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Presidente socialisti e democratici Ue Pittella e vice presidente Fleckenstein a Belgrado

 Gianni Pittella

Serbia: Vucic, con Italia rapporti straordinariamente positivi

Colloquio a Belgrado con capogruppo socialista PE Pittella

(ANSA) – BELGRADO, 6 NOV – Il premier serbo Aleksandar Vucic si e’ detto molto soddisfatto dei rapporti con l’ Italia, che ha definito “straordinariamente positivi” sia sotto l’ aspetto politico che economico e commerciale. Lo ha detto il capo del gruppo socialista al Parlamento europeo Gianni Pittella, conversando oggi con i giornalisti a Belgrado al termine di un colloquio con Vucic. Ottimi – ha aggiunto il premier serbo, come riferito da Pittella – sono anche i suoi rapporti personali con il presidente del consiglio Matteo Renzi, caratterizzati da “grande stima”. “Ho insistito sulla necessita’ di potenziare ulteriormente tali rapporti”, ha detto Pittella, considerando anche la presenza massiccia in Serbia di imprenditori italiani.

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Serbia: presidente socialisti e democratici Ue Pittella e vice presidente Fleckenstein a Belgrado

Belgrado, 06 nov 16:03 – (Agenzia Nova) – Una delegazione dell’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D), composta dal presidente Gianni Pittella e dal vicepresidente Knut Fleckenstein, è in visita oggi a Belgrado. La tappa serba di inserisce in un più ampio tour nella regione balcanica, della durata complessiva di 5 giorni, che ha visto la delegazione presente in Albania e nella ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom). Fra gli incontri in agenda a Belgrado vi sono quelli con il premier serbo Aleksandar Vucic, il ministro serbo degli Esteri Ivica Dacic e Bojan Pajtic, presidente del Partito democratico (Ds), attualmente all’opposizione. Nella giornata di domani è infine prevista la partecipazione della delegazione S&D al congresso organizzato a Belgrado dai partiti democratici e socialdemocratici della regione.

In un’intervista concessa oggi alla stampa italiana a Belgrado, al termine dell’incontro con Vucic, Pittella ha auspicato un’apertura entro fine anno dei primi capitoli dei negoziati di adesione con l’Unione europea. “Riteniamo – ha detto Pittella – che la Serbia, dopo gli sforzi efficaci che ha effettuato in questi anni sul piano delle riforme e della modernizzazione del paese, meriti che questi sforzi siano riconosciuti a livello europeo. Io credo che sia essenziale che il Consiglio europeo apra finalmente i negoziati su alcuni capitoli entro la fine dell’anno”. Un ulteriore ritardo, ha osservato, potrebbe essere negativo soprattutto nella percezione dell’opinione pubblica. “Anche guardando alla gestione del flusso migratorio in transito, penso – ha aggiunto Pittella – che non vi possano essere dubbi sul fatto che si possano aprire e discutere dei capitoli nell’ambito del negoziati. Si tratterebbe – ha concluso – di un segnale politico importante”.

Riguardo al rapporto della Commissione europea sui progressi degli stati candidati, che dovrebbe essere diffuso nei prossimi giorni, Pittella ha osservato che occorre prima vedere i documenti che verranno trasmessi dalla Commissione. “Per ciò che riguarda noi – ha aggiunto – la Serbia ha lavorato bene in questo periodo, e ha dato anche un grande esempio ad alcuni paesi europei di come si può gestire un imponente flusso migratorio con efficacia e con umanità”. Sulla questione della normalizzazione dei rapporti con il Kosovo, Pittella ha ricordato che nel colloquio con Vucic “il premier ha assicurato un approccio costruttivo” ed in linea con la necessità di superare i vecchi problemi, creando un clima positivo.

“Ovviamente noi abbiamo molto insistito su questo punto, perché ci sembra essere essenziale, anche in vista dei negoziati che si avvieranno per l’adesione. E’ chiaro che la soluzione di questo nodo, ovvero una normalizzazione completa dei rapporti, è essenziale”, ha dichiarato Pittella. Il presidente del S&D ha poi reso noto che fra gli argomenti trattati con Vucic vi è stato anche il rapporto fra la Serbia e la Russia. “Il premier – ha detto Pittella – ha tenuto a sottolineare che avere dei buoni rapporti con la Russia sul piano politico e su quello economico non significa che la via prioritaria per Belgrado non sia quella dell’Unione europea. L’Ue è la priorità per la Serbia”.

Fra i temi affrontati vi sono stati inoltre i rapporti con l’Italia. “Il premier – ha detto Pittella – ha confermato l’esistenza di un rapporto straordinariamente positivo con il nostro paese, sia sul piano politico che su quello delle relazioni economiche e commerciali, ma anche sul piano personale, con una grande stima e considerazione per il premier Renzi. Io ho insistito sulla necessità di potenziare ulteriormente i rapporti politici, economici e commerciali. Noi qui abbiamo tantissimi imprenditori e anche grandi realtà come Fiat, abbiamo interessi da coltivare in un rapporto di cooperazione con il governo serbo”. Un altro tema importante affrontato nel colloquio con Vucic è stata la trilaterale fra Serbia, Italia e Albania, un’iniziativa nata su proposta dell’Italia e del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

“Questo rapporto trilaterale è molto utile – ha detto Pittella – anche per aiutare gli altri paesi dei Balcani”. A proposito della missione in via di conclusione dell’S&D nella regione, Pittella ne ha sottolineato l’utilità. “Abbiamo fatto sentire la vicinanza – ha detto – e l’attenzione di una parte importante della politica europea al destino di questi paesi, e abbiamo cercato anche di indicare delle soluzioni e dare dei suggerimenti. Continueremo la nostra missione con un prossimo ‘round’ nei prossimi mesi, e che toccherà Montenegro, Kosovo e Bosnia Erzegovina. Dobbiamo utilizzare i prossimi 4 anni, in cui non è previsto nessun allargamento da parte dell’Ue, perché i paesi candidati siano pronti ad entrare dopo il 2019”.

Una mancanza di preparazione, e dunque un mancato ingresso, sarebbe secondo Pittella un danno per entrambe le parti. “L’ingresso dei paesi dei Balcani non è solo conveniente per questi paesi, ma anche per l’Unione europea, a patto naturalmente che siano rispettati i criteri posti e siano attuate le riforme necessarie. Queste non devono essere fatte tanto perché le richiede l’Ue, ma perché sono a beneficio dei cittadini”, ha concluso il presidente S&D. Le tappe precedenti della missione del gruppo europeo sono state Albania ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom). A Tirana il presidente S&D ha apprezzato le riforme intraprese dall’Albania nel suo percorso di integrazione europea, ribadendo che “il 2016 dovrebbe essere l’anno per l’avvio dei negoziati di adesione con l’Unione europea”.

Al termine dei colloqui avuti con il premier albanese Edi Rama, Pittella ha rinnovato “il pieno sostegno del gruppo dei socialdemocratici alle sfide che il paese deve affrontare”. Secondo Pittella, l’Albania sta lavorando bene verso gli obiettivi europei. “Voglio dare atto al governo del premier Rama – ha osservato – di aver realizzato profondi mutamenti in senso positivo. E’ in corso una lotta più forte alla corruzione, ci sono progressi interni nell’amministrazione pubblica, un avanzamento significativo nel rispetto dei diritti umani, e una crescita economica che porterà il Pil al di sopra del 3 per cento”.

Pittella ha sottolineato l’importanza della riforma giudiziaria, un processo avviato dalla fine dello scorso anno. Una bozza con una serie di interventi sulla Costituzione redatta da un ampio gruppo di esperti albanesi e stranieri, è in attesa dell’opinione della Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa, che ha inviato una delegazione proprio questi giorni a Tirana. “Noi ci aspettiamo che un rapporto preliminare sia pronto alle fine di novembre o all’inizio di dicembre. Sarebbe un importante segnale alla vigilia del Consiglio europeo”, ha ribadito il premier albanese Rama. “La riforma del sistema giudiziario è un passo molto importante, poiché riguarda un settore chiave”, ha sottolineato Pittella.

La tappa nell’ex Repubblica jugoslava della Macedonia (Fyrom) ha visto Pittella partecipare, fra le altre cose, al dibattito organizzato a Skopje dalla fondazione socialdemocratica tedesca Friedrich Ebert. All’evento erano presenti altri due europarlamentari, il britannico Richard Howitt e il tedesco Knut Fleckestein. L’incontro prevedeva un dibattito anche sulla situazione politica nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) nel quadro del percorso di integrazione europea della Fyrom.

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