Il Commissario del Padiglione Italia a Expo 2027 Belgrado, l’Ambasciatore in Serbia Luca Gori, e l’Assessore alla Cooperazione Interregionale, Governo del Territorio, Infrastrutture, Enti Locali e Riordino Territoriale della Regione Veneto, Marco Zecchinato, hanno firmato l’accordo che definisce le modalità di partecipazione della Regione all’Esposizione Internazionale Specializzata, in programma nella capitale serba dal 15 maggio al 15 agosto 2027.
Expo 2027 Belgrado, dal titolo “Giocare per l’umanità: sport e musica per tutti”, vedrà la partecipazione di circa 140 Paesi.
L’intesa firmata dà attuazione all’Accordo Quadro siglato il 24 giugno 2026 a Roma fra lo stesso Commissariato ed il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, finalizzato ad assicurare una partecipazione strutturata e coordinata dei territori italiani all’Expo.
Il Veneto disporrà, dal 20 al 22 giugno 2027, di uno spazio espositivo personalizzato all’interno del Padiglione Italia e sarà protagonista di Giornate Regionali dedicate alla promozione del territorio, delle sue eccellenze e delle opportunità di collaborazione economica e internazionale.
“La Serbia rappresenta un mercato strategico per il Veneto, con il quale abbiamo consolidato rapporti di collaborazione in ambito economico, turistico e culturale – sottolinea Zecchinato -. Expo 2027 Belgrado sarà un’importante occasione per presentare le eccellenze venete nell’area balcanica, con un focus sullo sport e sullo storico distretto dello Sportsystem, espressione di un ecosistema produttivo di rilievo internazionale”.
“La partecipazione della Regione Veneto a Expo 2027 Belgrado contribuirà a raccontare la straordinaria ricchezza dei suoi territori, mettendone in luce il patrimonio culturale, le eccellenze produttive e gli ecosistemi di innovazione”, ha dichiarato il Commissario italiano, Ambasciatore Luca Gori. “Expo 2027 Belgrado – ha egli aggiunto – rappresenta un’eccezionale occasione per rafforzare la proiezione internazionale delle imprese del Veneto che sono già molto presenti in Serbia.”