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Vertice trilaterale tra Italia, Serbia e Albania

Ministro Gentiloni con i Ministri degli Esteri albanese e serbo

 

Balcani: trilaterale Italia – Albania – Serbia, integrazione Ue di Tirana e Belgrado e consolidamento rapporti

Roma, 23 gen – (Nova) – L’ importanza dello sviluppo delle relazioni bilaterali tra Serbia e Albania, anche attraverso la mediazione italiana, e il processo d’ integrazione europea di Tirana e Belgrado: sono questi i temi centrali del trilaterale tra i ministri degli Esteri di Italia, Albania e Serbia, che si e’ svolto oggi a Roma presso palazzo Madama. “Albania e Serbia sono due paesi amici, e l’ Italia e’ il prima linea nel processo d’ integrazione europea di Tirana e Belgrado”, ha detto il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. “Per l’ Italia i Balcani, insieme al Mediterraneo, sono importanti a livello storico e culturale. L’ incontro e’ un messaggio chiaro rivolto alle relazioni tra i tre paesi, sul piano economico, commerciale, storico, ma anche un messaggio verso l’ Europa”, ha aggiunto il ministro che ha sottolineato come l’ Italia sia in prima linea nel processo d’ integrazione europea di Albania e Serbia. 
 
“Il nostro impegno per l’ integrazione di Tirana e Belgrado deve essere condiviso dall’ Unione europea”, ha detto Gentiloni, secondo cui questo primo incontro puo’ essere importante per il proseguo del dialogo tra i due paesi. “Oltre a consolidare gli ottimi rapporti, su temi della sicurezza, e a rivendicare progressi sull’ immigrazione, cercheremo di dare continuita’ a cio’ che inizia oggi, cosi’ che questo sia il primo passo per andare avanti anche nei prossimi mesi, nell’ interesse dei nostri tre paesi”, ha dichiarato Gentiloni. Il ministro italiano ha proseguito affermando che l’ Unione europea e’ stato un fattore di stabilizzazione e deve continuare a esserlo attraverso l’ interazione dei paesi dei Balcani. “L’ Europa e’ stata essenziale nella regolarizzazione del flusso migratorio”, ha  aggiunto Gentiloni, che ha sottolineato l’ importanza del ruolo geo-politico dell’ Europa. “La crisi ucraina e’ dipesa da poco dialogo, rischio che non deve avere corso lungo i confini meridionali dell’ Unione”, ha affermato il ministro.
 
Il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, ha sottolineato come il trilaterale sia importante per la normalizzazione dei rapporti fra Tirana e Belgrado, attraverso il lavoro svolto dall’ Italia. “La Serbia ha stabilito con l’ Italia 136 anni fa i rapporti diplomatici, e 110 anni fa con l’ Albania. Dobbiamo abituarci a parlare di tutti i problemi, anche quelli in cui non c’ e’ consenso”, ha aggiunto Dacic, secondo cui e’ importante cercare di puntare su cio’ che unisce i due paesi e non su quello che divide. Il ministro serbo ha ribadito che i due paesi fanno parte di una regione e aspirano a progetti comuni, come l’ integrazione europea e lo sviluppo del settore economico ed energetico. La nostra cooperazione – ha detto ancora Dacic – puo’ crescere, e l’ incontro rappresenta un modo per rafforzare i nostri rapporti bilaterali, cercando di definire le scadenze di progetti comuni.
 
Per il ministro degli Esteri albanese, invece, il trilaterale di oggi contribuisce alla stabilita’ nei Balcani occidentali e alla regolarizzazione dei rapporti tra Serbia e Albania. “Dobbiamo sincronizzare gli sforzi dei processi gia’ in atto e rafforzare le relazioni bilaterali tra Serbia e Albania. La volonta’ e’ stata confermata dalla visita del premier Edi Rama a Belgrado”, ha aggiunto il ministro Bushati, che ha sottolineato come l’ Italia sia il miglior partner di Albania e Serbia, e che attraverso Roma e’ possibile sviluppare il dialogo bilaterale. “Il dialogo deve essere seguito da un rafforzamento degli scambi commerciali, abbattendo i pregiudizi esistenti. Questo incontro e’ stato preceduto da un bilaterale con l’ Italia, partner strategico e naturale per l’ Albania. Siamo grati all’ Italia per la collaborazione sviluppata negli anni”, ha affermato il ministro albanese. Bushati ha ribadito poi che l’ adesione all’ Ue e’ uno stimolo per una collaborazione regionale con Montenegro e Serbia.
L’ incontro odierno e’ stato organizzato su iniziativa dell’ Italia, annunciata dal premier Matteo Renzi nel corso della recente visita in Albania. “La politica italiana ha due principali obiettivi, il Mediterraneo e i Balcani, una regione che per un secolo e’ stata campo di battaglie e che oggi e’ capace di costruire la pace”, ha ribadito Renzi, secondo cui l’ iniziativa italiana, rientra negli sforzi di Roma per promuovere il progresso dei Balcani nel processo di integrazione europea. Il premier italiano si e’ impegnato a sottolineare con grande forza di fronte al Parlamento europeo e al presidente della Commissione europea che non c’ e’ futuro in Europa senza l’ allargamento.
 
Nell’ occasione il primo ministro albanese Edi Rama, ha sottolineato che i rapporti fra Serbia e Albania vengono considerati di primaria importanza per il futuro della regione dei Balcani, anche per il fatto che gli albanesi vivono in differenti paesi, dal Kosovo, all’ ex Repubblica jugoslava della Macedonia (Fyrom), dove rappresentano la seconda piu’ grande comunita’ dopo i macedoni, e poi in Montenegro e Serbia. “Ho informato il premier Renzi dell’ avanzamento delle relazioni con la Serbia e della nostra visione di costruire un asse strategico di collaborazione, in funzione della cooperazione regionale e dell’ integrazione europea dei Balcani”, ha sottolineato Rama.
 
Le tensioni tra Albania e Serbia nel corso del 2014 si sono pericolosamente acuite in seguito alla partita di calcio tra le nazionali dei due paesi, interrotta a causa dell’ invasione di campo dei tifosi serbi. L’ incidente ha immediatamente provocato reazioni da parte dell’ opinione pubblica e della classe politica delle due nazioni, che hanno messo a rischio la visita del premier Rama a Belgrado, inizialmente prevista per ottobre. Il primo ministro albanese ha rinviato poi di tre settimane la visita in Serbia, spinto anche dalla pressione del cancelliere tedesco Angela Merkel e del segretario di Stato Usa John Kerry nei confronti del premier serbo Aleksandar Vucic. Il 10 novembre, Rama e’ diventato il primo premier albanese che dopo 68 anni e’ tornato in visita ufficiale a Belgrado. Con l’ incontro Serbia e Albania hanno provato ad aprire una nuova pagina della loro storia, ma lo status del Kosovo pesa come un macigno sulla “svolta” nelle relazioni bilaterali chiesta dall’ Unione europea. Della prima, storica visita in Serbia di un premier albanese resta soprattutto il grande screzio in diretta televisiva tra l’ ospite Edi Rama e il padrone di casa Aleksandar Vucic.
Oggetto della contesa, ovviamente, il territorio kosovaro:  per Rama “il Kosovo e’ indipendente”, mentre per Vucic “il Kosovo e’ Serbia”. Due posizioni opposte che sembrano lasciare poco spazio alla mediazione. L’ Unione europea prova a gettare acqua sul fuoco ed esalta l’ aspetto storico della visita di Rama, ma non rilascia commenti sulle polemiche legate alle dichiarazioni sul Kosovo. Chi sembra invece poter davvero avvicinare le parti e’ l’ Italia, forte della vicinanza geografica e degli ottimi rapporti con entrambi i paesi.

Ue: Gentiloni, sosteniamo integrazione Serbia e Albania

Italia sempre impegnata, ci aspettiamo ulteriori risultati

(ANSA) – ROMA, 23 GEN – “Il primo trilaterale Italia-Serbia-Albania e’ un messaggio chiaro rivolto all’ Europa. L’ Italia si e’ sempre battuta per sostenere il processo di integrazione europea di Belgrado e Tirana, ora ci aspettiamoulteriori risultati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni dopo un incontro con il collega serbo Ivica Dacic e albanese Ditmir Bushati. Per l’ Italia, ha sottolineato il titolare della Farnesina, l’ integrazione europea di Serbia e Albania e’ “un impegno strategico e deve essere condiviso con l’ Unione Europea”.

(ANSA) – ROMA, 23 GEN – L’ integrazione europea di Serbia e Albania ha un’ importanza strategica per la stabilizzazione e la sicurezza di tutta l’ area dei Balcani occidentali. A questo fine l’ Italia si e’ sempre battuta e continua ad essere impegnata in prima linea. Il primo incontro trilaterale Roma-Belgrado-Tirana, che si e’ svolto oggi a Villa Madama, ha mandato un messaggio forte e chiaro a Bruxelles: bisogna accelerare i processi di adesione di due Paesi “chiave e amici dell’ Italia”.

Nell’ incontro con i colleghi serbo, Ivica Dacic, e albanese, Ditmir Bushati, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha sottolineato che l’ adesione all’ Ue di Serbia e Albania e’ un “impegno strategico” per il governo, ribadito anche dal premier Matteo Renzi a conclusione del semestre italiano di presidenza dell’ Ue. Ma e’ anche un impegno che “va condiviso con i partner europei” perche’ ora “ci aspettiamo ulteriori risultati”.

Da Belgrado e Tirana e’ giunto l’ apprezzamento per il ruolo di ponte verso l’ Europa svolto da Roma e anche per la mediazione italiana nel processo di distensione dei rapporti tra Serbia e Albania. “L’ Italia puo’ darci la spinta per normalizzare le nostre relazioni, che sono indispensabili per la sicurezza di tutta la regione”, ha detto il ministro degli Esteri serbo. Un’ area, quella dei Balcani occidentali, che oggi come non mai puo’ essere un esempio virtuoso di come i conflitti e le guerre civili possono essere superate. “Non ci siamo trasformati da diavoli in angeli – ha commentato in proposito il ministro albanese – se oggi nei Balcani occidentali non ci sono piu’
conflitti lo si deve in parte alla prospettiva europea”.
Sul ruolo che l’ Europa puo’ giocare nelle gravi crisi che stanno esplodendo a due passi dai suo confini meridionali, la Libia, e nordorientali, l’ Ucraina, insiste Gentiloni. L’ esperienza dell’ ex Jugoslavia ci ha insegnato che “da una parte l’ Europa e’ stata un fattore di stabilizzazione nei Balcani occidentali, dall’ altra che l’ Europa oggi deve avere una maggiore sensibilita’ geopolitica”. In Ucraina, ad esempio, “non c’ e’ stata una grande interlocuzione sul piano politico”.
In questa prima tappa di un “trialogo” che le parti hanno auspicato possa andare avanti nei prossimi mesi, c’ e’ stato spazio per discutere anche di economia, energia, sicurezza e immigrazione. Tutti i settori in cui e’ in atto una collaborazione stretta, l’ Italia e’ il primo partner commerciale di Serbia e Albania, ma rispetto ai quali ci sono margini di miglioramento. 
 

(ilVelino/AGV NEWS) Roma, 23 GEN – “L’ Italia si e’ sempre battuta per un processo di integrazione europea di Albania e Serbia, ci aspettiamo ulteriori risultati”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, al termine dell’ incontro trilaterale a Villa Madama con i suoi omologhi di Albania e Serbia, Ditmir Bushati e Ivica Dacic. Albania e Serbia sono paesi-chiave dei Balcani occidentali e per l’ Italia la regione, insieme al Mediterraneo sono l’ area piu’ importante – ha spiegato il capo della diplomazia italiana -: per vicinanza, legami storici, economici e culturali. Questo primo incontro trilaterale credo sia un messaggio chiaro rivolto innanzitutto ai nostri tre paesi, alle relazioni molto importanti che abbiamo su piano economico, commerciale, culturale e storico. Un messaggio importante – ha sottolineato Gentiloni -, rivolto anche all’ Europa. L’ Italia si e’ sempre battuta per il processo d’ integrazione europea di Albania e Serbia. Ci aspettiamo ulteriori risultati da questo punto di vista. Ci siamo impegnati e il presidente del Consiglio ha ricordato nel suo ultimo discorso di chiusura del semestre europeo a Strasburgo che per noi l’ impegno dell’ integrazione di Serbia, Albania e Montenegro e’ strategico e deve essere condiviso dall’ Unione europea”.
 
“In questo quadro – ha aggiunto il ministro – sono convinto che il formato trilaterale, che oggi vede la sua prima riunione, aiutera’ il percorso integrazione europea e potra’ contribuire anche all’ evoluzione positiva tra Belgrado e Pristina, che avra’ all’ inizio di febbraio un appuntamento importante in sede comunitaria. Ci siamo detti che, oltre a consolidare gli ottimi rapporti che abbiamo anche sui temi della sicurezza, oltre a rivendicare quanto di positivo e’ stato fatto – ad esempio sul tema dell’ immigrazione – cercheremo di dare continuita’ a quello che comincia oggi, in modo che la trilaterale non sia un episodio, ma il primo passo di una sorta di triangolo – ha concluso Gentiloni -, che possa andare avanti nell’ interesse dei Balcani, dell’ Europa e dei nostri tre paesi”.
 
 
UE: GENTILONI, INTEGRAZIONE SERBIA E ALBANIA IMPEGNO STRATEGICO
(AdnKronos) – Albania e Serbia, ha sottolineato Gentiloni, “sono due Paesi chiave dei Balcani occidentali e naturalmente per l’ Italia i Balcani sono assieme al Mediterraneo forse l’ area per noi più importante, per la vicinanza, per l’ importanza dei legami storici,economici, culturali. Questo primo incontro trilaterale credo sia un messaggio chiaro rivolto innanzitutto ai nostri tre Paesi”, ma “è naturalmente anche un messaggio importante rivolto all’ Europa”.
“La Serbia – ha affermato Dacic – ha rapporti bilaterali molto buoni con l’ Italia, che rappresenta per la Serbia il maggior partner di commercio estero. Il volume del nostro scambio commerciale l’ anno scorso era di 3,6 miliardi di euro”. La Serbia, ha sottolineato, “ha bisogno vitale di avere buoni rapporti con l’ Albania per i motivi di sicurezza nella regione e perciò, considerato che l’ Italia ha buoni rapporti sia con la Serbia che con l’ Albania, noi siamo grati che l’ Italia abbia proposto l’ organizzazione di un incontro trilaterale e siamo grati per l’ appoggio dell’ Italia alle nostre euro-integrazioni”.
Da parte sua, anche il capo della diplomazia albanese ha voluto ricordare come Italia e Albania siano “due partner naturali, strategici nei Balcani e nel Mediterraneo e l’ Italia già dall’ inizio della fase della transizione democratica in Albania ha avuto un ruolo specifico per quanto riguarda lo sviluppo delle istituzioni democratiche e l’ aiuto di carattere economico”.

Ue: Gentiloni, continuare processo integrazione Albania e Serbia

(AGI) – Roma, 23 gen. – Il processo di integrazione europea di Albania e Serbia e’ strategico e deve andare avanti: questo il messaggio lanciato dal ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, durante l’ incontro trilaterale a Roma con i colleghi di Tirana e Belgrado, Ditmir Bushati e Ivica Dacic. “L’ Italia si e’ sempre battuta per un processo di integrazione europea di Albania e Serbia, ci aspettiamo ulteriori risultati”, ha affermato Gentiloni. “Per noi la loro integrazione e’ un impegno strategico e deve essere condiviso con l’ Ue”, ha aggiunto.

UE: GENTILONI, INTEGRAZIONE SERBIA E ALBANIA IMPEGNO STRATEGICO
 
Roma, 23 gen. (AdnKronos) – “L’ Italia si è sempre battuta per il processo di integrazione europea di Albania e Serbia “. È quanto ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel corso della conferenza congiunta con il ministro degli Esteri albanese Ditmir Bushati e quello serbo Ivica Dacic, a Villa Madama. “Per noi – ha aggiunto il capo della diplomazia italiana – l’ impegno all’ integrazione di Serbia, Albania e Montenegro è un impegno strategico e deve essere un impegno condiviso dall’ Unione europea”.

Ue: Gentiloni, Unione europea fattore di stabilizzazione
Roma, 23 gen – (Nova) – L’ Unione europea e’ stato un fattore di stabilizzazione e deve continuare a esserlo attraverso l’ interazione dei paesi dei Balcani. Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, nel corso del trilaterale Italia-Albania-Serbia, in svolgimento a Roma, presso palazzo Madama. “L’ Europa e’ stata essenziale nella regolarizzazione del flusso migratorio”, ha aggiunto Gentiloni, che ha sottolineato l’ importanza del ruolo geo-politico dell’ Europa. “La crisi ucraina e’ dipesa da poco dialogo, rischio che non deve avere corso lungo i confini meridionali dell’ Unione”, ha affermato il ministro italiano.

Balcani: ministro Esteri serbo, trilaterale importante per normalizzazione rapporti Tirana-Belgrado
Roma, 23 gen 14:58 – (Agenzia Nova) – Il trilaterale Albania, Serbia e Italia è importante per la normalizzazione dei rapporti fra Tirana e Belgrado, attraverso il lavoro dell’Italia. Lo ha detto il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, nel corso del trilaterale Italia-Albania-Serbia, in svolgimento a Roma, presso palazzo Madama. La Serbia ha stabilito con l’Italia 136 anni di rapporti diplomatici, e 110 anni fa con l’Albania. Dobbiamo abituarci a parlare di tutti i problemi, anche quelli in cui non c’è consenso. Dobbiamo cercare di puntare su ciò che ci unisce, e non su quello che ci divide. Facciamo parte di una regione e aspiriamo a progetti comuni, come l’integrazione europea e i progetti economici, per esempio nel settore energetico. La nostra cooperazione – ha detto ancora dacic – può crescere, e l’incontro rappresenta un modo per rafforzare i nostri rapporti bilaterali, cercando di definire le scadenze di progetti comuni.

Balcani: ministro Esteri albanese, il trilaterale contribuisce a stabilità della regione
Roma, 23 gen 15:01 – (Agenzia Nova) – Il trilaterale di oggi contribuisce alla stabilità nei Balcani occidentali e alla regolarizzazione dei rapporti tra Serbia e Albania. Lo ha detto il ministro degli Esteri albanese, Ditmir Bushati, nel corso del trilaterale Italia-Albania-Serbia, in corso a Roma, presso palazzo Madama. “Dobbiamo sincronizzare gli sforzi dei processi già in atto e rafforzare le relazioni bilaterali tra Serbia e Albania. La volontà è stata confermata dalla visita del premier Edi Rama a Belgrado”, ha aggiunto il ministro Bushati, che ha sottolineato come l’Italia sia il miglior partner di Albania e Serbia, e sottolineando che attraverso Roma è possibile sviluppare il dialogo bilaterale. “Il dialogo deve essere seguito da un rafforzamento degli scambi commerciali, abbattendo i pregiudizi esistenti. Questo incontro è stato preceduto da un bilaterale con l’Italia, partner strategico e naturale per l’Albania. Siamo grati all’Italia per la collaborazione sviluppata negli anni”, ha affermato il ministro albanese. Bushati ha ribadito poi che l’adesione all’Ue è uno stimolo per una collaborazione regionale con Montenegro e Serbia.

Balcani: Gentiloni, l’incontro trilaterale di oggi è un messaggio all’Europa
Roma, 23 gen 15:05 – (Agenzia Nova) – L’incontro di oggi è un messaggio politico rivolto ai nostri paesi e all’Europa. Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, nel corso del trilaterale Italia-Albania-Serbia, in corso a Roma, presso palazzo Madama. Gentiloni ha ribadito la necessità di proseguire nella considerazione dell’importanza strategica dei rapporti tra Italia, Albania e Serbia. 3

Serbia-Albania: ministro Esteri serbo Dacic, lavorare per il futuro dei rapporti bilaterali
Roma, 23 gen 15:08 – (Agenzia Nova) – Conosciamo le nostre divergenze, ma dobbiamo lavorare per il futuro dei rapporti tra i nostri paesi. Lo ha detto il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, nel corso del trilaterale Italia-Albania-Serbia, che si svolge a Roma, presso palazzo Madama. “E’ importante lavorare per risolvere le nostre divergenze, spingendo per il dialogo e rapporti pacifici tra i nostri paesi”, ha aggiunto Dacic a proposito dei rapporti fra Belgrado e Tirana.

Balcani: a Roma trilaterale tra i ministri degli Esteri di Italia-Serbia-Albania

Roma, 23 gen 08:08 – (Agenzia Nova) – Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, incontra oggi a Villa Madama i ministri degli Esteri albanese Ditmir Bushati e serbo Ivica Dacic. Gentiloni avrà prima dei colloqui bilaterali con Dacic e poi con Bushati, per poi concludere con una colazione di lavoro in formato trilaterale. L’incontro odierno è stato organizzato su iniziativa dell’Italia, annunciato dal premier Matteo Renzi nel corso della recente visita in Albania. “La politica italiana ha due principali obiettivi, il Mediterraneo e i Balcani, una regione che per un secolo è stata campo di battaglie e che oggi è capace di costruire la pace”, ha ribadito Renzi, secondo cui l’iniziativa italiana, rientra negli sforzi di Roma per promuovere il progresso dei Balcani nel processo di integrazione europea. Il premier italiano si è impegnato a sottolineare con grande forza di fronte al Parlamento europeo e al presidente della Commissione europea che non c’è futuro in Europa senza l’Allargamento. 

Nell’occasione il primo ministro albanese Edi Rama, ha sottolineato che i rapporti fra Serbia e Albania vengono considerati di primaria importanza per il futuro della regione dei Balcani, anche per il fatto che gli albanesi vivono in differenti paesi, dal Kosovo, all’ex Repubblica jugoslava della Macedonia (Fyrom), dove rappresentano la seconda più grande comunità dopo i macedoni, e poi in Montenegro e Serbia. “Ho informato il premier Renzi dell’avanzamento delle relazioni con la Serbia e della nostra visione di costruire un asse strategico di collaborazione, in funzione della cooperazione regionale e dell’integrazione europea dei Balcani”, ha sottolineato Rama.

Le tensioni tra Albania e Serbia hanno registrato nel corso del 2014 una pericoloso aumento in seguito alla partita di calcio tra le nazionali dei due paesi, interrotta a causa dell’invasione di campo dei tifosi serbi. L’incidente ha immediatamente provocato reazioni da parte dell’opinione pubblica e della classe politica delle due nazioni, che hanno messo a rischio la visita del premier Rama a Belgrado, inizialmente prevista per ottobre. Il primo ministro albanese ha rinviato poi di tre settimane la visita in Serbia, spinto anche dalla pressione del cancelliere tedesco Angela Merkel e del segretario di Stato Usa John Kerry nei confronti del premier serbo Aleksandar Vucic.

Il 10 novembre, Rama è diventato il primo premier albanese che dopo 68 anni è tornato in visita ufficiale a Belgrado. Con l’incontro Serbia e Albania hanno provato ad aprire una nuova pagina della loro storia, ma lo status del Kosovo pesa come un macigno sulla “svolta” nelle relazioni bilaterali chiesta dall’Unione europea. Della prima, storica visita in Serbia di un premier albanese resta soprattutto il grande screzio in diretta televisiva tra l’ospite Edi Rama e il padrone di casa Aleksandar Vucic. Oggetto della contesa, ovviamente, il territorio kosovaro: per Rama “il Kosovo è indipendente”, mentre per Vucic “il Kosovo è Serbia”. Due posizioni opposte che sembrano lasciare poco spazio alla mediazione. L’Unione europea prova a gettare acqua sul fuoco ed esalta l’aspetto storico della visita di Rama, ma non rilascia commenti sulle polemiche legate alle dichiarazioni sul Kosovo. Chi sembra invece poter davvero avvicinare le parti è l’Italia, forte della vicinanza geografica e degli ottimi rapporti con entrambi i paesi.

Balcani: vicepremier serbo Dacic, “trilaterale Italia-Albania-Serbia iniziativa importante per Europa e stabilità regionale”

Roma, 22 gen 20:01 – (Agenzia Nova) – L’incontro trilaterale fra i ministri degli Esteri di Albania, Italia e Serbia organizzato domani a Roma su iniziativa del premier italiano Matteo Renzi “è molto importante per l’Europa e per la stabilità dei Balcani occidentali”. Lo afferma in un’intervista esclusiva concessa a “Nova” il vicepremier e ministro degli Esteri della Serbia, Ivica Dacic, attualmente in visita a Roma per partecipare alla trilaterale prevista domani a Villa Madama. “La stabilità dei Balcani occidentali è molto importante per l’Europa. Ovviamente, per questa stabilità sono molto importanti le relazioni tra Serbia e Albania. L’Italia ha buoni rapporti con entrambi, e consideriamo questa iniziativa molto positiva per migliorare i nostri rapporti bilaterali, non solo tra Serbia e Italia ma anche tra Serbia e Albania”, spiega Dacic. Le tensioni tra Albania e Serbia hanno registrato nel corso del 2014 una pericoloso aumento in seguito alla partita di calcio tra le nazionali dei due paesi, interrotta a causa dell’invasione di campo dei tifosi serbi.

La ministeriale di domani, secondo Dacic, “non sarà un evento isolato: l’Italia è orientata verso un impegno a lungo termine come fattore per contribuire alla stabilità delle relazioni nei Balcani occidentali”. Esistono altre due “trilaterali” nei Balcani: quella Bosnia-Serbia-Turchia e quella tra Bosnia-Croazia-Turchia. “L’Italia sostiene i rapporti tra Serbia e Albania e vuole che i nostri rapporti migliorino. Credo che questa iniziativa avrà un’eco favorevole anche a Bruxelles, che vuole sentire buone notizie dai Balcani occidentali”. Il titolare della Farnesina avrà prima colloqui bilaterali con Dacic e poi con Bushati, per poi concludere con una colazione di lavoro in formato trilaterale. “Con Gentiloni parleremo delle relazioni bilaterali a tutto campo. I nostri rapporti sono ottimi e migliorano di anno in anno”, ha spiegato il capo della diplomazia serba, lanciando in tal senso una proposta per tenere il quarto vertice-intergovernativo tra Italia e Serbia a Belgrado nel mese di aprile.

Con 3,5 miliardi di euro di interscambio commerciale, 2 miliardi di euro di investimenti e oltre 600 imprese presenti, l’Italia è il primo partner commerciale e il primo paese investitore in Serbia. “Anche i nostri rapporti commerciali hanno raggiunto un livello notevole. Il nostro partenariato strategico è reale e veramente tale. Ovviamente il settore della produzione automobilistica ha raggiunto i risultati più considerevoli. Ci sono poi i programmi e i progetti per un miglioramento della collaborazione per quanto riguarda l’energia”, spiega ancora Dacic, precisando che le 600 aziende italiane in Serbia danno lavoro a più di 22 mila persone.

Oltre alle numerose piccole e medie imprese, l’Italia schiera anche alcuni “pesi massimi” come Benetton, Fiat e recentemente anche Geox, che sta per ultimare la realizzazione di una fabbrica a Vranje, nella parte meridionale del paese. “Stiamo discutendo – continua Dacic – di alcuni progetti anche con Ferrero. I settori più importanti sono quello dell’auto, della componentistica, dell’energia e dell’agricoltura. Siamo molto contenti di questa cooperazione tra Italia e Serbia, anche perché è quella che ha raggiunto lo sviluppo maggiore rispetto agli altri paesi dell’Unione europea. L’Italia potrebbe essere fiera di far parte, insieme a Russia e Germania, del trio che si contende la leadership degli scambi commerciali con noi”.

Italia e Serbia, sottolinea Dacic, sono accomunate anche da “riforme molto importanti non solo per l’economia, ma per la società stessa”. Si tratta in particolare di “riforme atte a stabilizzare l’economia, diminuire il deficit, e allo stesso tempo aumentare l’occupazione. E’ un processo molto, molto difficile. Stiamo modificando alcune leggi cruciali, come quella sul lavoro. I nostri due primi ministri e governi hanno molti argomenti da affrontare”.

Quest’anno la Serbia ha assunto la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Un ruolo che potrebbe rivelarsi fondamentale per la risoluzione della crisi ucraina. “La Serbia può agevolare il dialogo e le trattative. Lo abbiamo già dimostrato in questo primo mese di presidenza. Il Consiglio permanente dell’Osce, per la prima volta, si è messo d’accordo sul bilancio dell’Osce in pochi giorni: è un risultato importante perché servono soldi per le missioni difficili, come quella in Ucraina”, spiega Dacic. “Ogni giorno siamo in contatto con la Germania, con gli altri paesi dell’Ue, con la Russia e con l’Ucraina. Dobbiamo utilizzare il nostro ruolo di mediatore affinché le parti coinvolte rafforzino la fiducia. Questo rappresenta un grande onore, ma anche grande opportunità per la Serbia”.

L’Unione europea, secondo Dacic, deve trovare al più presto una soluzione alternativa al gasdotto South Stream, dopo lo stop alle forniture attraverso l’Ucraina recentemente annunciato da Mosca. La Russia ha annunciato lo scorso dicembre la sospensione del gasdotto, il progetto per convogliare il gas russo in Europa bypassando l’Ucraina. “Purtroppo non abbiamo un’altra scelta. Il South Stream – spiega Dacic – era una buona soluzione per la regione proprio perché era l’unica alternativa alla rotta ucraina. L’Unione europea dovrebbe tenerne conto, perché tutti i paesi della regione sono minacciati, non solo la Serbia”.

La Russia sta lanciando il progetto del Turkish Stream, il gasdotto russo-turco che dovrebbe essere realizzato al posto del South Stream. Per i paesi dell’Europa centrale e sud-orientale, tuttavia, l’unico percorso alternativo a quello ucraina passa attraverso Grecia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), Serbia e Ungheria. “Dobbiamo affrontare molto seriamente la questione della nostra sicurezza energetica. L’Ungheria e la Serbia sono solidali su quest’idea. Ma come fanno Ungheria e Seria a collegarsi alla Turchia? Necessariamente attraverso Macedonia e Grecia. L’Unione europea dovrebbe considerare la questione molto seriamente e trovare una soluzione al più presto. I paesi della regione rischiano di non ricevere più alcun approvvigionamento”, afferma Dacic.

In questo contesto assume particolare rilevanza l’accordo di cooperazione Italia-Serbia in campo energetico, firmato il 25 ottobre 2011. “Stiamo cercando di migliorare la collaborazione con l’Italia per quanto riguarda l’energia. Alcuni anni fa abbiamo stipulato degli accordi per quanto riguarda la realizzazione di alcuni impianti sul fiume Drina: stiamo lavorando per attuarli”. L’intesa prevede