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Difesa: generale Graziano in visita di due giorni a Belgrado

2016_12_07 Capo Stato Maggiore Gen. Graziano con il Ministro Difesa Djordjevic, foto Ministero Difesa serbo 2016_12_07 Gen.Graziano con il Ministro Difesa Djordjevic, foto Ministero Difesa serbo

Capo Stato Maggiore Graziano in visita in Serbia, vede min. Difesa

Roma, 7 dic. (askanews) – Il capo di Stato Maggiore Generale Graziano in visita in Serbia ha incontrato il ministro della Difesa e il capo delle Forze Armate Serbe
“La Serbia – ha sottolineato il Generale Graziano nel corso degli incontri – è tra i principali Paesi a rivestire un ruolo di primo piano per la sicurezza dell’intera Regione Balcanica, che continua ad essere minacciata dalla possibile ripresa di flussi migratori e dal fenomeno dei foreign fighters”.
Nel rimarcare il legame esistente tra Italia e Serbia, il Generale Graziano ha ricordato che i rapporti tra due Paesi sono solidi e di vecchia data e, a cento anni di distanza, ha voluto anche rammentare l’opera svolta dalle Forze Armate italiane, in particolare dalla Marina Militare, per trarre in salvo, tra il dicembre 1915 e il febbraio 1916, l’Esercito serbo, costretto sulle coste albanesi dalle armate degli Imperi Centrali.
L’evacuazione, organizzata e condotta dai Marinai italiani, permise poi la riorganizzazione, in Grecia, di circa 145.000 soldati serbi, che contribuirono successivamente alla riconquista della loro madrepatria nell’ottobre del 1918.
“Forte di questa storica amicizia – ha aggiunto il Generale Graziano – confido in un futuro altrettanto ricco di cooperazioni, in campo operativo e formativo, tra le nostre Forze Armate, e nell’impegno dei nostri Paesi a ricercare nuovi obiettivi comuni.”
“Ritengo sia importante sostenere la cooperazione con le Forze armate serbe – ha continuato – quale fattore di stabilità a sostegno del processo di pieno inserimento della Serbia nella dimensione europea e di normalizzazione dei rapporti regionali”.
Il Generale Graziano ha poi salutato il Contingente delle Forze Armate serbe in partenza per la Missione Multinazionale UNIFIL, dove opereranno a stretto contatto con i militari italiani. “La missione UNIFIL – ha detto il Generale durante il saluto – si inserisce in un contesto operativo estremamente complesso, che vede sovrapporsi alle storiche tensioni dell’area il rischio, sempre presente, della minaccia terroristica. Lo scopo primario della presenza ONU nel Paese dei Cedri è quello di contribuire a ripristinare la necessaria stabilità e sicurezza, affinché il Governo libanese riacquisisca l’effettivo e pieno controllo della sua parte meridionale e possa nuovamente garantire al popolo condizioni di normalità.”
“Nel gennaio 2007, quando assunsi il comando della missione UNIFIL – ha ricordato il Capo di Stato Maggiore della Difesa – il Sud del Libano era fortemente lacerato politicamente, economicamente e moralmente. Oggi, a 10 anni dal dispiegamento di quella forza di interposizione, a sud del fiume Litani la situazione è notevolmente migliorata proprio grazie alla presenza dei Caschi Blu, che sono unanimemente riconosciuti come un asseto chiave nella regione.”

Italia-Serbia:gen.Graziano a Belgrado,ottimi rapporti difesa
Colloquio con ministro Djordjevic. ‘Grazie Italia per Kfor’

(ANSAmed) – BELGRADO, 7 DIC – L’ottimo stato dei rapporti fra Italia e Serbia in campo militare e’ stato constatato in un colloquio che il capo di stato maggiore della difesa, generale Claudio Graziano, ha avuto oggi a Belgrado con il ministro della difesa serbo Zoran Djordjevic. Come ha reso noto il ministero in un comunicato, dall’incontro – al quale erano presenti l’ambasciatore d’Italia in Serbia Giuseppe Manzo e il capo di stato maggiore dell’esercito serbo, generale Ljubisa Dikovic – e’ emerso che la collaborazione nel settore della difesa e’ in linea con l’insieme dei rapporti bilaterali, che sono stabili e tradizionalmente amichevoli. Il ministro Djordjevic ha osservato che il coronamento della collaborazione e’ costituito dalla comune partecipazione a operazioni multinazionali. “Sottolineo in particolare l’impegno comune nella missione Onu in Libano”, ha detto il ministro serbo. “Le esperienze positive, la fiducia conquistata e i solidi legami sul terreno sono ottime basi per esaminare la possibilita’ di un impegno comune ancora piu’ significativo”. Come ha osservato Djordjevic, “l’intenso dialogo politico e i frequenti incontri ad alto livello, come pure i vertici fra i governi di Serbia e Italia hanno reso possibile la creazione di una base stabile per un ulteriore progresso dei rapporti bilaterali in tutti i campi”.
“E’ particolarmente importante che l’Italia consideri la Serbia come uno dei principali pilastri per la sicurezza e la stabilita’ nella regione dei Balcani occidentali”, ha aggiunto il ministro della difesa che ha ringraziato l’Italia per l’intenzione di non ridurre il numero dei suoi militari nella Kfor, la Forza Nato in Kosovo. Nell’incontro fra il ministro Djordjevic e il generale Graziano – conclude il comunicato del ministero serbo – si e’ anche parlato della situazione della sicurezza alla luce dei frequenti attacchi terroristici e della sfida rappresentata dall’enorme flusso di migranti, ed e’ stata sottolineata l’importanza della collaborazione fra i servizi di sicurezza e di intelligence. Oggi il generale Graziano – che ieri aveva avuto un colloquio con il suo omologo serbo, il generale Ljubisa Dikovic – ha incontrato anche un contingente di militari serbi in partenza per la missione Unifil in Lib ano dove operera’ nel battaglione a comando italiano.

Difesa: Serbia, capo di stato maggiore italiano Graziano incontra ministro serbo Djordjevic

Belgrado, 07 dic 13:46 – (Agenzia Nova) – Il capo di stato maggiore della Difesa italiano, generale Claudio Graziano, ha incontrato oggi a Belgrado il ministro della Difesa della Serbia, Zoran Djordjevic. Secondo quanto riporta una nota del ministero serbo della Difesa, alla riunione erano presenti anche l’ambasciatore d’Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo, e il capo di stato maggiore della Serbia, generale Ljubisa Dikovic. Nel corso del colloquio, secondo quanto riporta il comunicato, è stato constatato che la cooperazione nel campo della difesa è in linea con i rapporti bilaterali complessivi fra Serbia e Italia, i quali sono stabili e caratterizzati da una tradizionale amicizia. Il ministro Djordjevic ha dichiarato che il coronamento di tale cooperazione è rappresentato dalla partecipazione congiunta nelle operazioni internazionali. “Voglio sottolineare in particolare – ha aggiunto – l’impegno comune nella missione Onu in Libano. Le esperienze positive, la fiducia acquisita e i solidi legami che provengono dalle operazioni sul campo sono un’ottima base per esaminare le possibilità di un impegno congiunto ancor più significativo. L’intenso dialogo politico e i frequenti incontri ad alto livello, come pure i vertici fra i governi di Serbia e Italia hanno permesso di avere una base stabile per l’avanzamento dei rapporti fra i due paesi in tutti i settori. Di particolare significato – ha proseguito Djordjevic – è il fatto che l’Italia riconosce la Serbia come uno dei principali pilastri per la sicurezza e la stabilità all’interno della regione dei Balcani occidentali”.

Il ministro ha poi ringraziato per la conferma che nel prossimo periodo non vi sarà una diminuzione del numero degli appartenenti alle forze armate italiane nella composizione della Kfor, la missione Nato in Kosovo. Nel corso della riunione sono stati infine affrontati i temi relativi al terrorismo internazionale e ai flussi migratori, ed è stata sottolineata l’importanza della cooperazione fra i servizi di intelligence e di sicurezza. Il generale Graziano conclude oggi una visita di due giorni in Serbia. Nella giornata di ieri è avvenuto un incontro con il capo di stato maggiore serbo Ljubisa Dikovic, e il programma include anche una visita al plotone serbo che sarà impegnato nella missione Unifil in Libano al fianco dei militari italiani. Il colloquio con Dikovic è avvenuto presso la sede a Belgrado dello stato maggiore della Difesa serbo. “Il generale Graziano – ha detto Dikovic in una conferenza stampa successiva all’incontro – è un amico della Serbia e dello stato maggiore serbo, ci conosciamo da tempo e l’Italia è uno dei partner più importanti per il nostro paese, ci legano rapporti bilaterali straordinari. Questa visita è stata un’occasione per analizzare e definire la nostra cooperazione. Oggi abbiamo avuto uno scambio di opinioni sulle sfide alla sicurezza, sapendo che Italia e Serbia sono forse i più significativi fattori di stabilità in quest’area”.

Il generale Graziano, nella conferenza stampa successiva all’incontro, ha osservato come il rapporto fra i due stati maggiori sia consolidato da molte attività e incontri precedenti. “Il generale Dikovic è stato recentemente in Italia – ha ricordato Graziano – e io sono ora qui per confermare le nostre relazioni di amicizia e cooperazione”. Graziano ha poi ricordato come nel corso della Prima guerra mondiale, esattamente cento anni fa, si fosse svolta un’attività che ha visto impegnati gli eserciti di Italia e Serbia, con l’obiettivo di mettere in salvo l’esercito serbo “il quale già allora giocava un ruolo importante”, perché da solo condusse una battaglia contro l’Impero austro-ungarico. “Credo – ha concluso Graziano – che la cooperazione sia essenziale fra paesi europei e vicini per cultura come Italia e Serbia”. In alcune dichiarazioni concesse a margine alla stampa italiana a Belgrado, Graziano ha commentato la partenza imminente del plotone serbo che andrà ad unirsi al contingente italiano nella missione Unifil in Libano. “Le minacce odierne richiedono anche l’impegno della Serbia – ha detto Graziano – e in questo progetto multinazionale considero importante la cooperazione fra Italia e Serbia, un rapporto che può estendersi e svilupparsi”. Lo sviluppo della cooperazione, ha aggiunto, è di interesse europeo. “Unifil è fondamentale per la stabilità di quell’area, e la presenza di paesi europei è un fattore di stabilità”, ha ancora osservato Graziano.

Riguardo alle sfide attuali nel contesto internazionale date da terrorismo e immigrazione, il generale Graziano ha osservato che questi ultimi due fenomeni non sono direttamente collegati. “Il terrorismo si aggiunge al problema dell’immigrazione clandestina, ma le due cose non sono collegate direttamente. C’è un terrorismo che trae vantaggio dalla povertà e dal degrado, ma gli immigrati sono piuttosto le vittime di questo sacrificio e la possibilità di sviluppo del terrorismo c’è a prescindere dai migranti, anche attraverso vie normali di comunicazione che anzi, tante volte sono più facili da percorrere”. Senza voler minimizzare i rischi, ha aggiunto Graziano, “devo dire che la capacità di garantire la sicurezza che ha espresso l’Italia ci lascia piuttosto ottimisti”. Graziano ha ricordato che “abbiamo vissuto l’Expo, il Giubileo e moltissime altre cose”. Anche attraverso Sophia (Forza navale mediterranea dell’Unione europea) e il coordinamento tra sistemi di sicurezza interni ed esterni, ha concluso Graziano, c’è un modo di affrontare il rischio che ci porta ad una maggiore cooperazione tra difesa avanzata e sicurezza interna.

2016_12_07 Capi di Stato Maggiore Graziano e Dikovic, foto Esercito serbo 2016_12_07 Capi di Stato Maggiore Graziano e Dikovic, foto Esercito serbo

Difesa: incontro fra capi di stato maggiore Serbia e Italia a Belgrado

Belgrado, 06 dic – (Nova) – Si e’ tenuto oggi a Belgrado l’incontro fra il capo di stato maggiore della Difesa dell’Italia, generale Claudio Graziano, e l’omologo della Serbia, generale Ljubisa Dikovic. Il colloquio e’ avvenuto presso lo stato maggiore della Difesa serbo. “Il generale Graziano – ha detto Dikovic in una conferenza stampa successiva all’incontro – e’ un amico della Serbia e dello stato maggiore serbo, ci conosciamo da tempo e l’Italia e’ uno dei partner piu’ importanti per il nostro paese, ci legano rapporti bilaterali straordinari. Questa visita e’ stata un’occasione per analizzare e definire la nostra cooperazione. Oggi abbiamo avuto uno sc ambio di opinioni sulle sfide alla sicurezza, sapendo che Italia e Serbia sono forse i piu’ significativi fattori di stabilita’ in quest’area”. Il generale Graziano, nella conferenza stampa successiva all’incontro, ha osservato come il rapporto fra i due stati maggiori sia consolidato da molte attivita’ e incontri precedenti. “Il generale Dikovic e’ stato recentemente in Italia – ha ricordato Graziano – e io sono ora qui per confermare le nostre relazioni di amicizia e cooperazione”.

Graziano ha poi ricordato come nel corso della Prima guerra mondiale, esattamente cento anni fa, si fosse svolta un’attivita’ che ha visto impegnati gli eserciti di Italia e Serbia, con l’obiettivo di mettere in salvo l’esercito serbo “il quale gia’ allora giocava un ruolo importante”, perche’ da solo condusse una battaglia contro l’Impero austro-ungarico. “Credo – ha concluso Graziano – che la cooperazione sia essenziale fra paesi europei e vicini per cultura come Italia e Serbia”. In alcune dichiarazioni concesse a margine alla stampa italiana a Belgrado, Graziano ha commentato la partenza imminente di un plotone serbo che andra ‘ ad unirsi al contingente italiano nella missione Unifil in Libano. “Le minacce odierne richiedono anche l’impegno della Serbia – ha detto Graziano – e in questo progetto multinazionale considero importante la cooperazione fra Italia e Serbia, un rapporto che puo’ estendersi e svilupparsi”. Lo sviluppo della cooperazione, ha aggiunto, e’ di interesse europeo. “Unifil e’ fondamentale per la stabilita’ di quell’area, e la presenza di paesi europei e’ un fattore di stabilita’”, ha ancora osservato Graziano.

Riguardo alle sfide attuali nel contesto internazionale date da terrorismo e immigrazione, il generale Graziano ha osservato che questi ultimi due fenomeni non sono direttamente collegati. “Il terrorismo si aggiunge al problema dell’immigrazione clandestina, ma le due cose non sono collegate direttamente. C’e’ un terrorismo che trae vantaggio dalla poverta’ e dal degrado, ma gli immigrati sono piuttosto le vittime di questo sacrificio e la possibilita’ di sviluppo del terrorismo c’e’ a prescindere dai migranti, anche attraverso vie normali di comunicazione che anzi, tante volte sono piu’ facili da percorrere”. Senza voler minimizzare i rischi, ha aggiunto Graziano, “devo dire che la capacita’ di garantire la sicurezza che ha espresso l’Italia ci lascia piuttosto ottimisti”.

“Abbiamo vissuto l’Expo, il Giubileo e moltissime altre cose”, ha ricordato ancora Graziano. Anche attraverso Sophia (Forza navale mediterranea dell’Unione europea) e il coordinamento tra sistemi di sicurezza interni ed esterni, ha concluso il capo di stato maggiore della Difesa, c’e’ un modo di affrontare il rischio che ci porta ad una maggiore cooperazione tra difesa avanzata e sicurezza interna. Il generale Graziano si e’ recato oggi in Serbia per una visita di due giorni. Oltre all’incontro con il capo di stato maggiore serbo Dikovic, sono previsti in agenda anche incontri con l’ambasciatore italiano a Belgrado, Giuseppe Manzo, e il ministro della Difesa serbo, Zoran Djordjevic. Nella sua due giorni in Serbia, il generale incontrera’ anche un contingente serbo che sara’ impegnato nella missione Unifil in Libano al fianco dei militari italiani.

Italia-Serbia: difesa, colloqui generale Graziano a Belgrado
‘Affrontare insieme sfide. Grande amicizia nostre Forze armate’

(ANSAmed) – BELGRADO, 6 DIC – Le prospettive di un ulteriore rafforzamento della gia’ stretta collaborazione fra Italia e Serbia nel settore militare e della sicurezza sono state al centro di un incontro che il capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha avuto oggi a Belgrado con il suo omologo serbo, generale Ljubisa Dikovic.

Al termine del colloquio, il generale Graziano ha sottolineato le relazioni sempre piu’ strette e di amicizia fra le Forze armate dei due Paesi, la cui collaborazione risale alla prima guerra mondiale. “Davanti a noi abbiamo tante sfide da affrontare, a cominciare dalla crisi dei migranti e dagli ingressi illegali dei clandestini, pertanto l’impegno della Serbia nella soluzione di tali problemi e’ di grande importanza”, ha detto Graziano che ha indicato nella formazione e nell’addestramento comune due dei principali campi di collaborazione fra Italia e Serbia. Il Paese balcanico, ha aggiunto, e’ di fondamentale importanza per il rafforzamento della sicurezza nella regione.

Domani il generale Graziano, che ha ricambiato una visita in Italia effettuata nei mesi scorsi dal capo di stato maggiore serbo Dikovic, incontrera’ il ministro della difesa serbo Zoran Djordjevic e un contingente di militari serbi in partenza per la missione Unifil in Libano dove operera’ nel battaglione a comando italiano.

Difesa: generale Graziano inizia visita di due giorni in Serbia

Roma, 06 dic – (Nova) – Il generale Claudio Graziano, capo di Stato maggiore della Difesa, si reca oggi in Serbia per una visita di due giorni. Lo riferiscono fonti dello Stato maggiore, secondo cui Graziano nel pomeriggio avra’ un incontro con l’omologo serbo, Ljubis Dikovic.

Successivamente, il generale incontrera’ l’ambasciatore italiano a Belgrado, Giuseppe Manzo, e il ministro della Difesa serbo, Zoran Djordjevic. Nella sua due giorni in Serbia, il generale incontrera’ anche un contingente serbo che sara’ impegnato nella missione Unifil in Libano al fianco dei militari italiani.