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Convegno scientifico “Italia e Serbia durante la prima guerra mondiale”

Italia – Serbia: convegno su rapporti in Grande Guerra

A Belgrado, con Amb.Manzo, studiosi e storici dei due Paesi

(ANSAmed) – BELGRADO, 4 DIC – Analisi e considerazioni sulle relazioni tra Italia e Serbia durante il primo conflitto mondiale sono state al centro di un convegno scientifico svoltosi oggi a Belgrado in occasione del centenario dell’ ingresso dell’ Italia nella Grande Guerra. A organizzare il simposio e’ stato l’ Istituto di studi balcanici dell’ Accademia serba delle scienze e delle arti, in collaborazione con il Dipartimento di scienze politiche dell’ Universita’ Aldo Moro di Bari e l’ Istituto italiano di cultura di Belgrado, con il patrocinio dell’ Ambasciata d’ Italia. La riunione si e’ articolata su tre tavole rotonde con la partecipazione di docenti e storici italiani e serbi.

Intervenendo in apertura dei lavori, l’ Ambasciatore d’ Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo, ha ricordato la vicenda straordinaria, avvenuta esattamente cento anni fa, del salvataggio in Adriatico di quasi 300 mila serbi da parte della Marina militare italiana. “Una delle piu’ grandi operazioni umanitarie e di salvataggio, messa in atto per proteggere i militari e i civili serbi dalla pressione delle potenze centrali”, ha osservato l’ ambasciatore secondo il quale “anche nei momenti piu’ bui della storia i popoli e i legami tra i popoli fanno la differenza”. Manzo ha sottolineato come un anno fa, in una cerimonia con il premier Aleksandar Vucic per commemorare i caduti nel centenario dello scoppio della prima Guerra mondiale, fu ricordato proprio il salvataggio dei serbi in Adriatico da parte degli italiani. “Una storia di solidarieta’ e amicizia tra i popoli”, e “un esempio straordinario dell’ amicizia tra i popoli italiano e serbo”.

L’ Ambasciatore ha quindi ribadito l’ impegno di Italia e Serbia a guardare verso un “futuro basato sui valori della famiglia europea alla quale i nostri due popoli appartengono”. “Il posto della Serbia e dei Balcani e’ in Europa”, ha concluso Manzo ribadendo il sostegno dell’ Italia al cammino europeo della Serbia e congratulandosi per l’ imminente apertura, il 14 di adesione della Serbia alla Ue.

Italia – Serbia: convegno a Belgrado dedicato a relazioni italo – serbe in Prima guerra mondiale

Belgrado, 04 dic – (Nova) – Si e’ svolto oggi a Belgrado il convegno scientifico di storici italiani e serbi dedicato all’ analisi delle relazioni italo-serbe durante la Prima guerra mondiale. L’ Istituto di Studi balcanici dell’ Accademia serba delle scienze e delle arti di Belgrado, insieme con il dipartimento di Scienze politiche dell’ Universita’ di Bari “Aldo Moro” e l’ Istituto italiano di Cultura, e con il patrocinio dell’ ambasciata d’ Italia a Belgrado, ha organizzato un convegno scientifico dedicato all’ analisi delle relazioni italo-serbe durante il conflitto dal titolo “Italia e Serbia durante la prima guerra mondiale”. L’ evento coincide con il centenario dell’ ingresso dell’ Italia nella Prima guerra mondiale, e si e’ snodato in tre tavole rotonde con docenti e storici italiani e serbi su altrettanti aspetti specifici dei rapporti fra i due paesi nelle varie fasi della guerra, dal confronto con le altre potenze all’ inizio dei combattimenti alla questione jugoslava all’ indomani della conclusione della guerra.

Sono intervenuti, per parte italiana, gli storici Luciano Monzali (Universita’ di Bari “Aldo Moro”); Luca Riccardi (Universita’ di Cassino); Francesco Caccamo (Universita’ degli Studi “G. D’ Annunzio” Chieti-Pescara); Rosario Milano (Universita’ di Bari “Aldo Moro”); Milovan Pisarri (Universita’ “Ca’ Foscari” di Venezia). L’ ambasciatore d’ Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo, ha aperto stamane i lavori con un intervento nel quale ha ricordato l’ operazione di salvataggio da parte della Marina italiana di militari e civili serbi avvenuta nei primi di dicembre di 100 anni fa. Nel corso del conflitto la nostra Marina militare trasse in salvo oltre 265 mila soldati e civili serbi spinti verso le coste adriatiche dall’ offensiva austro-ungarica nell’ inverno 1915-’16. “I primi di dicembre di 100 anni fa – ha detto Manzo – la Marina italiana stava preparando una delle piu’ grandi operazioni umanitarie di salvataggio per proteggere i soldati e i civili serbi dall’ offensiva delle potenze centrali”.

Manzo ha ricordato come si tratto’ di un esempio di straordinaria solidarieta’ e di un esempio dell’ amicizia fra il popolo italiano e quello serbo. L’ episodio era stato ricordato l’ anno scorso con una cerimonia a cui aveva partecipato anche il premier serbo, Aleksandar Vucic. “Insieme con il premier Vucic abbiamo ricordato questo evento del passato – ha osservato l’ ambasciatore – riaffermando al tempo stesso l’ impegno dei nostri due paesi verso un futuro basato sui valori propri della famiglia europea a cui entrambi apparteniamo. Allora ho ribadito la posizione italiana a supporto del cammino europeo della Serbia, e sono felice che ci riuniamo qua a Belgrado in un momento in cui il futuro europeo della Serbia sembra piu’ vicino, con la prossima apertura dei primi due capitoli dei negoziati di adesione Serbia-Ue”.

PROGRAMMA DELLE TAVOLE ROTONDE

I

ITALIA E SERBIA ALLA PROVA DELLA GRANDE GUERRA

La Grande Guerra della Serbia 1914-1918(Dušan Bataković, Direttore dell’Istituto di Studi balcanici)

La politica estera italiana e la prima guerra mondiale: riflessioni e valutazioni (Luca Riccardi, Professore di Storia delle
Relazioni internazionali, Università degli Studi di Cassino)

II

ITALIA E SERBIA E LE GRANDI POTENZE DI FRONTE ALLA QUESTIONE JUGOSLAVA

Gli Imperi centrali e la questione jugoslava(Milan Ristović, Professore di Storia contemporanea, Università di Belgrado)

Sidney Sonnino, la politica estera italiana e la questione serba (Luciano Monzali, Docente di Storia delle Relazioni internazionali e di Storia dei Paesi del Mediterraneo, Università di Bari “Aldo Moro”)

Nikola Pasić e la politica estera serba, dalla Serbia alla Jugoslavia (Vojislav Pavlović, Istituto di Studi balcanici)

Il patto di Londra e la questione jugoslava(Gorazd Bajić, Istituto Sloveno di Ricerche di Trieste e Università di Maribor)

L’Italia e il problema dell’unione serbo-montenegrina (Francesco Caccamo, Docente di Storia dell’Europa orientale, Università degli
Studi “G.D’Annunzio”, Chieti-Pescara)

III

ITALIA E SERBIA E LA RICERCA DEL NUOVO ORDINE BALCANICO

L’Italia, la Serbia e l’esodo dell’esercito serbo attraverso l’Albania (Miloš Ković, Docente di Storia, Università di Belgrado)

Il nodo albanese nei rapporti serbo-italiani(Dušan Fundić, Istituto di Studi balcanici)

L’Italia, le grandi Potenze, la Serbia e il problema albanese (Rosario Milano, Università di Bari “Aldo Moro”)

L’Italia, la Serbia e l’intervento in guerra della Bulgaria (Milovan Pisarri, Dipartimento di Studi Storici dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia)

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Intervento di S.E. l’Ambasciatore d’Italia Giuseppe MANZO:

Let me thank for the hospitality the Director of the Institute of Balkan Studies, prof. Dušan Bataković and deputy director Professor Vojislav Pavlovic. A special welcome to the delegation from Italy lead by prof. Luciano Monzali and with him professors Riccardi, Caccamo, Milano and Pisarri.

In 1915, one hundred years and a few months ago, Italy went to war. The opening of a new front made many believe that war would soon get to an end. Illusion of a quick solution rapidly faded away. It became clear that it would be a long war, fought inch by inch in many throughout our Continent and beyond.

It became clear that this was going to be a war millions and millions would directly and longly feel on themselves, in flash and blood, and in their minds, both on the front lines and back home.

It was going to be a peoples war.

Historians investigate, intepret and tell events. How they happened. How they shaped history. Diplomats, also based on your works, are committed to advise and work for respective governments on avdancing their international relations while pursuing their national interest.

Why am I telling you this? Because last year we tried to do exactely this when, to mark the Centennial of the War, we wanted to show few hundred meters from the crosses remembering 1064 Italian soldiers- that even in the darkest moments of history peoples and bonds among people make a difference.

To commemorate the Great War, here in Belgrade, we chose a story of solidarity and friendship between peoples.

These very days of December, one hundred years ago, Italian Navy was preparing one of the biggest humanitarian rescue operation to protect Serbian soldiers and civilians from Central Powers push.

When it ended almost 300 thousand were saved. It eventualy had relevant strategic effects on the outcome of the war. But -and this is my point- it also proved to be an exemple of the extraordinary solidarity among peoples and the friendship between Italian and Serbian peoples.

Together with Serbian Prime Minister we remembered this past event while reaffirming our countries’ commitment to a future based on the values of the European family to which both our peoples belong.

At that time I reiterated Italian longstanding position in support of Serbia’s European path and I am very glad that we are gathering here in Belgrade at a time Belgrade’s European future looks closer witht the upcoming opening of the first two chapters of the negotiations for Serbia’s accession to the EU in the next weeks.

If history has tought us anything about this country and this region is that Serbia, Balkans’ place is in Europe. Even more, it is our and their interest to make sure this happens.

I wish you a fruitful meeting