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Visita ufficiale del Presidente Mattarella a Belgrado

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Mattarella: integrazione Ue tempestiva per la Serbia

(AGI) – L’ integrazione europea deve essere “tempestiva” per “intercettare le svolte della storia” ed evitare “uno stallo prolungato che provochi disaffezione nei confronti dell’ Europa da parte dei Paesi candidati, nonche’ pregiudizio alle reali prospettive dell’ integrazione”. Cosi’ il presidente  della  Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’ Assemblea Nazionale Serba, ha messo in guardia   la Ue e la sua Commissione da un eccessivo temporeggiamento nelle trattative di adesione dei Paesi Balcanici.
Mattarella si e’ detto certo che la Serbia consolidera’ i risultati raggiunti e accelerera’ le riforme, a cominciare dallo stato di diritto e dall’ amministrazione della giustizia. L’ Italia conferma il suo sostegno al processo di adesione perche’ il rafforzamento della Ue passa dal completamento del processo di integrazione dei Balcani occidentali. L’ Europa e’ stata attraversata in questo secolo da conflitti, l’ ultimo dei quali proprio nei Balcani. ” Ancora oggi ci preoccupano le forti tensioni ai confini orientali dell’ Unione ed i rapporti con un Paese di grande rilevanza per il nostro futuro, quale e’ la Federazione Russa. Oggi la stabilita’ e la pace del continente sono minacciate da gravi crisi ai suo confini meridionali, crisi che trovano origine in Africa e in Medio Oriente”. Per Mattarella ” l’ Europa deve affrontare con successo queste sfide ma potra’ farlo solo se sapra’ dimostrare coesione, unita’ di intenti e solidarieta’”.

Mattarella, la Serbia deve diventare quanto prima membro dell’UE

POLITIKA, 26.05.2015 – L’Italia sostiene la posizione che bisogna aprire quanto prima i primi capitoli nei negoziati tra la Serbia e l’UE, ha detto il Presidente italiano a seguito del colloquio avuto con Tomislav Nikolic.

Il Presidente italiano Sergio Mattarella ha dichiarato durante la sua visita a Belgrado che l’Italia apprezza moltissimo le riforme che il Governo serbo sta compiendo e che si impegna per un’apertura veloce dei primi capitoli nei negoziati tra il nostro Paese e l’UE.
All’inizio della sua visita Mattarella è stato accolto in modo solenne davanti al Palazzo Serbia da parte del Presidente serbo Tomislav Nikolic, in presenza della Guardia Nazionale e con l’intonazione dei due inni, dopo di che i due Capi di Stato hanno avuto un colloquio a quattro occhi.

I Presidenti hanno convenuto che le relazioni tra i due Paesi sono di fiducia e di amicizia, mentre Mattarella ha detto che l’Italia sostiene una rapida apertura dei capitoli negoziali. “La Serbia e l’Italia sono legate da un’amicizia tradizionale, collaborazione e comprensione e prova di ciò è il fatto che l’Italia è ormai da tempo tra i primi tre investitori nell’economia serba”, ha dichiarato Nikolic, secondo l’agenzia Tanjug, in una conferenza stampa, dicendosi fiducioso che le imprese come Fiat, Benetton e Calzedonia rappresentano una base solida per l’ulteriore promozione della collaborazione. “Se continuiamo di lavorare insieme, possiamo creare altro spazio per la promozione della nostra collaborazione, per la realizzazione dei progetti e delle presentazioni congiunte sui mercati terzi”, ha affermato lui. Nikolic ha ringraziato l’Italia del sostegno  nel processo di integrazione europea della Serbia e della partecipazione del contingente italiano di KFOR alla tutela del patrimonio serbo e del popolo in Kosovo.

Mattarella si è detto d’accordo che i due Paesi sono legati dalle buone relazioni e da una collaborazione vasta in molti settori, dicendosi fiducioso che essa possa essere ulteriormente rafforzata. “L’Italia sostiene la posizione di aprire quanto prima i primi capitoli negoziali con la Serbia”, ha detto Mattarella, sottolineando che ciò è nell’interesse della stabilità dei Balcani Occidentali.
Il Presidente italiano, durante l’incontro con il Primo Ministro Aleksandar Vucic ha sottolineato che l’Italia apprezza moltissimo le riforme che l’Esecutivo serbo sta compiendo, aggiungendo che è molto importante che la Serbia diventi membro dell’UE, essendo ciò rilevante non solo per la Serbia, ma anche per l’UE e per i Balcani.

Vucic, che ha discusso con Mattarella della cooperazione bilaterale e del processo di integrazione europea, ha ringraziato del sostegno che l’Italia sta offrendo alla Serbia lungo il cammino europeo, ribadendo che per la Serbia l’Italia è un grande amico.
Lui ha detto che lo scambio commerciale con l’Italia è il più sviluppato e che gli investitori italiani sono i più presenti nel mercato serbo.

Il Presidente ha informato Mattarella delle riforme economiche che la Serbia sta compiendo e dei progressi che vengono fatti lungo il percorso europeo, ha comunicato l’Ufficio del Governo per la collaborazione con i media.

Mattarella ha detto che la cooperazione fra i due Paesi è all’alto livello, che lo scambio commerciale è altrettanto buono e che l’Italia continuerà ad incoraggiare i propri imprenditori ad investire ancora in Serbia.

Il Presidente italiano, che è stato eletto il 31 gennaio u.s., ha ribadito che la Serbia è il primo Paese candidato UE che lui sta visitando dall’inizio del suo mandato.

Il Presidente italiano ha citato Andric nel Parlamento serbo

Il Presidente Mattarella ha detto davanti ai deputati serbi che il sostegno del suo Paese al percorso europeo della Serbia non mancherà.

“L’Italia sarà sempre con voi come un amico grande e sincero”, ha aggiunto Mattarella in una sessione straordinaria del Parlamento serbo alla quale hanno partecipato il Premier Vucic con i ministri.

Lui, secondo la Tanjug, ha dichiarato di essere convinto che Belgrado adempierà alle aspettative europee e che la risposta dell’UE sarà positiva.

Nell’intervento davanti ai deputati del Parlamento il Presidente Mattarella ha citato le parole di Ivo Andric.

Discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento serbo

(ANSA) – Onorevole Presidente, Onorevoli membri del Parlamento, Signor Primo Ministro, Signori Ministri e rappresentanti del Corpo Diplomatico, desidero in primo luogo esprimere i miei sentimenti di gratitudine per avermi invitato a prendere la parola davanti a voi. Avverto l’ onore di essere il primo Presidente della Repubblica italiana ad intervenire di fronte a questa Assemblea Nazionale, che rappresenta il fulcro della vita democratica della Serbia. Un Paese che da anni ha intrapreso, con determinazione e coraggio, un percorso arduo e complesso, con la ferma intenzione di scegliere il suo futuro, determinata a riprendere il posto che la storia le ha assegnato in Europa. 
L’ opportunita’ che mi viene offerta riveste per me una particolare rilevanza poiche’ mi consente di riaffermare la forza dei legami che uniscono la Serbia e l’ Italia, di fronte a voi, nel luogo simbolo della unita’ nazionale e ove trovano espressione le varie anime di un Paese giovane, dinamico e
proiettato verso il futuro. I nostri popoli, i nostri Paesi sono in primo luogo amici e su quest’ amicizia potranno contare per costruire insieme il proprio futuro, nel solco di una ricreata condivisione di obiettivi e ideali. Il futuro della Serbia, cosi’ come il futuro dell’ Italia, e’ in Europa, alla quale entrambe appartengono per storia, cultura, valori. Per queste ragioni ho scelto di venire a Belgrado nei mesi iniziali del mio mandato e di effettuare qui la mia prima visita in un Paese candidato all’ adesione all’ Unione Europea. Ho ritenuto di far mia l’ esigenza, pienamente condivisa dal Governo italiano, di   sottolineare il sostegno, attento e convinto, del nostro Paese – in tutte le sue articolazioni, istituzionali, politiche, economiche e culturali – alle istanze piu’ sentite dal popolo serbo. In un periodo della storia in cui l’ attenzione dell’ Europa e del mondo e’ focalizzata su gravi crisi ed emergenze, ai confini orientali dell’ Unione e nel Mediterraneo, ritengo si debba mantenere viva la nostra attenzione sugli equilibri, ancora non pienamente assestati, della Regione Balcanica e sull’ impegnativo percorso di riforme, di crescita e di pieno sviluppo della vita democratica che la Serbia sta compiendo.

Onorevole Presidente, Onorevoli membri del Parlamento, Signor Primo Ministro, Signori Ministri e rappresentanti del Corpo Diplomatico, il completamento dell’ Unione Europea, con la piena   integrazione, in essa, dei Balcani, costituisce certamente un traguardo. Non possiamo
nasconderci, tuttavia, che, acuite dalla perdurante crisi economica e finanziaria, le difficolta’ che si frappongono al processo di integrazione sono reali e complesse. Esse non sono pero’ insormontabili e vanno superate. Non possono e non devono giustificare arretramenti o inversioni di rotta, ma anzi
impongono visioni politiche coraggiose e lungimiranti, come quelle cui Belgrado ha ispirato la propria azione negli ultimi anni e, con ancora maggior determinazione, nei mesi piu’ recenti.
Per faticoso che possa apparire, il processo delineato dalle scelte di Copenaghen costituisce la migliore garanzia dell’ ingresso da eguali in una Unione composta da Paesi eguali. Il lucido pragmatismo e la chiara visione strategica che contraddistinguono la scelta europea della Serbia, e   di altri Paesi dell’ area possono e devono rappresentare, per tutti i popoli europei, un forte segnale di fiducia nel futuro, in un momento difficile. L’ aspirazione europea, che sento qui presente e forte, ci
ricorda che il valore dell’ Unione Europea non deriva dalla sua dimensione economica, ma,  principalmente, dall’ essere, in primo luogo, un’ Unione di popoli liberi e di Stati democratici. Liberta’, pace e democrazia, sono le fondamenta su cui poggia il futuro del nostro continente. Valori  oggi, purtroppo, messi a rischio da eventi drammatici, di cui mai avremmo pensato di dover essere testimoni.

La Serbia, in un momento in cui sarebbe stato facile ascoltare le sirene dell’ euroscetticismo e di  anacronistici nazionalismi, ha saputo assegnare priorita’ assoluta al proprio percorso europeo, con un’ evoluzione politica di grande portata. Le complesse riforme operate, anche a costo di difficolta’ non lievi per il popolo serbo e l’ avvio dello storico Dialogo per la normalizzazione delle relazioni con Pristina, ne sono la piu’ lampante, concreta testimonianza. Questi sforzi, tesi a riallacciare i legami profondi che uniscono la Serbia all’ Europa, sono stati pienamente avallati con l’ apertura formale dei negoziati di adesione all’ inizio del 2014. Non nutro alcun dubbio sul fatto che Belgrado   sapra’ corrispondere alle aspettative e che non si fara’ attendere una risposta positiva dell’ Unione Europea. Guardiamo con fiducia alla tenacia e convinzione con cui la Serbia sta perseguendo l’ obiettivo europeo, rinvigorendo lo slancio legislativo riformista e intessendo sempre piu’ forti e proficue relazioni con tutti i Paesi della regione. Confido, d’ altra parte, che prevarranno considerazioni positive sulle capacita’ e potenzialita’ di questo Paese, delle sue Istituzioni, della sua gente: un’ attesa che l’ Italia nutre fortemente e che e’ alla base della solidarieta’ e del convinto sostegno assicurati a Belgrado e alla regione lungo il cammino verso l’ integrazione. Il partenariato strategico tra i nostri due Paesi, che si declina in una cooperazione articolata in settori-chiave, come la lotta alla corruzione e alla criminalita’, e nell’ impegno profuso per facilitare  il dialogo di Belgrado con i Paesi della regione, ne e’ concreta conferma. Siamo convinti che, cosi’ come e’ avvenuto in altre regioni d’ Europa, l’ integrazione della Serbia e degli altri Paesi dell’ area dipenda, in misura significativa, dalle loro capacita’ di superare antiche e recenti divisioni per costruire il futuro della regione, soffocando focolai di tensione che covano sotto le ceneri di un passato difficile e ancora vivo nella memoria di molti. E’ sulla base di questa convinzione che abbiamo promosso sia l’ iniziativa “Friends of Serbia” sia l’ esercizio trilaterale di concertazione tra Roma, Belgrado e Tirana. Contribuiamo inoltre con convinzione alle principali assise “storiche” di dialogo, anzitutto l’ Iniziativa Centro Europea e quella Adriatico-Ionica che – su nostro impulso – ha portato all’ adozione della Strategia Europea per la regione.

Onorevole Presidente, Onorevoli membri del Parlamento, Signor Primo Ministro, Signori Ministri e rappresentanti del Corpo Diplomatico, il cammino europeo della Serbia sara’ impegnativo, ma e’ la via che conduce al progresso. Non e’ certo intenzione dell’ Italia alimentare false aspettative. Nel prendere atto dei limiti temporali, recentemente menzionati dalla Commissione, dobbiamo fare in modo che cio’ non si traduca in uno stallo prolungato che provochi disaffezione nei confronti dell’ Europa da parte dei Paesi Candidati, nonche’ pregiudizio alle reali prospettive dell’ integrazione.  Questa, per poter esercitare reali influssi benefici, deve essere tempestiva e, per quanto possibile, sollecita, in grado di intercettare le svolte della storia. Sono certo che la Serbia sapra’ vedere i prossimi anni come un’ opportunita’ per consolidare i risultati raggiunti e imprimere sempre maggiore dinamismo al processo di riforme, cosi’ bene avviato. A cominciare dallo Stato di diritto e
dall’ amministrazione della giustizia, che costituiscono punti nodali della solidita’ di ogni sistema  democratico, e sono gli ambiti su cui si concentra maggiormente l’ attenzione delle istituzioni comunitarie. Vi assicuro che il sostegno dell’ Italia, che, piu’ di altri, ha a cuore la presenza della  Serbia nella famiglia europea, non vi manchera’. Il nostro Paese ritiene che il rafforzamento dell’ Unione Europea, e il coronamento del sogno dell’ Unione Politica dei “Padri Fondatori”, siano intimamente connessi al completamento del processo di integrazione dei Balcani Occidentali.
Solo cosi’ potra’ infatti essere sancito il superamento definitivo di un “ritardo della storia” e la riunificazione di un continente nell’ ambito di una sfera di stabilita’ e democrazia per tutti i suoi popoli. Nel lontano 1941, uno dei Padri Fondatori dell’ Unione Europea, Altiero Spinelli, ebbe a scrivere a proposito della necessita’ di costruire l’ unita’ europea: “la via da percorrere non e’ facile ne’ sicura, ma deve essere percorsa e lo sara’”. Potra’ cosi essere realizzata l’ unita’ di un continente. Oggi tocca alla Serbia di seguire la via indicata da Spinelli: l’ Italia e’ pronta ad accompagnarla nel suo percorso.

Onorevole Presidente, Onorevoli membri del Parlamento, Signor Primo Ministro, Signori Ministri e rappresentanti del Corpo Diplomatico, ieri, in Friuli Venezia Giulia, ho partecipato a una semplice e solenne cerimonia in occasione del Centesimo anniversario dell’ ingresso dell’ Italia nella Prima Guerra Mondiale. Da allora, l’ Europa e’ stata attraversata da conflitti, l’ ultimo dei quali proprio nella regione balcanica. Ancor oggi ci preoccupano le forti tensioni ai confini orientali dell’ Unione  ed i rapporti con un Paese di grande rilevanza per il nostro futuro, qual e’ la Federazione Russa. Oggi la stabilita’ e la pace del continente sono minacciate da gravi crisi ai suoi confini meridionali,  crisi che trovano origine in Africa e in Medio Oriente. Temi e preoccupazioni che vedono unite Serbia ed Italia, che anelano entrambe ad un sistema stabile di relazioni internazionali. L’ Europa deve affrontare con successo queste sfide ma potra’ farlo solo se sapra’ dimostrare coesione, unita’ di intenti e solidarieta’. La Serbia di oggi e’ parte integrante di questo sforzo collettivo. La Serbia, per la Comunita’ Internazionale, e’ oggi divenuta un Paese esportatore di pace e di stabilita’. Lo dimostra, tra l’ altro, la partecipazione di numerosi militari serbi a missioni internazionali di pace e l’ esercizio della Presidenza di turno dell’ Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, proprio nel momento in cui l’ Organizzazione e’ chiamata a svolgere un ruolo cruciale per il ristabilimento di condizioni di sicurezza e pace in Ucraina. Belgrado sta agendo con la prudenza e l’ equilibrio di un Paese maturo e pienamente consapevole delle sue responsabilita’ internazionali. Ve ne siamo grati.

Onorevole Presidente, Onorevoli membri del Parlamento, Signor Primo Ministro, Signori Ministri e rappresentanti del Corpo Diplomatico, le radici dei nostri rapporti affondano in secoli di storia. La Serbia ha dato i natali a diciotto imperatori romani, tra i quali si staglia la figura di Costantino. La presenza romana in queste terre e’, d’ altra parte, ancora oggi testimoniata dalle vestigia di gloriose citta’ dell’ impero, tra cui la stessa Belgrado, che gia’ allora era importante crocevia dell’ Europa. Da allora le nostre storie si sono intrecciate ripetutamente. Nel 1697 l’ abilita’ ed il coraggio di Eugenio di Savoia furono decisive per arrestare l’ avanzata dell’ armata ottomana alla porte di Senta nell’  odierna Voivodina. Molti sono stati gli scambi con le cause indipendentiste dell’ area balcanica nel XIX secolo, basti pensare alla creazione nel 1866, sulla scorta della Giovine Italia mazziniana, della Giovane Serbia Unita. Anche nei momenti piu’ bui della storia europea, Serbia e Italia hanno scritto pagine di eroismo, fratellanza e vicinanza che rimarranno per sempre impresse nella memoria   collettiva dei nostri due Paesi. Penso alle migliaia di serbi in fuga dall’ avanzata dell’ esercito degli Imperi Centrali, che hanno trovato salvezza e rifugio sulle navi della Marina italiana tra la fine del 1915 e l’ inizio del 1916. Le Forze Armate dei nostri Paesi sono affiancate oggi in numerose missioni di pace, prima fra tutte UNIFIL, dove la presenza di 177 militari serbi fornisce un prezioso e apprezzato contributo alla   stabilita’ del Libano. Impresa e cultura sono i pilastri che reggono oggi la nostra amicizia e che infondono sempre nuova linfa nelle nostre relazioni. Le nostre imprese contribuiscono a realizzare in Serbia un modello per il futuro, qui e in Italia. Un modello di impresa che sappia coniugare la logica del profitto con quella dell’ investimento sociale, della creazione di occupazione e della formazione. Le nostre imprese credono nelle vivaci energie dei vostri giovani, nella certezza di un  modello economico e giuridico che facilita l’ attivita’ imprenditoriale, ma soprattutto investono nel futuro del vostro Paese. Ai legami economici si affianca, moltiplicandone gli effetti, una forte   affinita’ culturale, sentita molto dai numerosi giovani che studiano nelle nostre universita’ e   conoscono l’ italiano.

Onorevole Presidente, Onorevoli membri del Parlamento, Signor Primo Ministro, Signori Ministri e rappresentanti del Corpo Diplomatico, vorrei concludere questo mio intervento, nel quarantennale della sua morte, con una citazione di Ivo Andric, Premio Nobel per la Letteratura nel 1961:   “Ovunque nel mondo, in qualsiasi posto il mio pensiero vada o si arresti, trova fedeli e operosi ponti, come eterno e mai soddisfatto desiderio dell’ uomo di collegare, pacificare e unire tutto cio’ che appare davanti al nostro spirito, ai nostri occhi, ai nostri piedi, affinche’ non ci siano divisioni, contrasti, distacchi”.

E’ questo il futuro cui devono ambire il popolo serbo, quelli balcanici e l’ Europa intera. Qui, all’ incrocio del Danubio e della Sava, confluiscono le forze profonde di una storia millenaria, ma anche le correnti del futuro. Sono certo che Belgrado sapra’ solcarle. Dall’ altra parte dell’ Adriatico, che oggi piu’ che mai non separa bensi’ unisce i nostri Paesi nella comune aspirazione alla pace, alla liberta’ al e al progresso, l’ Italia sara’ al vostro fianco, con grande e sincera amicizia.

Mattarella: Ue sia solidale, no euroscetticismi e nazionalismi

(AGI) – Belgrado, 25 mag. (dall’ inviato Barbara Tedaldi) – L’ Europa sia coesa, solidale e aperta ai Paesi che dai Balcani vogliono aderire all’ Unione, solo cosi’ superera’ le crisi che si addensano ai suoi confini e le tensioni che la attraversano, dall’ euroscetticismo ai nazionalismi. Sergio Mattarella giunge a Belgrado proprio nel giorno in cui si fa serrato il braccio di ferro tra la Grecia e le Istituzioni e allo stesso tempo si leggono in controluce i risultati delle elezioni in Spagna, dove l’ eurocombattivo Podemos canta vittoria, e in Polonia, dove ha trionfato Andrzej Duda erede dei terribili gemelli Kaczynsk che tennero in scacco per mesi la Ue. Dai Balcani il Capo dello Stato lancia un messaggio secco a Bruxelles: basta divisioni, basta temporeggiamenti, e’ il momento della coesione e della solidarieta’. I rischi che si affacciano giorno dopo giorno sono troppo piu’ grandi di ogni singolo paese, l’ unica via e’ recuperare lo spirito dei Padri fondatori che vedevano come unico futuro possibile la “riunificazione del continente”.
E’ in questa prospettiva che l’ Italia, per voce di Mattarella, conferma il suo sostegno al processo di adesione della Serbia alla Ue. Un caso concreto, l’ allargamento ulteriore ai Balcani Occidentali, ma anche un esempio di apertura e di lungimiranza che non potrebbe che giovare alla Ue, ritiene il Presidente. “L’ aspirazione europea che sento forte qui – spiega parlando all’ Assemblea nazionale, primo Capo di Stato europeo a farlo – ci ricorda che il valore dell’ Unione europea non deriva dalla sua dimensione economica ma, principalmente, dall’ essere in primo luogo un’ Unione di popoli liberi e di Stati democratici”. Un progetto che parte dai valori comuni e poi comprende l’ economia, non viceversa. E una visione che sogna un continente intero unificato e in pace dopo secoli di guerre, l’ ultima proprio nei Balcani.
Al Presidente non sfugge infatti che, mentre l’ attenzione di tutti e’ concentrata sulle crisi a Est e a Sud, non tutto il fuoco balcanico e’ spento sotto la cenere. A futura memoria, due vecchi palazzi del governo serbo mostrano ancora le voragini dei bombardamenti Nato. Nei colloqui con i vertici serbi il Capo dello Stato ha potuto percepire che qualche fremito di tensione ancora resiste. Ma l’ unica soluzione che ritiene sia possibile, sul modello di Slovenia e Croazia, e’ il permettere l’ ingresso nella Ue, sede allargata in cui le tensioni, o quel che ne resta, si stemperano.
Un eccessivo temporeggiare rischierebbe inoltre di acuire la “disaffezione” dei paesi candidati all’ adesione. Il Capo dello Stato ha ascoltato per tutta la giornata i timori espressi dal presidente e dal premier serbi, Tomislav Nikolic e Aleksander Vucic, europeisti convinti. Il polso della Serbia e’ sempre piu’ caldo, nell’ opinione pubblica cresce chi non vede di buon occhio l’ adesione alla Ue, sia perche’ gli esami a cui l’ Europa la sottopone sono sempre piu’ occhiuti, sia perche’ la Ue stessa sta perdendo attrattiva, impelagata nella crisi economica e concentrata sul rigore. Resta forte l’ amicizia con l’ Italia. I due presidenti sottolineano che i rapporti economici e commerciali sono ottimi, l’ Italia e’ tra i primi tre paesi partner, diverse grandi aziende hanno stabilimenti in Serbia considerati modelli industriali e l’ interscambio e’ stato di 4 miliardi nel 2014. La Serbia conta quindi sul nostro
Paese per avere un aiuto in sede comunitaria, “fa i compiti a casa”, ma spera che il suo impegno sia premiato e che il dossier del Kosovo non sia un freno esiziale, mentre continua a mantenere una posizione di mediazione (criticata da alcuni a Bruxelles) con la Russia anche nella crisi ucraina.
L’ aspirazione della Serbia a entrare nella Ue e’ rimasta intatta, proprio “in un momento in cui sarebbe stato facile ascoltare le sirene dell’ euroscetticismo e di anacronistici nazionalismi” fa notare Mattarella. Euroscetticismi e nazionalismi le cui campane in questo week end hanno suonato a distesa, restare sordi e’ impossibile, l’ Europa e’ di fatto a un bivio. Ma per il Capo dello Stato c’ e’ un’ unica strada da imboccare, quella dell’ integrazione, unico modo per superare le crisi “recuperare un ritardo della storia”.

Presidente d’Italia Sergio Mattarella a Belgrado
Roma continua ad appoggiare la Serbia

DANAS, 26.05.2015 – La Serbia e l’Italia sono legate dai buoni rapporti e da un’ampia collaborazione in molti settori che, mi auguro, sara’ ancora migliorata, ha detto il Presidente d’Italia Sergio Mattarella dopo l’incontro di ieri con il Presidente serbo Tomislav Nikolic a Belgrado. Egli ha sottolineato che l’Italia ritiene che e’ necessario aprire il più presto possibile i primi capitoli nei negoziati di adesione della Serbia all’UE, dicendo che è un bene anche per la stabilità dei Balcani occidentali. Ha detto che i due paesi hanno posizioni identici sulle questioni internazionali, e l’Italia sosterrà la Serbia nel processo di integrazione europea.

Il Presidente Nikolic, in una conferenza stampa congiunta, ha detto che la prova di amicizia, cooperazione e comprensione, e anche il fatto che l’Italia gia’ da tempo e’ tra i tre investitori piu’ grandi nell’economia serba. Egli ha espresso la convinzione che le aziende come la Fiat, la Benetton o la Calzedonia sono un’ottima base per un ulteriore miglioramento della cooperazione.
-Se continuiamo a lavorare insieme, possiamo creare ancora più spazio per il miglioramento della nostra cooperazione,  la realizzazione di progetti comuni e la presentazione congiunta su mercati terzi. Abbiamo una visione forte e realistica di progresso e cooperazione – ha detto Nikolic, ringraziando l’Italia per il suo appoggio al percorso europeo della Serbia,  come anche per la partecipazione di truppe italiane nel contingente della KFOR e per la tutela dei monumenti serbi in Kosovo.

Anche se alcuni media nei giorni precedenti hanno annunciato che uno degli argomenti di colloqio con il Presidente italiano sarebbe stata cooperazione energetica tra i due paesi, che dovrebbe includere la potenziale costruzione di centrali idroelettriche in Serbia, le fonti del quotidiano Danas vicine al governo di Roma hanno detto che il Capo dello Stato ieri non ha discusso l’energetica con i funzionari di Belgrado.

Il Presidente italiano durante l’incontro con il Premier della Serbia, Aleksandar Vucic, ha detto che l’Italia “apprezza molto le riforme” che il Governo serbo sta attuando, e che e’ molto importante che la Serbia al piu’ presto diventi un membro dell’UE. Vucic ha ringraziato del sostegno dell’Italia al percorso europeo della Serbia.

Il Premier ha detto che lo scambio commerciale con l’Italia e’ il più sviluppato, e che gli investitori italiani sono i più presenti sul mercato serbo.  Egli  ha aggiornato Mattarella sulle le riforme attuate dalla Serbia, e sulle riforme nel processo di integrazione europea.

Incontri nell’Assemblea
Il Presidente italiano durante la sua visita a Belgrado ha incontrato anche la Presidente dell’Assemblea nazionale, Maja Gojkovic, e si e’ rivolto ai deputati del parlameto in una sessione speciale. Nel pomeriggio, insime al Presidente serbo, al Cimitero nuovo di Belgrado ha depositato le corone sul Cimitero militare italiano e sull’Ossario dei difensori di Belgrado durante la Prima guerra mondiale.

L’Italia a favore dell’apertura dei capitoli con la Serbia

BLIC, 26.05.2015 – L’Italia si impegna per una rapida apertura dei primi capitoli nei negoziati con la Serbia, ha detto ieri il Presidente italiano Sergio Mattarella durante la sua visita a Belgrado.

Mattarella ha ribadito di apprezzare moltissimo le riforme compiute dal Governo serbo, aggiungendo che è molto importante che la Serbia diventi quanto prima membro dell’UE essendo ciò importante sia per la Serbia che per l’Europa.

Il Presidente italiano ha incontrato ieri il suo omologo serbo Tomislav Nikolic ed il Premier Aleksandar Vucic. Mattarella ha fatto anche un intervento al Parlamento serbo.

Il Premier Vucic ha ringraziato del sostegno che l’Italia sta offrendo alla Serbia lungo il percorso europeo ed ha ribadito che l’Italia è “un grande amico”.

I Presidenti serbo ed italiano hanno depositato le corone al Cimitero militare italiano e all’Ossario dei difensori di Belgrado nella Prima guerra mondiale presso il Cimitero nuovo.

Sergio Matarella, Presidente Italiano, ieri a Belgrado con il Vertice Statale Serbo ha promesso il sostegno di Roma

La Serbia europea calma i Balcani

L`inizio dei negoziati con UE fondamentale per la stabilità della Regione

NOVOSTI, 26.05.2015 – L`Italia sostiene la posizione che bisogna aprire al più presto i primi capitoli nei negoziati tra la Serbie e l`Unione Europea perchè è nell`interesse dei Balcani Occidentali. E` importante che il nostro Paese diventi il membro dell`UE, perchè questo è importante sia per voi che per l`Europa. E` il messaggio chiave che ha trasmesso il Presidente Italiano Sergio Matarella al Vertice Statale Serbo, durante la sua visita ufficiale a Belgrado.

Sottolineando che i nostri due Paesi hanno le posizioni identiche delle questioni internazionali, l`ospite importante di Roma ha detto che l`Italia è il partner strategico della Serbia e l`amico fedele con cui potevamo sempre parlare apertamente.

La Serbia e l`Italia sono legate da un amicizia, collaborazione e intesa tradizionali confermato anche dal fatto che l`Italia è uno dei tre maggiori investitori nell`economia serba – ha detto il Presidente Nikolic in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo di Roma che è stato accolto davanti al Palazzo Serbia con massimi onori di stato: la guardia militare, il tappetto rosso e inni nazionali.

Le aziende come Fiat, Benetton e Calzedonia, secondo Nikolic, rappresentano la base ottima per ulteriore miglioramento della collaborazione.

Il Capo dello Stato, come anche il Primo Ministro Aleksandar Vucic hanno ringraziato l`ospite per il sostegno nel processo delle integrazioni europee. Il Primo Ministro ha sottolineato che l`Italia è vista dalla Serbia come un Paese molto amico, e che lo scambio commerciale con Italia è il più sviluppato.

L`Italia, ha ribadito Matarella, apprezza molto le riforme che il nostro Governo sta attuando, e il suo Paese continuerà a stimolare i propri imprenditori a investire in Serbi nei prossimi mesi ancor di più.

Il presidente Italiano ha incontrato anche la presidente dell`Assemblea Maja Gojkovic e si è rivolto anche ai deputati al Parlamento in una sessione speciale. La Serbia, come ha rimarcato Matarella, il primo Pese candidato che lui viene a visitare da quando è stato eletto il Presidente, visto che ha preso le funzioni a febbraio.