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Oggi a Roma il ministro della Difesa Roberta Pinotti alla presentazione del libro “Per l’esercito serbo – Una storia dimenticata” alla presenza dell’omologo di Belgrado, Nebojsa Rodic

Ministro Rodic con Ministro Pinotti a Roma

Promozione a Roma del libro

 

“Semestre europeo darà impulso a integrazione Belgrado”  ha dichiarato il ministro della Difesa Pinotti

Roma, 14 apr 11:39 – (Agenzia Nova) – La Serbia ha “una prospettiva europea consolidata” e l’Italia userà il semestre europeo per “dare un forte impulso alla sua integrazione” nell’Ue. Lo ha detto oggi a Roma il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in occasione della presentazione del libro “Per l’esercito serbo – Una storia dimenticata”, alla presenza dell’omologo di Belgrado, Nebosja Rodic, e del capo di Stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli. Il ministro Pinotti ha ricordato che negli ultimi 100 anni l’Europa “non ha mai interrotto il processo di integrazione”, ricalcando anche le parole pronunciate ieri del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“Per l’esercito serbo”, presentato il libro sulla missione italiana di salvataggio nel 1915

Roma, 14 apr 13:02 – (Agenzia Nova) – L’operazione condotta dalla Marina italiana a favore dell’Esercito serbo lungo le coste albanesi tra la fine del 1915 e l’inizio del 1916 può essere considerata la “prima grande missione umanitaria italiana all’estero”. A dirlo è stata oggi a Roma il ministro italiano della Difesa, Roberta Pinotti, in occasione della presentazione del libro “Per l’esercito serbo – Una storia dimenticata”, alla presenza dell’omologo di Belgrado, Nebojsa Rodic, e del capo di Stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli. Il libro, realizzato con la collaborazione della giornalista Mila Mihajlovic, “parla delle unità a navali della Marina italiana che dal 12 dicembre 1915 al 29 febbraio 1916 riuscirono ad imbracare e portare in salvo decine di migliaia di uomini appartenenti all’Esercito serbo in un momento di grande difficoltà. Questa può essere considerata a tutti gli effetti la prima grande missione umanitaria italiana”, ha affermato il ministro Pinotti.

Un volume ricorda salvataggio esercito serbo 1915. La piu’ grande missione umanitaria italiana dimenticata dai piu’

(ANSA) – ROMA, 14 APR – Centotrentaseimila soldati, 11.651 ammalati e feriti, cavalleria di oltre 13.000 uomini e 10.000 cavalli, quasi 23.000 soldati austriaci – prigionieri dell’Esercito serbo – ma anche 22.000 tonnellate di viveri, foraggi, medicinali e materiali vari e 50 pezzi d’artiglieria serba imbarcati e trasportati in salvo dalla Marina da guerra italiana. Era la fine del 1915, quando l’Esercito serbo, stretto dalle armate degli imperi centrali, dovette ritirarsi nel pieno dell’inverno, attraverso i monti albanesi. Giunto sulle coste dell’Adriatico, il salvataggio di un intero esercito fu quasi esclusivo compito dell’Italia. A questa impresa straordinaria e ciclopica, che coinvolse 170 navi della Marina militare italiana, e’ dedicato il volume ”Per L’Esercito Serbo – Una storia dimenticata”, realizzato dallo Stato Maggiore della Difesa nell’anno dell’avvio delle celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale. 

Presentato stamani a Roma al Sacrario delle Bandiere al Vittoriano, il volume che contiene anche numerose immagini, rappresenta la riedizione del libro di Paolo Giordani, “Per l’Esercito Serbo”, del 1917, a cui e’ stata aggiunta la traduzione in serbo, curata da Mila Mihajlovic. Una vicenda quasi del tutto sconosciuta, che coinvolse la Marina militare italiana e che costitui’ ”una vera e propria missione umanitaria ante litteram”, ha ricordato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli. ”Pensando alla Grande guerra – ha detto – si pensa sempre a Caporetto, trascurando altre importanti battaglie”. E’ da qui, da questa vicenda del tutto sconosciuta, ”che siamo voluti partire per avviare le celebrazioni del centenario della Grande guerra”. 

L’operazione di salvataggio dell’esercito serbo costitui’ una vera e propria operazione di guerra con modalita’ di pace che valse ai militari italiani gli onori e il rispetto dei Paesi coinvolti nel conflitto, gettando anche le basi per la cooperazione internazionale con la Francia e la Gran Bretagna, con cui l’Italia porto’ avanti l’operazione. ”Un pezzo di storia, che rappresenta la prima vera missione umanitaria italiana – ha voluto rimarcare dal canto suo il ministro della Difesa, Roberta Pinotti – gestita da militari con il compito di stabilizzare e portare la pace” e che ha gettato le basi per l’amicizia tra l’Italia e la Serbia”.  

Un’amicizia e una gratitudine verso l’Italia – che perse quasi il 100% dei suoi uomini per riuscire a mettere in salvo quasi il 100% dell’esercito serbo – e che dura fino a oggi, come ha sottolineato il ministro della Difesa serbo Nebojsa Rodic. ”Anche oggi i vostri militari sono apprezzati per quello che stanno facendo per Kosovo e Metohija”.

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Difesa. Pimotti con ministro serbo per libro “Per l’Esercito serbo” per raccontare l’intervento della marina nel salvare decine di migliaia di militari serbi 
 
Roma, 14 apr. (Adnkronos) – Un libro per raccontare “l’importante e difficile intervento della Marina da guerra italiana che, insieme ad alcune unità navali francesi ed inglesi, riuscì ad imbarcare e trasportare in salvo decine di migliaia di uomini appartenenti all’Esercito Serbo, in una missione di aiuto e solidarietà che si può a pieno titolo configurare come la prima grande missione umanitaria italiana”. Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha descritto il volume pubblicato dallo Stato Maggiore della Difesa nell’anno dell’avvio delle celebrazioni del Centenario della prima guerra mondiale.

La presentazione del libro, realizzato con la collaborazione della giornalista Mila Mihajlovic, si è tenuta questa mattina nella Sala delle Bandiere del Vittoriano. Il ministro ha sottolineato il forte legame che unisce l’Italia e la Serbia evidenziando l’importanza che l’Europea si doti di “una forte politica unitaria per difendere la pace e la sicurezza costruita negli ultimi 70 anni”.

In mattinata, il ministro aveva ricevuto a Palazzo Baracchini il suo omologo, Nebojša Rodić. L’incontro, al quale ha preso parte anche il Capo di Smd Ammiraglio Binelli Mantelli, è stato improntato al tradizionale profondo sentimento di amicizia esistente tra Italia e Serbia. Diversi i temi al centro del colloquio. Tra gli altri, la cooperazione bilaterale; l’impegno nelle missioni internazionali e, in tale ambito, l’impegno dell’Italia nella missione Kosovo Force (K-Force); il Semestre di presidenza italiano dell’Unione Europea e la situazione in Ucraina.

Il ministro, ha evidenziato la volontà dell’Italia di accompagnare – durante il suo Semestre di presidenza – il processo di integrazione della Serbia all’interno dell’Unione Europea. Si è poi soffermata sulla cooperazione militare, ambito nel quale potranno essere compiuti ulteriori passi in avanti nel settore industriale e soprattutto della formazione congiunta e costruire un
rapporto sempre più stabile tra le due Forze Armate.

La Serbia aveva preso parte all’operazione Atalanta con un “team” medico imbarcato a bordo di Nave San Giusto. Essa è presente in Libano con un contingente di quasi 150 uomini e si è detta disponibile a fornire un contributo specialistico (team medico/Eod) da impiegare nel settore ovest del Paese nel quadro dell’operazione Unifil. Il Ministro Rodić, ringraziando il nostro Paese per l’aiuto e il supporto delle Forze Armate italiane, ha anche ribadito la disponibilità della Serbia a partecipare alla missione in Mali e  nella Repubblica centrafricana.