{"id":6851,"date":"2015-11-24T12:08:59","date_gmt":"2015-11-24T11:08:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ambbelgrado.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2015\/11\/gentiloni-steinmeier-italia-e-germania-2\/"},"modified":"2015-11-24T12:08:59","modified_gmt":"2015-11-24T11:08:59","slug":"gentiloni-steinmeier-italia-e-germania-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambbelgrado.esteri.it\/sr\/news\/dall_ambasciata\/2015\/11\/gentiloni-steinmeier-italia-e-germania-2\/","title":{"rendered":"Gentiloni, Steinmeier: \u00abItalia e Germania unite nella sfida migratoria\u00bb (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i drammatici attentati di Parigi, Italia e Germania sono ancora pi\u00f9 convinte della necessit\u00e0 di contrastare con fermezza e coesione il terrorismo. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale evitare qualsiasi confusione tra terroristi e profughi. Dobbiamo distinguere nettamente tra chi \u00e8 portatore di odio e morte e chi \u2013 migliaia di donne, uomini e bambini \u2013 \u00e8 in fuga da guerre, persecuzioni e dalla stessa violenza di Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla drammatica minaccia del terrorismo, l\u2019Europa ha di fronte una sfida migratoria che \u00e8 epocale, globale e di lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posta in gioco \u00e8 alta. Nel dramma di migliaia di persone che fuggono guerre e povert\u00e0, e nell\u2019imperativo morale di salvare prima di tutto le loro vite umane, sono in gioco i valori stessi &#8211; di pace, libert\u00e0 e rispetto dei diritti umani &#8211; su cui \u00e8 nata l\u2019Unione Europea. Sono in gioco la nostra identit\u00e0 e coesione, il futuro stesso del progetto europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto Paesi fondatori della Ue, Italia e Germania hanno una responsabilit\u00e0 storica nel difendere i suoi valori, e ne hanno gi\u00e0 data testimonianza concreta. L\u2019Italia salvando pi\u00f9 di centomila migranti nel Mediterraneo; la Germania concedendo rifugio a centinaia di migliaia di profughi, da ultimo siriani. Ma non basta. Siamo infatti convinti che nessuno Stato membro dell\u2019Unione possa affrontare da solo un fenomeno di tale portata storica, visto che nel 2014 sono state quasi 60 milioni le persone costrette a fuggire dalle guerre, dalla violenza e da persecuzioni politiche nel mondo. Un numero che aiuta anche a comprendere quanto sia illusorio pensare di potersi opporre a queste dinamiche globali proponendo il ritorno a societ\u00e0 autarchiche, protette da muri e chiuse alla diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dilemma che oggi l\u2019Unione Europea \u00e8 chiamata a sciogliere non \u00e8 dunque tra blindatura dei propri confini e accoglienza; n\u00e9 tra il nostro benessere e la nostra sicurezza &#8211; da un lato &#8211; e la solidariet\u00e0 verso i profughi, dall\u2019altro. La scelta che oggi dobbiamo compiere \u00e8 tra governare il fenomeno o subirlo. \u00c8 tempo di fare un balzo in avanti per giungere a delineare una risposta europea onnicomprensiva e di lungo periodo, ispirata a solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fine di conseguire questo obiettivo, Italia e Germania continueranno a cooperare attivamente, articolando il loro comune contributo lungo quattro binari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, vigileremo affinch\u00e9 gli impegni gi\u00e0 presi dal Consiglio Europeo, e che segnano comunque un progresso incoraggiante, vengano pienamente attuati. Tra questi rientrano l\u2019effettiva ricollocazione di 160.000 richiedenti asilo dagli Stati membri pi\u00f9 esposti; la realizzazione degli hotspots; l\u2019attivazione di un efficace sistema a livello europeo di rimpatri dei migranti economici. Ricollocamenti, hotspots e rimpatri costituiscono un pacchetto unico e integrato, da realizzare contemporaneamente in tutti i suoi volet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, Italia e Germania continueranno a promuovere presso le istituzioni europee e gli altri Stati membri la necessit\u00e0 di completare al pi\u00f9 presto il quadro delle misure a disposizione della Ue per gestire la questione migratoria. Gli obiettivi principali su cui concentreremo la nostra azione sono l\u2019affermazione di un sistema di ripartizione permanente e obbligatoria dei profughi che giungono nei Paesi europei di prima accoglienza; il superamento del Regolamento di Dublino con un comune sistema di asilo europeo; il rafforzamento della lotta ai trafficanti di esseri umani; l\u2019apertura di nuovi canali legali di immigrazione affinch\u00e9 un\u2019Europa in rapido invecchiamento possa cogliere anche le opportunit\u00e0 offerte da tale fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo binario sul quale lavoreremo insieme, concerne una cooperazione pi\u00f9 stretta con i Paesi di origine e transito dei flussi, con l\u2019obiettivo di definire con loro un nuovo partenariato. L\u201911 e 12 novembre scorsi si \u00e8 svolta a La Valletta un vertice tra i Capi di Stato e di Governo europei e africani al cui ordine del giorno figuravano tutti gli aspetti della questione migratoria, comprese le sue cause profonde. Italia e Germania sono gi\u00e0 impegnate nel Corno d\u2019Africa, anche attraverso progetti comuni nell\u2019ambito del Processo di Khartoum. Oltre che con l\u2019Africa, in via prioritaria l\u2019Unione Europea dovrebbe intensificare la cooperazione sui temi migratori con la Turchia, sulla base del Piano d\u2019Azione in corso di finalizzazione, e con i Balcani occidentali, esortando i Paesi della regione ad attuare le misure concordate nella riunione svoltasi il 25 ottobre scorso a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, Italia e Germania continueranno ad impegnarsi per contribuire alla stabilizzazione delle aree di crisi nel Mediterraneo. Non risparmieranno sforzi nel tentativo di aiutare la Libia ad uscire dalla guerra civile e dall\u2019esigenza di favorire una transizione politica in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritrovare solidariet\u00e0 e unit\u00e0 d\u2019intenti per governare e non subire la questione migratoria rappresenterebbe un passaggio cruciale per l\u2019Europa, anche per provare a ridare credibilit\u00e0 ad un processo di integrazione che, altrimenti, rischia di segnare nuovamente il passo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci\u00f2 proprio mentre si profila all\u2019orizzonte politico l\u2019anniversario dei sessant\u2019anni dei Trattati di Roma, il prossimo 25 marzo 2017. Un\u2019occasione da cogliere non soltanto per celebrare il passato, ma anche per riflettere sul futuro dell\u2019Europa e per prepararne uno migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/mae\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/11\/gentiloni-steinmeier-italia-e-germania.html\"><strong>(fonte Farnesina)<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo i drammatici attentati di Parigi, Italia e Germania sono ancora pi\u00f9 convinte della necessit\u00e0 di contrastare con fermezza e coesione il terrorismo. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale evitare qualsiasi confusione tra terroristi e profughi. 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