estera richiede un compromesso tra “i principi piu’ alti e un altro principio, quello di realtà.
Se si ossequiano solo i primi si rischia di fare discorsi accademici, in assenza di una leadership. Se però si trascurano quei principi si diventa cinici, senza visione”.
L’Italia ha quindi mantenuto una posizione di compromesso, considerando le sanzioni “un mezzo e non un fine”, anche per tornare ad una stabilizzazione dei rapporti con la Russia. Alfano ha quindi spiegato che se la Russia e’ un interlocutore in tutte le piu’ delicate crisi internazionali, “occorrerà vedere in prospettiva le condizioni per ritornare ad un G8”. Il ministro ha quindi annunciato che un delegato italiano sarà inviato ad Astana, in Kazakhstan, il prossimo 23 gennaio in occasione dell’inizio dei colloqui inter-siriani mediati da Russia e Turchia. Sulla questione siriana l’Italia ha “un’idea chiara” ovvero che la riunione di Astana non “cancella Ginevra” e quanto fatto dalle Nazioni Unite, ha precisato il ministro. Il responsabile della Farnesina ha ricordato che “le prossime settimane sono cruciali” per la questione siriana, rivelando di essere in costante contatto con l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura.
In merito ai colloqui con il diplomatico Onu, il ministro Alfano ha sottolineato che sono stati discussi anzitutto i temi legati alla gestione umanitaria.