Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies

La visita del Ministro Bonino a Belgrado del 18 giugno 2013

Bonino-Mrkic

Ministro Bonino con l’omologo serbo Mrkic

Bonino-Nikolic

Ministro Bonino con il Presidente Nikolic

 

(ANSA) – BELGRADO – L’Italia ritiene che la Serbia abbia fatto sforzi enormi e abbia ottenuto risultati straordinari per cio’ che concerne il dialogo con Pristina, le riforme interne e la riconciliazione regionale, e per questo chiedera’ al Consiglio europeo di fine giugno di fissare subito la data di avvio del negoziato di adesione alla Ue. E’ questo il messaggio forte che il ministro degli esteri, Emma Bonino, porta a Belgrado, dove ha una intensa serie di colloqui con i massimi dirigenti serbi.

In una lunga intervista apparsa oggi su Vecernje Novosti, il quotidiano piu’ diffuso in Serbia, il ministro Bonino sottolinea al tempo stesso l’eccellente stato dei rapporti bilaterali con la Serbia, rapporti che per l’Italia hanno un ”carattere prioritario”.

”Non vi e’ dubbio che la Serbia puo’ continuare a contare sul pieno appoggio dell’Italia. Belgrado gioca un ruolo strategico nel piu’ ampio quadro regionale, e ritengo che il governo serbo sia seriamente impegnato in un coerente percorso di riforme”, ha detto Emma Bonino. ”I progressi compiuti negli ultimi mesi – in particolare i risultati del dialogo con Pristina facilitato dalla Ue – sarebbero apparsi inconcepibili sino solo a un anno fa”, ha aggiunto, osservando come l’accordo sul Kosovo del 19 aprile scorso segni ”una svolta fondamentale nella storia recente dei Balcani nel segno della prospettiva europea, avviando ”un processo irreversibile”. ”Per tutti questi motivi – ha sottolineato Bonino – ci attendiamo che a fine giugno il consiglio europeo riconosca gli sforzi della Serbia, decidendo l’apertura del negoziato di adesione.

L’Italia, che prima di altri e piu’ di altri, ha creduto nel ritorno della Serbia in Europa, fara’ fino in fondo la sua parte per raggiungere questo risultato” e ”chiedera’ di fissare la data di avvio del negoziato”. E’ il momento, ha osservato il ministro degli esteri, di riconoscere al governo di Belgrado ”il coraggio e la determinazione” di cui ha dato prova nel dialogo per la normalizzazione delle relazioni con Pristina, che e’ ”la priorita’-chiave stabilita dalla commissione fin dal 2011 per poter avviare dei negoziati di adesione della Serbia alla Ue”.

E’ tuttavia importante, rileva Emma Bonino, che entrambe le parti diano ”seguiti concreti” all’accordo sul Kosovo, con il rispetto del piano di attuazione, che prevede una serie di misure e scadenze, alcune delle quali molto delicate.

Sottolineando come per la Serbia non vi siano nuove condizioni per l’avvio del negoziato di adesione alla Ue, ne’ tantomeno quella del riconoscimento del Kosovo, il ministro Bonino sostiene che ”la sfida della normalizzazione delle relazioni con il Kosovo debba essere vissuta sempre piu’ come una opportunita’, o come la possibilita’, per la Serbia di fornire un contributo alla sicurezza e alla riconciliazione”.

”La Serbia deve porsi come importante fattore di stabilita’ regionale”, continuando sulla strada virtuosa delle riforme, in particolare nel campo della giustizia e della lotta a corruzione e criminalita’.

Nell’intervista, ripresa in prima e che occupa l’intera seconda pagina di Vecernje Novosti, Emma Bonino esclude una revoca della liberalizzazione dei visti per la Serbia e si sofferma al tempo stesso sulle ”eccellenti relazioni” fra Serbia e Italia, che e’ oggi il primo investitore estero con circa 2 miliardi di euro di investimenti, e una presenza di circa 500 aziende che danno lavoro a circa 20 mila dipendenti.

Di particolare rilevanza, osserva, il progetto Fiat, il maggiore investimento estero in Serbia (1 mld euro incluso l’indotto, pari a oltre 2 punti di Pil serbo) che ha favorito la nascita di un importante polo industriale a Kragujevac. (ANSA).

  

Serbia-Italia: ministro Bonino, “governo italiano apprezza determinazione Belgrado in dialogo con Pristina”

Belgrado, 18 giu 19:58 – (Agenzia Nova) – Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, in visita ufficiale in Serbia ha incontrato oggi il premier serbo, Ivica Dacic,presso la sede del governo di Belgrado. “Nel mio colloquio con il premier – ha dichiarato il ministro Bonino – ho trasmesso l’apprezzamento del mio governo per l’impegno e la determinazione mostrata dall’esecutivo di Belgrado e dal premier nel dialogo con Pristina e per il raggiungimento dell’accordo”. Il ministro Bonino ha inoltre incoraggiato il governo di Belgrado a continuare su questo percorso e nell’esecuzione dell’accordo. “Domani – ha aggiunto la Bonino – questo sarà il mio messaggio anche a Pristina”.

L’Italia, ha detto la Bonino, si impegna nel prossimo Consiglio europeo affinché venga concessa una data concreta per l’inizio dei negoziati. “Sono convinta che una decisione positiva rappresenti il riconoscimento degli sforzi fatti finora e vada nella direzione della riconciliazione regionale”. Il ministro ha infine concluso che durante l’incontro con il premier Dacic sono stati sottolineati gli eccellenti rapporti bilaterali, “anche in campo culturale e ambientale, dove già a Belgrado opera una task force del ministero dell’Ambiente”.

 

 Serbia-Italia: premier Dacic “grazie a nuovo governo italiano per proseguimento sostegno a Belgrado”

Belgrado, 18 giu 20:22 – (Agenzia Nova) – Il premier serbo Ivica Dacic ha ringraziato il nuovo governo italiano per aver proseguito nel sostegno all’integrazione europea della Serbia. Nella conferenza stampa seguita all’incontro con il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, il primo ministro di Belgrado ha ribadito l’eccellenza dei rapporti bilaterali tra due popoli amici. “Il prossimo autunno aspettiamo il summit bilaterale che si terrà molto probabilmente ad Ancona”, ha detto Dacic. “Desideriamo continuare a sviluppare i rapporti politici, economici, di difesa, negli affari interni, nella cultura e in tutti i settori in cui tradizionalmente abbiamo ottime relazioni”.

L’Italia, ha ricordato il premier serbo, nel 2012 era al terzo posto per volume dell’interscambio commerciale dopo la Germania e la Russia. “Adesso – ha proseguito Dacic – nei primi quattro mesi del 2013 abbiamo constato che è al primo posto. Lo scambio l’anno scorso ammontava a 2,4 miliardi di euro, mentre nei primi quattro mesi del 2013 ha già totalizzato un miliardo di euro. Naturalmente – ha osservato il premier serbo – è il risultato della produzione e vendita di Fiat, ma siamo soddisfatti anche della cooperazione con Benetton, Geox e centinaia di altre aziende in diversi settori”. Il primo ministro ha poi sottolineato la presenza italiana nel settore bancario, mentre in quello energetico ha ricordato l’accordo fra i due paesi che prevede la realizzazione di investimenti per circa un miliardo di euro.

Per quanto riguarda, invece, il percorso europeo della Serbia, Dacic ha ringraziato il ministro Bonino per essere venuta a incoraggiare personalmente il paese nel suo cammino. “La Serbia ha fatto dei passi importanti, come l’accordo di Bruxelles – ha aggiunto Dacic – e anche questo ha reso possibile l’incoraggiamento di diversi paesi”. Il premier di Belgrado ha infine ricordato la ratifica avvenuta oggi da parte della Lituania dell’Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa) con riguarda la Serbia. Ringraziando ancora una volta l’Italia per il suo sostegno, Dacic ha infine concluso precisando che Belgrado si aspetta una decisione positiva il prossimo 28 giugno da parte del Consiglio europeo.

  

Serbia-Italia: ministro Esteri Bonino, tornare in questi luoghi è “un’emozione inimmaginabile”

Belgrado, 18 giu 21:21 – (Agenzia Nova) – Tornare in questi luoghi dopo 20 anni dal conflitto balcanico e parlare del percorso d’integrazione europea di questi paesi “è un emozione che non potete immaginare”. Così il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha espresso all’agenzia “Nova” il senso di questa visita a vent’anni dal conflitto balcanico, che l’ha vista partecipe con un’intensa attività politica a favore della pacificazione dell’area. “Ricordo ancora nel 1993 il primo Consiglio nazionale a Zagabria sotto l’hotel Hilton, in una situazione indescrivibile. E’ un’emozione che non potete immaginare tornare qui dopo vent’anni in questo nuovo contesto, e “vent’anni” – ha concluso il ministro – vuol dire che la storia ha tempi lunghi, sono le persone che hanno la memoria corta”.

 

Intervista al Ministro Bonino per il quotidiano serbo “Vecernje Novosti”:

EMMA BONINO, CAPO DELLA FARNESINA

CHIEDEREMO LA DATA – SUBITO!
• L’Europa deve riconoscere il coraggio del Governo serbo
• L’accordo di Bruxelles segna una svolta epocale
• Nessuno ha chiesto a Belgrado di riconoscere il Kosovo

 1) Italy has strongly supported Serbia towards the EU. Can we also in the future count on that support? Serbian officials consider that our country deserves a date for opening negotiations with EU and say that the Brussels is on the move now.  Brussels responds that there is still much that needs to be done.  Has Serbia, in your opinion, fulfilled all the requirements of the European Council in December 2012 set for the start of accession negotiations?

Non c’è dubbio che la Serbia può continuare a contare sul pieno supporto italiano.  Belgrado gioca un ruolo strategico nel più ampio quadro regionale e ritengo che il Governo serbo sia seriamente impegnato in un coerente percorso di riforme ed abbia saputo trovare incentivi ed obiettivi di fondo nel processo d’integrazione europea. I progressi compiuti negli ultimi mesi – in particolare i risultati del Dialogo con Pristina facilitato dall’UE – sarebbero parsi inconcepibili sino solo ad un anno fa. L’accordo del 19 aprile segna una svolta fondamentale nella recente storia dei Balcani nel segno della prospettiva europea e ha avviato un processo irreversibile. Per tutti questi motivi ci attendiamo che, a fine giugno, il Consiglio Europeo riconosca gli sforzi della Serbia decidendo l’apertura dei negoziati di adesione. L’Italia, che prima di altri e più di altri, ha creduto nel ritorno della Serbia in Europa, farà fino in fondo la sua parte per raggiungere questo risultato.

2) Is Serbia, after reaching agreement on an implementation plan of agreement signed in Brussels, closer to get the date for the start of negotiations with the EU in June? There are some unofficial information that European council in June will give to the European Commission only “green light” to start writing negotiating platform. The exact date, in this case, would be determined after the application of the Brussels agreement. Is this true? Will Italy, at the European Council in June, vote for giving a date to Serbia?

La normalizzazione delle relazioni con Pristina è la priorità-chiave stabilita dalla Commissione fin dal 2011 per poter avviare dei negoziati di adesione della Serbia alla UE e noi riteniamo che sia il momento di riconoscere al Governo serbo il  coraggio e la determinazione di cui ha dato prova. L’Italia chiederà di fissare la data di avvio dei negoziati di adesione. In ogni caso, è bene ricordare che il Piano di attuazione prevede una serie di misure e di scadenze, alcune delle quali molto delicate, su cui entrambe le Parti sono chiamate a dare seguiti concreti. Il lavoro non si esaurisce nelle decisioni del Consiglio Europeo ma dovrà essere portato avanti con coerenza da ambo le Parti.

3) Is it possible that Serbia, in incoming weeks, will face with some new conditions for the date for negotiations with EU, and which one? How much the increasing number of EU citizens who are against of further EU enlargement can slow integration of Serbia?

Non vi sono nuove condizioni per l’avvio dei negoziati di adesione della Serbia alla UE. A Belgrado si chiede di dare attuazione alle intese già sottoscritte, secondo il calendario concordato direttamente con Pristina nell’ambito del Dialogo facilitato dalla UE. Credo che la sfida della normalizzazione delle relazioni con il Kosovo debba essere vissuta sempre di più come un’opportunità, ovvero come la possibilità, per la Serbia, di fornire un contributo attivo al rafforzamento della sicurezza e alla riconciliazione .La Serbia si deve porre come importante fattore di stabilità regionale. Sino a non molto tempo fa, in pochi avrebbero scommesso su questo cambio di prospettiva. L’Italia ci ha creduto. Oggi vediamo i primi riscontri concreti di quest’approccio lungimirante.

4) When Serbia, in your opinion, can formally open negotiations with the EU and will this happen by the end of this year? How do you assess the reforms that the new government in Serbia has implemented so far? In which areas Serbia has made the most progress, and where we are not making progress, or we may have regressed? And which chapters in this process will be most difficult to close?

Stiamo apprezzando lo sforzo del Governo per l’adeguamento all’acquis comunitario in una serie di settori di grande importanza, quali il rafforzamento della certezza del diritto, le riforme in ambito giudiziario, la lotta alla corruzione, così come le iniziative intraprese per rilanciare i rapporti con i Paesi vicini. Nel complesso, mi sembra di poter dire che il “progress report” della Commissione di fine aprile abbia espresso un giudizio lusinghiero sul lavoro sin qui svolto, che noi condividiamo. Si deve procedere gradualmente, ma sia chiaro per noi Belgrado ha le carte in regola per sostenere le sue aspirazioni. Di certo, occorrerà continuare a lavorare con la stessa determinazione sinora mostrata nel voler raggiungere l’obiettivo europeo.

5) Would it be acceptable for Italy that negotiations between Belgrade and Pristina return under the UN, as suggested by some Serbian officials?

Riteniamo che la questione del Kosovo sia una questione europea, ed in ambito europeo debba essere affrontata, come riconosciuto peraltro con la Risoluzione alle Nazioni Unite, co-sponsorizzata da UE e Serbia, che ha istituito il Dialogo fra Belgrado e Pristina facilitato dalla UE, poi elevato ad alto livello politico.

6) Brussels continuously repeats that, at this stage of integrations, does not require Serbia to recognize Kosovo. However, whether this will be condition for membership in the EU?
Siamo contrari alla previsione di nuove condizioni e alla Serbia non è mai stato chiesto di riconoscere il Kosovo, ma di normalizzare le proprie relazioni con Pristina. Da questo punto di vista, come riconosciuto da più parti, siamo sulla buona strada.

7) How do you comment on strengthening ties between Serbia and Russia, which have signed an agreement on strategic partnership? Is this closer ties with Russia, moving away Serbia from EU?

La Russia non è un concorrente ma è un partner importante nell’area: basti pensare che l’accordo di libero scambio fra Serbia e Russia potrebbe aprire le porte ad un mercato di oltre 140 milioni di persone. In campo economico l’Unione Europea è il principale partner commerciale di Belgrado e  da questo punto di vista, è già di fatto integrata nella UE.

8) How do you see the future relationships between Italy and Serbia?

Le relazioni sono eccellenti e con il progresso della Serbia in ambito europeo sono sicura si rafforzeranno ulteriormente perché esistono grandi sinergie tra i due Paesi. I rapporti con la Serbia rivestono per noi carattere prioritario e avremo presto un nuovo Vertice intergovernativo nell’ambito del Partenariato Strategico avviato nel 2009. Il Partenariato è uno strumento che consente di rinnovare costantemente e concretamente  l’antico e consolidato rapporto di amicizia che lega i nostri due Paesi.

9) Are the Italian investors working in Serbia satisfied? Can we expect any new investment from Italy?

Credo che alcuni dati riflettano bene l’importanza che oggi la Serbia riveste per gli operatori economici italiani. L’Italia è oggi il primo investitore estero con circa € 2 miliardi di investimenti esteri ed una presenza di circa 500 aziende a partecipazione italiana che danno lavoro a circa 20.000 dipendenti. I vantaggi per i nostri investimenti nel settore manifatturiero serbo sono accresciuti dagli Accordi di libero scambio in vigore fra la Serbia e la Russia e la Turchia, che facilitano le esportazioni italiane verso i mercati di quei Paesi. L’Italia può contare inoltre su una radicata presenza nel settore bancario. Importanti gruppi italiani sono interessati ai maggiori progetti infrastrutturali. Il nostro attivismo nel campo degli investimenti va di pari passo con l’incremento dell’interscambio commerciale. Dopo essere stata secondo partner della Serbia nel 2012, con il valore-record di € 2,3 miliardi di interscambio commerciale bilaterale, l’Italia è risultata il primo partner commerciale della Serbia nel primo quadrimestre 2013 grazie al balzo del nostro export (+35,9% ovvero € 539 milioni) e al raddoppio dell’import (+103,4% ovvero € 522 milioni). Cominciamo a cogliere i primi frutti del progetto FIAT, il più grande investimento estero in Serbia (circa € 1 miliardo incluso l’indotto, pari ad oltre 2 punti percentuali del PIL serbo), che ha favorito la nascita di un polo industriale automobilistico a Kragujevac, con l’obiettivo di produrre 200.000 veicoli all’anno (modello 500L).

10) Serbia is making great efforts to preserve the visa liberalization for the EU. Is there real threat that in upcoming period visa liberalization regime can be suspended?

Siamo stati tra i primi a batterci a Bruxelles per la liberalizzazione dei visti con la Serbia ed altri Paesi della regione e non vedo pericoli perché la liberalizzazione venga sospesa . La libertà di circolazione dei cittadini della Serbia nella UE è fondamentale nel processo di integrazione ed è un momento fondamentale per dare ai serbi il senso di appartenenza allo spazio europeo. Abbiamo apprezzato le misure adottate da parte serba per rafforzare la cooperazione con le autorità della polizia di frontiera dei Paesi UE interessati.

Intervista al Ministro Bonino per Il Piccolo

http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2013/06/19/NZ_10_01.html?ref=search