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Visita MAECI Gentiloni a Belgrado

Data:

31/03/2015


Visita MAECI Gentiloni a Belgrado

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(ANSA) - BELGRADO, 31 MAR - L’ Italia “si vanta” di aver sempre sostenuto la Serbia nel suo percorso di avvicinamento all’ Europa e oggi il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, è volato a Belgrado per ribadirlo. Candidata all’ adesione dal 2013, la Serbia intravede ancora diversi ostacoli, primo fra tutti la resistenza di alcuni Paesi europei finchè non saranno attuate le intese con il Kosovo indipendente. Il capo della Farnesina invita quindi ad accelerare:  “L’ Italia è assolutamente convinta che il percorso di integrazione europea della Serbia debba fare passi avanti, con l’ apertura di capitoli negoziali entro quest’ anno”, ha detto in conferenza stampa accanto al collega serbo Ivica Dacic. “Non possiamo tenere fermo un percorso di   rilevanza così grande per l’ Ue. La Serbia ha preso degli impegni e li sta mantenendo - ha assicurato Gentiloni - come dimostra l’ incontro di febbraio tra Belgrado e Pristina”. Lo stallo, ha spiegato, è dovuto “anche a pronunciamenti parlamentari che ci sono stati in alcuni paesi, in particolare in Germania”. “Ma non c’ è niente di immutabile. Credo che nei prossimi mesi ci siano tutte le condizioni per superare le difficoltà“. Il rischio, secondo il ministro, è altrimenti quello di “una delusione dei Serbi”, e che “si torni indietro”, cosa che nei Balcani non ci si può permettere.
Dal canto suo, Dacic ha ringraziato l’ Italia per l’ appoggio a questo percorso che “contribuisce concretamente alla stabilità regionale nei Balcani”, come ha dimostrato l’ incontro trilaterale Italia-Serbia-Albania di gennaio a Roma, che potrà replicarsi in futuro.
Sul fronte bilaterale, i due ministri hanno ricordato “l’ alto livello del dialogo italo-serbo ai massimi livelli” e annunciato la visita in Serbia del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 25 maggio. Entro una decina di giorni, inoltre, verrà stabilita anche la data del quarto vertice intergovernativo che si terrà questa volta a Belgrado. Tra i due Paesi ci sono “relazioni politiche di antica data”, ricordano i due ministri, ma  anche rapporti economici e commerciali di primo piano. L’ Italia è il primo partner della Serbia, con un interscambio che nel 2014 ha sfiorato i 4 miliardi di euro. E sono centinaia le imprese italiane che lavorano in Serbia dando lavoro a “20 mila dipendenti serbi” in un Paese gravato dalla disoccupazione. “Auspichiamo la partecipazione dell’ Italia a nuovi progetti di sviluppo del nostro paese, in particolare nel campo  infrastrutturale”, ha aggiunto Dacic.
Nel corso della visita Gentiloni ha incontrato anche il premier Aleksandar Vucic e il presidente della Repubblica Tomislav Nikolic ai quali ha ribadito il sostegno italiano a Bruxelles.

Belgrado, 31 mar - (Nova) - Le riunioni tecniche per aggiornare l’ accordo di cooperazione sull’ energia tra Italia e Serbia dovrebbero produrre un’ intesa entro due mesi. Così il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, rispondendo a una domanda di “Agenzia Nova” durante un colloquio con la stampa italiana nel corso della sua visita a Belgrado. Il titolare della Farnesina ha spiegato che vi sono due aspetti centrali che riguardano la cooperazione tra Italia e Serbia nel campo dell’ energia e delle infrastrutture: la Macroregione adriatico-ionica e la negoziazione in corso per l’ aggiornamento degli accordi precedenti.
“Da una parte - ha detto Gentiloni - l’ Italia e la Serbia guidano nell’ ambito della Macroregione adriatico-ionica il gruppo di lavoro dedicato all’ energia e ai trasporti. Sono progetti che si stanno elaborando adesso, che verranno messi a punto e che riceveranno, se ritenuti validi, anche degli importanti finanziamenti europei. L’ idea è collegare sempre meglio tra di loro i paesi dei Balcani occidentali dal punto di vista delle infrastrutture. Certamente sono grandi progetti che possono interessare al sistema delle imprese in Italia”. Il secondo aspetto, ha detto Gentiloni, riguarda la
negoziazione in corso per l’ aggiornamento dell’ accordo energetico tra Italia e Serbia.
 “L’ accordo è stato fatto alcuni anni fa e, anche alla luce di riunioni tecniche che si sono svolte anche qui a Belgrado la settimana scorsa, si sta lavorando per arrivare ad una definizione piu’ aggiornata, che mi auguro si possa raggiungere entro un paio di mesi”. Italia e Serbia hanno siglato nell’ ottobre 2011 un accordo di cooperazione sull’ energia che prevede, fra le altre cose, la costruzione di impianti idroelettrici, realizzati da investitori italiani e serbi, allo scopo di importare energia pulita in Italia attraverso l’ elettrodotto sottomarino che parte dal Montenegro. Attualmente il progetto è in attesa di un decreto attuativo da parte del governo italiano.

(AGI) - Belgrado, 31 mar. - “Ci sono tutte le condizioni affinchè il processo di integrazione della Serbia in Europa faccia dei passi avanti, altrimenti rischiamo una delusione. Non si resta fermi in questi processi. O si va un pochino avanti o si rischia di tornare indietro”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel corso di una visita a Belgrado, chiedendo all’ Europa che il processo di integrazione della Serbia faccia “qualche passo entro quest’ anno, qualche passo concreto aprendo alcuni capitoli” del negoziato. I Balcani “si sono trasformati in una regione di cooperazione e in una occasione di sviluppo. L’ Italia sta cogliendo questa occasione e la deve cogliere anche l’ Europa” ha aggiunto il ministro.

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(Tanjug) - L’Italia è il primo partner commerciale, ma anche un’importante interfaccia politica che offre pieno sostegno alla Serbia sulla strada europea e s’impegna per una sollecita apertura dei primi capitoli negoziali – questo il messaggio centrale dei colloqui intercorsi tra il Capo della Diplomazia italiana e le Autorità serbe.
Il presidente della Serbia Tomislav Nikolic ha ribadito, durante l’incontro con il MAECI Gentiloni, l’importanza di una sollecita apertura dei capitoli negoziali con l’UE, ed ha precisato di aspettarsi il sostegno dell’Italia in tale processo.
„La Serbia si è incamminata verso l’Europa 15 anni fa, nel frattempo è stato fatto molto: teniamo caldamente a vedere al più presto l’aprirsi dei capitoli, anche per far capire ai cittadini a cosa servono i sacrifici che gli sono stati chiesti e per mettere in chiaro che tutto ciò che facciamo è finalizzato ad una vita migliore per tutti i cittadini della Serbia. In questo ci aspettiamo l’aiuto e l’appoggio dell’Italia.“
Egli ha sottolineato che le misure economiche richieste dal Governo rappresentano la nostra determinazione di consolidare il portafoglio del Paese e che la strada europea non potrà più essere cancellata dall’agenda della nostra politica estera.
„Oggi, la Serbia è un Paese moderno e sistemato, che ha molto da offrire agli investitori stranieri. Sono certo che nessuno degli imprenditori italiani che operano nel nostro Paese se n’è pentito“, ha evidenziato Nikolic.
Da parte sua, il Ministro Gentiloni ha dichiarato che alla base degli ottimi rapporti commerciali tra Serbia e Italia stanno le altrettando buone relazioni politiche, che saranno ulteriormente consolidate nel prossimo periodo, anche tramite la visita del Presidente Mattarella in Serbia, prevista per il 25 maggio, e il Vertice intergovernativo che si terrà entro l’estate.
Gentiloni ha inoltre lodato il Governo serbo per gli incentivi messi in atto a favore degli investimenti stranieri, aggiungendo che l’Italia apprezza tutte le misure intraprese dal Paese al fine di rafforzare il sistema finanziario, anche alla luce dei nuovi investimenti che ne verranno attratti.
Il Capo della Farnesina ha infine annunciato di aspettarsi degli sviluppi positivi in tempi rapidi nell’ambito del processo di integrazione della Serbia nell’UE.

foto Tanjug - Gentiloni con Nikolic

(ANSA) - BELGRADO, 31 MAR - L’ eccellente stato dei rapporti fra Italia e Serbia è stato oggi sottolineato dal premier serbo Aleksandar Vucic, dopo il suo colloquio, oggi a Belgrado, con il ministro degli esteri Paolo Gentiloni.  Un ulteriore contributo allo sviluppo delle relazioni, ha reso noto il governo in un comunicato, verrà dal quarto vertice intergovernativo italo-serbo, in programma a breve a Belgrado. “La Serbia continuerà ad essere un pilastro della stabilità nella regione”, ha osservato Vucic, che si è detto molto soddisfatto della collaborazione economica e commerciale - l’ interscambio è stato di 3,6 miliardi di euro nel 2014 - auspicando l’ arrivo di nuovi investimenti italiani in Serbia, in particolare nei settori agricolo e alimentare.
Gentiloni, da parte sua, ha sottolineato che la partecipazione all’ Expo 2015 di Milano sarà per la Serbia un’ ottima occasione di presentarsi in Italia nel migliore dei modi. “L’ Italia rispetta tutto quello che il governo del premier Aleksandar Vucic fa nell’ attuazione delle riforme economiche”, ha affermato Gentiloni, che ha assicurato il pieno appoggio dell’ Italia all’ apertura dei primi capitoli del negoziato di adesione fra la Serbia e la Ue. Vucic, ha riferito il comunicato, “ha ringraziato l’ Italia per l’ appoggio al processo di integrazione europea della Serbia, che è la priorità di politica estera di Belgrado”.

Belgrado, 31 mar - (Nova) - L’ Italia e la Serbia hanno relazioni bilaterali eccellenti e a ciò contribuiscono ulteriormente le visite regolari fra le autorità politiche dei due paesi. È quanto emerso dal colloquio avuto oggi a Belgrado dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni con il premier serbo Aleksandar Vucic, secondo quanto riporta una nota del governo serbo. Il titolare della Farnesina ha sottolineato, prosegue la nota, come la partecipazione della Serbia ad Expo 2015 sia un’ occasione per presentare il paese in Italia nel migliore dei modi. La Serbia, ha proseguito Gentiloni, è un paese stabile dal punto di vista politico ed economico, che dunque porta stabilità all’   intera regione. L’ Italia, ha aggiunto il ministro, rispetta ciò che compie il governo serbo nell’ ambito delle riforme economiche. Il governo italiano, ha concluso, continuerà a sostenere una rapida apertura dei capitoli negoziali di adesione con l’ Unione europea. Vucic ha ricordato che prossimamente si terrà a Belgrado la seduta congiunta dei due governi. “Ciò rappresenta una buona base - ha aggiunto - per un ulteriore avanzamento della cooperazione economica e dello scambio commerciale”. Sempre in campo economico, il premier serbo ha detto di aspettarsi nuovi  investimenti da parte italiana, in particolare nel settore agricolo e agroalimentare. Dal punto di vista politico, Vucic ha ringraziato l’ Italia per il sostegno al percorso di integrazione europea della Serbia. Quest’ ultimo, ha osservato Vucic, è obiettivo prioritario per Belgrado. “La Serbia - ha osservato - continuerà ad essere pilastro di stabilità nella regione, attraverso l’ avanzamento delle relazioni con i paesi vicini. Questo - ha concluso Vucic - contribuirà allo sviluppo economico dei Balcani occidentali”.
Il rafforzamento della collaborazione fra Italia e Serbia, i temi economici, l’ energia e la lotta alla corruzione sono al centro della prima visita del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Belgrado. La giornata ha visto in agenda alcuni incontri con l’ omologo serbo Ivica Dacic, il premier serbo  Aleksandar Vucic, la presidente del parlamento serbo Maja Gojkovic ed il presidente serbo Tomislav Nikolic. Il ministro partecipa infine ad una panel discussion intitolata “Stemming the tide of radicalization: is a comprehensive response possible?”, presso la residenza dell’ ambasciatore d’ Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo. L’ evento è organizzato dal Belgrade fund for political excellence.

foto Tanjug - Gentiloni con Vucic

Belgrado, 31 mar - (Nova) - La visita odierna del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Belgrado è un’ occasione per consolidare le relazioni eccellenti che esistono tra Italia e Serbia: lo ha dichiarato lo stesso Gentiloni nel corso della conferenza stampa congiunta con l’ omologo serbo Ivica Dacic. Il titolare della Farnesina, che si trova per la prima volta a Belgrado da quando ha assunto l’ incarico lo scorso ottobre, ha precisato che le relazioni tra Italia e Serbia sono molto importanti sul piano economico, non solo per il volume di interscambio, ma anche per l’ importanza delle centinaia di imprese italiane che impiegano circa 20 mila persone in territorio serbo. “Il livello delle nostre relazioni economiche avrà un’ occasione in più per manifestarsi e forse rafforzarsi grazie alla partecipazione della Serbia a Expo Milano 2015. La presenza del paese nel cluster Mediterraneo sarà un’ occasione in più di conoscenza reciproca tra le nostre business community”, ha detto il ministro.
Oltre alle relazioni economiche, ha osservato Gentiloni, ci sono importanti e antiche relazioni politiche. A questo proposito il titolare della Farnesina ha annunciato la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Belgrado il 25 maggio. Nelle prossime settimane, invece, è atteso il vertice bilaterale tra i due governi. “Noi - ha detto Gentiloni - siamo molto affezionati all’ idea che l’ Italia sia non solo il primo partner commerciale, ma anche il primo sostenitore del processo di integrazione fra Ue e Serbia, un processo che deve vedere al più presto l’ apertura di capitoli  concreti che lo portino avanti in modo visibile anche alla luce dei passi in avanti che l’ Italia ha apprezzato nel dialogo fra Belgrado e Pristina e nelle altre questioni importanti per l’ integrazione”.
L’ Italia, ha proseguito Gentiloni, è anche interessata ad altri aspetti di collaborazione, dalle   infrastrutture di trasporto a materia come lo stato di diritto e la lotta alla corruzione. “Infine apprezziamo il ruolo della Serbia nella presidenza di turno dell’ Osce, che in questo momento è importante in tante parti del mondo, ma è cruciale in particolare nel monitoraggio dell’ attuazione dei protocolli di Minsk”, ha detto il ministro. La regione dei Balcani, ha concluso in capo della diplomazia italiana, anche grazie alla Serbia può diventare oggi una zona di maggiore   collaborazione fra i governi e di strettissima collaborazione fra le due sponde dell’ Adriatico.

La riunione trilaterale avvenuta a Roma nei mesi scorsi tra Italia, Serbia e Albania può essere un formato utile da rinnovare, cercando degli argomenti specifici da discutere. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, nel corso della conferenza congiunta con l’ omologo serbo Ivica Dacic a Belgrado. Tale formato, ha detto Gentiloni, non deve servire soltanto a consolidare questioni politiche, ma a valutare progetti comuni in campo energetico e in quello dei trasporti. “Credo - ha precisato il ministro – che nei prossimi mesi avremo occasione di incontrarci di nuovo in quel formato”. Gentiloni è poi tornato sul tema del processo di integrazione europea della Serbia, sottolineando che l’ Italia è convinta che tale processo debba fare dei passi in avanti con l’ apertura di capitoli negoziali entro quest’ anno. “Noi avevamo cercato durante la nostra presidenza di turno dell’ Ue - ha aggiunto - di aprire il capitolo 32. È importante che ci siano segnali concreti. Ho apprezzato l’ impegno di Federica Mogherini (Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’ Ue, ndr) e l’ Italia, come stato membro, lavorerà in questa direzione”.

Il rapporto fra Italia e Serbia è caratterizzato da un’ amicizia che pone Roma come primo partner non solo economico per Belgrado. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, nel corso della conferenza stampa congiunta tenuta a  Belgrado con il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni. “È prosecuzione logica di tale legame - ha detto Dacic – la firma di un partenariato strategico fra i due paesi”. Il ministro serbo ha aggiunto a tale proposito che Belgrado attende la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e che venga fissato il vertice intergovernativo fra i due paesi. L’ Italia, ha inoltre ricordato Dacic, è il primo partner commerciale, con 3,6 miliardi di scambio e numerose aziende italiane che danno lavoro a operai e lavoratori serbi.

L’ Italia, ha proseguito il ministro, è in primo piano anche per progetti ed investimenti congiunti. A questo proposito Dacic ha ribadito che Belgrado si aspetta che vengano definiti anche i progetti regionali che già esistono, come quelli relativi a strade, infrastrutture ferroviarie ed energia. “Ci aspettiamo - ha osservato - che i gruppi di lavoro formati per l’ accordo sull’ energia arrivino a delle soluzioni per portare a termine i lavori progettati”. L’ Italia, ha aggiunto, non è solo il primo partner economico, ma anche un importante partner politico, che ha sempre sostenuto la Serbia nel suo cammino verso l’ Unione europea.

A questo proposito Dacic ha ringraziato l’ Italia per l’ assistenza prestata in ogni sede per aprire dei capitoli negoziali con l’ Ue ed accelerare il processo di integrazione europea. “L’ Italia - ha infine ricordato il ministro serbo - contribuisce alla stabilità regionale, ed in questo contesto il ministro Gentiloni ha organizzato nei mesi scorsi una trilaterale con l’ Albania a Roma. Noi facciamo tutto il possibile - ha concluso – per conservare e costruire la pace nella nostra regione, ed è fondamentale in questo senso avere l’ appoggio di un paese importante come l’ Italia”.
Il rafforzamento della collaborazione fra Italia e Serbia, i temi economici, l’ energia e la lotta alla  corruzione sono al centro della prima visita del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Belgrado. La giornata ha previsto alcuni incontri con l’ omologo serbo Ivica Dacic, il premier serbo Aleksandar Vucic, la presidente del parlamento serbo Maja Gojkovic ed il presidente serbo Tomislav Nikolic. Il ministro partecipa infine ad una panel discussion intitolata “Stemming the tide of radicalization: is a comprehensive response possible?” che si tiene presso la residenza dell’ ambasciatore d’ Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo. L’ evento è organizzato dal Belgrade fund for political excellence.

L’ Unione europea non sarà completa fino a che non si arriverà alla  piena integrazione dei Balcani. È quanto ritiene l’ Italia, secondo le parole del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni contenute in un’ intervista al quotidiano serbo “Politika”. “Intendo portare nuovamente - ha detto Gentiloni - il fermo sostegno dell’ Italia alla Serbia nel suo percorso europeo. L’ Italia non ha mai fatto mancare alla Serbia il proprio appoggio al processo di integrazione Ue, e non lo farà mai mancare, neppure agli altri paesi dei Balcani occidentali”. Il titolare della Farnesina ha poi menzionato i prossimi appuntamenti istituzionali che riguarderanno la cooperazione fra Italia e Serbia. “Tenendo conto del vicino vertice intergovernativo e della visita del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, voglio ricordare anche la forte base dei nostri legami: l’ Italia non è solo un sostenitore indiscusso delle autorità di Belgrado, ma è anche il più importante investitore e partner commerciale della Serbia”.

È un fatto, ha proseguito Gentiloni, che Fiat è il maggiore investitore singolo in Serbia, con una cifra investita di oltre 1,2 miliardi di euro, e l’ anno scorso è stato il maggior esportatore.”Si parla - ha osservato - di un investimento straordinario e del più importante simbolo della collaborazione economica fra i due paesi”. Gentiloni ha inoltre ricordato le oltre 500 aziende italiane che hanno investito un totale di circa 2 miliardi di euro, per cui l’ Italia è il maggior investitore nel paese. Oltre a ciò, ha concluso Gentiloni, dal 2013 l’ Italia è il primo partner commerciale, e nel 2014 Serbia e Italia hanno totalizzato quasi 4 miliardi di interscambio.
Il rafforzamento della collaborazione fra Italia e Serbia, i temi economici, l’ energia e la lotta alla corruzione sono al centro della prima visita del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Belgrado. La giornata vede in agenda alcuni incontri con l’ omologo serbo Ivica Dacic, il premier serbo  Aleksandar Vucic, la presidente del parlamento serbo Maja Gojkovic ed il presidente serbo Tomislav Nikolic. Il ministro parteciperà infine ad una panel discussion intitolata “Stemming the tide of radicalization: is a comprehensive response possible?” che si terrà presso la residenza dell’ ambasciatore d’ Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo. L’ evento è organizzato dal Belgrade fund for political excellence.

MAECI Gentiloni con MAE Dacic

(ANSA) - BELGRADO, 31 MAR - Il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic ha ringraziato l’ Italia per il forte e costante appoggio al processo di integrazione europea del suo Paese. “Vorrei ringraziare l’ Italia per il sostegno convinto al cammino della Serbia verso la Ue e per l’ impegno nel sostenere l’ apertura dei primi capitoli nel negoziato di adesione con Bruxelles”, ha detto Dacic in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, oggi in visita a Belgrado. “L’ Italia contribuisce concretamente alla stabilità regionale nei Balcani”, ha aggiunto Dacic, che ha menzionato a questo riguardo l’ incontro   trilaterale Italia-Serbia-Albania convocato dal ministro Gentiloni nei mesi scorsi a Roma. Il capo della diplomazia di Belgrado ha espresso grande soddisfazione per “l’ alto livello del dialogo italo-serbo ai massimi livelli”, e ha auspicato una ulteriore intensificazione delle relazioni economiche e commerciali. “L’ Italia è il primo partner economico della Serbia, ma non solo, è anche un importante partner politico. Auspichiamo la partecipazione dell’ Italia a nuovi progetti di sviluppo del nostro paese, in particolare nel
campo infrastrutturale”.

(ANSAmed) - BELGRADO, 31 MAR - Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, che sarà oggi in visita a Belgrado, intende ribadire il forte appoggio dell’ Italia al cammino europeo della Serbia. In un’ intervista al quotidiano Politika, il titolare della Farnesina afferma che vanno premiati il coraggio e la determinazione della Serbia per l’ attuazione delle complesse riforme richieste dall’ Unione europea. “L’ Italia non ha mai tradito la Serbia nell’ appoggio alla sua piena integrazione nella Ue, e mai la tradirà, come non tradirà gli altri Paesi dei Balcani occidentali”, ha detto Gentiloni secondo il quale “per l’ Italia la Ue non sarà completa fino a quando non vi sarà la piena integrazione nell’ Unione della regione balcanica”. Paolo Gentiloni - che ha in programma a Belgrado colloqui, nell’ ordine, con il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic, con il premier Aleksandar Vucic e con il presidente Tomislav Nikolic - ha sottolineato che l’ Italia appoggia l’ apertura in tempi brevi per la Serbia del primo capitolo negoziale con Bruxelles. Anche se, ha osservato, nonostante la buona volontà di taluni stati membri che vedono la Serbia nella Ue, non vi sono tante scorciatoie fra la candidatura, ottenuta dalla Serbia tre anni fa, e l’ ingresso nell’ Unione “Negli incontri con i dirigenti serbi, considerando l’ imminente vertice intergovernativo e la visita del presidente Sergio Mattarella, intendo anche evocare le solide basi dei nostri rapporti - l’ Italia non è solo un convinto sostenitore della dirigenza di
Belgrado ma anche il più importante investitore e partner commerciale della Serbia”, ha affermato  Gentiloni nell’ intervista a Politika. Nel pomeriggio il ministro degli esteri, insieme al collega serbo Ivica Dacic, prenderà parte all’ Ambasciata d’ Italia a un dibattito sui modi per fermare il dilagare del radicalismo.

“L' Italia è assolutamente convinta che il percorso di integrazione   europea della Serbia debba fare passi avanti, con l' apertura di capitoli negoziali entro quest' anno”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Belgrado con il collega serbo Ivica Dacic. “Non possiamo tenere fermo un percorso di rilevanza così grande per l' Ue. La Serbia ha preso degli impegni e li sta mantenendo, come dimostra l' incontro di febbraio tra Belgrado e Pristina”, ha aggiunto.
Lo stallo è dovuto, ha spiegato il ministro, “anche a pronunciamenti parlamentari che ci sono stati in alcuni  paesi, in particolare in Germania” che ha posto come condizione l' attuazione delle intese con il Kosovo.   “Ma non c' è niente di immutabile, tranne i dieci comandamenti almeno per chi è di una certa fede religiosa”, ha aggiunto Gentiloni riferendosi alla decisione del Bundestag e spiegando di essere “rispettoso della valutazioni dei Parlamenti, ma queste non sono insuperabili”. “Credo - ha concluso - che nei prossimi mesi ci siano tutte le condizioni per superare le difficoltà”.

(AGI) - Belgrado, 31 mar - L’ Italia è “assolutamente convinta che il percorso di integrazione europea della Serbia debba fare passi avanti con l’ apertura di capitoli negoziali entro quest’ anno”: lo ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, durante una conferenza stampa congiunta a Belgrado con il collega serbo, Ivica Dacic. “Non possiamo tenere fermo un percorso di rilevanza cosi’ grande per l’ Ue”, ha avvertito il titolare della Farnesina, “la Serbia ha preso degli impegni, li sta mantenendo, come dimostra l’incontro a febbraio tra Belgrado e Pristina”.
Gentiloni ha anche fatto riferimento ai paletti messi da alcuni Paesi, e in particolare la Germania, che ha posto come condizione per l’ apertura di nuovi capitoli l’ intesa con il Kosovo. Il motivo dello stallo “è legato ai pronunciamenti parlamentari che ci sono stati in alcuni Paesi e in particolare in Germania. Ma non c’ è niente di immutabile, tranne i dieci comandamenti, almeno per chi è di una certa fede religiosa”, ha sottolineato il ministro, spiegando di essere “rispettoso delle decisioni dei Parlamenti, ma queste non sono insuperabili. Credo che nei prossimi mesi ci sono tutte le condizioni per superare le difficoltà”.
A poche ore dall’ arrivo a Belgrado, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’ intervista al quotidiano Politika, ha ribadito “il convinto sostegno dell’ Italia al percorso europeo della Serbia”. “L’ Italia - ha affermato il capo della diplomazia italiana - non ha mai mancato, e mai mancherà, di sostenere la piena integrazione della Serbia nell’ Ue, cosi’ come anche degli altri Paesi dei Balcani Occidentali”, senza la cui piena integrazione “l’ Ue non è completa”. Da qui, ha aggiunto il titolare della Farnesina, l’ appoggio
dell’ Italia verso l’ apertura di un primo capitolo negoziale con la Serbia, in considerazione del coraggio e della determinazione dimostrati dal Paese nell’ affrontare le delicate riforme richieste da Bruxelles, coraggio e determinazione che vanno riconosciuti. Il titolare della Farnesina ha tuttavia ricordato che, nonostante la buona volontà di alcuni Paesi che vedono la Serbia nell’ ambito dell’ Ue, non ci sono tante scorciatoie dal momento della candidatura, status assegnato alla Serbia tre anni, fa fino all’ adesione.
Gentiloni nella capitale serba vedrà il collega, Ivica Dacic, il premier Aleksandar Vucic e il presidente,   Tomislav Nikolic. Relazioni solide, quelle tra le due sponde dell’ Adriatico, sostenute da forti rapporti commerciali. “Nel corso dei miei incontri con i vertici istituzionali serbi, anche in previsione della prossimo vertice intergovernativo e della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - ha sottolineato il capo della diplomazia italiana - non mancherò di sottolineare la solidità che sta alla base delle nostre relazioni, che vedono il nostro Paese essere non solo un punto di riferimento fondamentale per le autorità   di Belgrado, ma anche il principale investitore e il principale partner commerciale della Serbia”.

Foto Tanjug - visita MAECI Gentiloni a Belgrado

(ANSA) - BELGRADO, 31 MAR - Quella contro l’ Isis “non è una lotta all’ Islam”, anzi “le comunità islamiche in Europa devono diventare i nostri principali partner” contro la radicalizazzione. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervenendo a un panel sulla radicalizzazione e l’ estremismo con il Belgrade Fund for Political Excellence, presso la residenza dell’ ambasciatore d’ Italia a Belgrado.
“Anche i Balcani sono esposti alla minaccia, come il resto della regione mediterranea”, ha aggiunto Gentiloni, sottolineando la cooperazione con la Serbia nella coalizione contro l’ Isis e contro il fenomeno dei foreign fighters con “uno scambio di informazioni indispensabile per aggiornare il nostro bagaglio di dati sensibili, dati fondamentali per contrastare il fenomeno”.
“L’ islam radicale sta prendendo piede in alcune province della Serbia, fornendo nuove reclute all’ Isis”, ha aggiunto il collega serbo Ivica Daci


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