{"id":2869,"date":"2021-06-02T13:59:53","date_gmt":"2021-06-02T11:59:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ambbelgrado.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/06\/il-messaggio-del-presidente-della-2\/"},"modified":"2021-06-02T13:59:53","modified_gmt":"2021-06-02T11:59:53","slug":"il-messaggio-del-presidente-della-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambbelgrado.esteri.it\/sr\/news\/dall_ambasciata\/2021\/06\/il-messaggio-del-presidente-della-2\/","title":{"rendered":"Poruka predsednika Republike Italije Ser\u0111a Matarele povodom Dana republike"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Palazzo del Quirinale, 02\/06\/2021<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono passati settantacinque anni da quando, con il voto nel referendum del 2 giugno 1946, gli italiani, scegliendo la Repubblica, cominciarono a costruire una nuova storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche oggi siamo a un tornante del nostro cammino dopo le due grandi crisi globali, quella economico finanziaria e quella provocata dalla pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come lo fu allora, questo \u00e8 tempo di costruire il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la scelta repubblicana, si apriva una storia di libert\u00e0, dopo il ventennio della dittatura fascista. Storia di democrazia. Storia di pace, dopo la tragedia, i lutti e le devastazioni della guerra e dell\u2019occupazione nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova stagione era stata preparata negli anni pi\u00f9 bui, dalle donne e dagli uomini che avevano mostrato il coraggio di resistere e di lottare. E che avevano iniziato, nello stesso tempo, a pensare come dar forma all\u2019Italia libera. Da dove ricominciare, per rimettere in piedi un Paese dilaniato, ferito, isolato agli occhi della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fu un inizio facile, settantacinque anni fa. L\u2019Italia era divisa: la Repubblica aveva prevalso per due milioni di voti, ma il risultato non era stato omogeneo e, in un Paese in ginocchio, c\u2019era il rischio di una spaccatura tra il Mezzogiorno e il Settentrione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu proprio la scelta repubblicana il presupposto che rese possibile radicare, nel sentimento profondo del popolo, le ragioni di una unit\u00e0 e di una coesione pi\u00f9 forti, favorendo il dispiegarsi di nuove energie, di nuovi protagonisti nella vita pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa vitalit\u00e0 anim\u00f2 e sostenne la straordinaria stagione costituente, capace di cogliere e interpretare le speranze, le attese, le aspirazioni degli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per celebrare la Repubblica dobbiamo partire da qui: dalle donne e dagli uomini della Costituente, dalla loro lungimiranza, dal coraggio con cui seppero cercare e trovare i punti di sintesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u2019\u00e8 la Repubblica? Sono i suoi principi fondativi. Le sue istituzioni. Le sue leggi, la sua organizzazione. Certo, \u00e8 tutto questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a me sta oggi a cuore porre l\u2019accento su ci\u00f2 che viene prima. Quel che precede il significato, pur fondamentale, degli ordinamenti. Parlo della vita delle donne e degli uomini di questo nostro Paese. Dei loro valori, dei loro sentimenti. Del loro impegno quotidiano. Della loro laboriosit\u00e0. Del contributo, grande o piccolo, che ciascuno di loro ha dato a questi decenni di storia comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica \u00e8, anzitutto, la storia degli italiani e della loro libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la storia del lavoro, motore della trasformazione del nostro Paese. \u00c8 la storia della Ricostruzione, delle fatiche, dei sacrifici, spesso delle sofferenze, di tanti che si trasferirono da Sud a Nord, dalle campagne alle citt\u00e0, animando uno straordinario periodo di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la storia del formarsi e del crescere di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un bel brano di De Gregori dice \u201cla storia siamo noi\u201d, \u201cnessuno si senta escluso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo a leggere cos\u00ec questi settantacinque anni di vita repubblicana: da una prospettiva diversa che ci consente di cogliere i profili di soggetti che spesso sono rimasti nell\u2019ombra, sullo sfondo. E che invece hanno riempito la scena, colmato vuoti, dato senso e tradotto in atti concreti parole come dignit\u00e0, libert\u00e0, uguaglianza, solidariet\u00e0. Parole che altrimenti sarebbero rimaste astratte aspirazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone: donne, uomini, giovani che sono state al centro della nostra storia, volendovi esservi e contare. Volendo partecipare. Partecipazione civile, politica, sociale. La volont\u00e0 di cambiare il mondo. Perch\u00e9 il mondo di prima aveva prodotto la guerra, l\u2019ingiustizia, la fame, le distruzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 stata ricostruita dalle macerie. La Costituzione ha indicato alla Repubblica la strada da percorrere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 l\u2019idea fondante della Repubblica, di una Costituzione viva, che si invera ogni giorno nei comportamenti, nelle scelte, nell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 dei suoi cittadini, a tutti i livelli e in qualunque ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La democrazia \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un insieme di regole: \u00e8 un continuo processo in cui si cerca la composizione possibile delle aspirazioni e dei propositi, nella consapevolezza della centralit\u00e0 delle persone, pi\u00f9 importanti degli interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo cammino un ruolo fondamentale lo giocano i partiti, le forze sociali, i soggetti della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte le istituzioni possono sembrare fragili, esposte a sfide inedite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accadde, ad esempio, negli anni bui della violenza terroristica di varia matrice. Gli attentati, le stragi, i ferimenti, gli omicidi. Sono state tante le vittime della ferocia di chi voleva sovvertire lo Stato con le bombe o con le armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei cinquantacinque giorni dopo l\u2019eccidio di via Fani e il rapimento di Aldo Moro la Repubblica visse il suo momento pi\u00f9 difficile. La risposta degli apparati dello Stato per molti aspetti apparve incerta di fronte all\u2019attacco terroristico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A salvare la democrazia in quel passaggio drammatico, stringendosi intorno alle istituzioni democratiche, fu prima di tutto la straordinaria mobilitazione popolare. Il no alla violenza netto, forte, determinato dei partiti, dei sindacati, dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le piazze piene di persone di ogni et\u00e0 e di differente orientamento culturale e politico. Il coraggio di chi, come l\u2019operaio e sindacalista Guido Rossa, scelse di denunciare i terroristi e per questo pag\u00f2 con la vita. Il senso del dovere di magistrati e forze di polizia. Una risposta di popolo che spazz\u00f2 via le ambiguit\u00e0 di chi teorizzava assurde e intollerabili equidistanze tra lo Stato e i terroristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo \u00e8 stato sconfitto e lo Stato ha prevalso con gli strumenti del diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per questo possiamo dire: la Repubblica \u00e8 libert\u00e0 e democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come possiamo dire: la Repubblica \u00e8 legalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre lo diciamo avvertiamo il dovere di fare memoria di chi ha pagato con la vita il proprio impegno contro le mafie. Quelli noti e quelli meno ricordati. Uomini dello Stato, semplici cittadini, esponenti politici, sacerdoti, giornalisti, che con il loro sacrificio hanno saputo dare speranza e fiducia a chi non si rassegna alla prepotenza criminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica \u00e8 solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La solidariet\u00e0 che scatt\u00f2 all\u2019indomani dell\u2019alluvione del Polesine che colp\u00ec le province venete, nel novembre del 1951, con quasi cento vittime e pi\u00f9 di 180.000 sfollati, soccorsi e ospitati spontaneamente da tantissime famiglie in tutto il Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure la indimenticabile mobilitazione degli angeli del fango: migliaia di giovani che nel novembre del \u201966 corsero a Firenze, provenienti da ogni parte d\u2019Italia, per dare aiuto alla citt\u00e0 messa in ginocchio dall\u2019alluvione per porre in salvo centinaia di opere d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec \u00e8 avvenuto ogni volta che il Paese \u00e8 stato ferito da catastrofi naturali, alluvioni, terremoti. Dal Vajont al Belice al Friuli all\u2019Irpinia, ai tragici eventi che pi\u00f9 di recente hanno colpito l\u2019Emilia e l\u2019Italia centrale. Ogni volta abbiamo visto quanto sia forte il legame di solidariet\u00e0 e di fraternit\u00e0 che unisce i nostri territori e il nostro popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica \u00e8 umanit\u00e0 e difesa della pace e della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre e ovunque. Come testimonia l\u2019impegno della nostra Guardia costiera e della Marina militare per salvare la vita di persone spinte dalla disperazione alla deriva nel Mediterraneo. E va ricordato il contributo prezioso fornito, da molti anni a questa parte, dai nostri militari nelle missioni internazionali, impegnati per la sicurezza e la pace, a fianco delle popolazioni che incontrano sulle loro strade, dimostrando sempre amicizia e umanit\u00e0. Che nel mondo si parli di un \u201cmodello italiano\u201d delle missioni \u00e8 motivo di grande orgoglio per il nostro Paese. Voglio ricordare con commozione tutti i caduti: a loro va la riconoscenza della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermare i grandi principi, evocarli in formulazioni astratte non basta. Perch\u00e9 essi abbiano concreta applicazione, concreta incidenza sulla storia, dunque, bisogna viverli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 sempre facile. L\u2019esito non \u00e8 mai scontato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un articolo, in particolare, della nostra Costituzione, quello sull\u2019uguaglianza, che suggerisce una riflessione su quanto sia lungo, faticoso e contrastato il cammino per tradurre nella realt\u00e0 un diritto pur solennemente sancito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo principio, vero pilastro della nostra Carta, ha rappresentato e continua a rappresentare una meta da conquistare. Con difficolt\u00e0, talvolta al prezzo di dure battaglie. Per molti aspetti un cammino ancora incompiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso alle differenze economiche, sociali, fra territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso alla condizione femminile, all\u2019impegno delle donne per una effettiva affermazione del diritto all\u2019uguaglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desidero ricordare la figura di una donna, Lina Merlin, pioniera della dignit\u00e0 femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rammento la norma che precludeva alle donne l\u2019accesso a molti importanti uffici pubblici, dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nel 1960. Una storia che forse i giovani non conoscono e che oggi non pu\u00f2 che sembrar loro inconcepibile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come \u00e8 inconcepibile &#8211; non soltanto per i giovani &#8211; apprendere che il diritto di votare delle donne, nel 1946, \u00e8 stato una conquista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comprende allora come l\u2019elezione a Presidente della Camera, nel 1979, di un\u2019altra donna della Repubblica, Nilde Iotti, sia stata un passo decisivo nell\u2019affermazione del protagonismo delle donne nella vita delle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non siamo ancora al traguardo di una piena parit\u00e0. Soprattutto riguardo alla condizione delle donne nel mondo del lavoro, al loro numero, al trattamento economico, alle prospettive di carriera, alla tutela della maternit\u00e0, alla conciliazione dei tempi. Permangono disparit\u00e0 mentre cresce l\u2019inaccettabile violenza contro di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso lento, accidentato cammino abbiamo vissuto per la piena affermazione della dignit\u00e0 della persona e dei suoi diritti, combattendo una difficile battaglia per sradicare ogni forma di discriminazione. Possiamo dire con orgoglio che, su questo versante, l\u2019Italia di oggi, anche sul piano dei diritti civili, \u00e8 pi\u00f9 matura e consapevole, migliore di quella di settantacinque anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo \u00e8 anche grazie al valore della memoria raccontata da persone come Liliana Segre, instancabile testimone di civilt\u00e0 e umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica da quel 2 giugno a oggi. Possiamo farne un bilancio. Possiamo e dobbiamo chiederci a che punto \u00e8 il nostro cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pi\u00f9 anziani tra noi concittadini ricordano bene da dove siamo partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese che era stato trascinato in guerra, ridotto in povert\u00e0, senza risorse, con tanti italiani che pativano la fame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi riforme ne hanno cambiato il profilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma agraria, i piani casa con l\u2019edilizia popolare, la nazionalizzazione dell\u2019energia elettrica, la realizzazione a tempi di record di grandi e decisive opere infrastrutturali, la riforma tributaria, gli interventi per il Mezzogiorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi la grande stagione delle riforme sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo statuto dei lavoratori, le riforme della scuola, in particolare l\u2019istituzione della scuola media unica e l\u2019innalzamento dell\u2019obbligo scolastico, il nuovo diritto di famiglia, l\u2019istituzione, nel 1978, del Servizio sanitario nazionale, ad opera \u2013 va sottolineato \u2013 di un\u2019altra donna, la prima a diventare ministra, Tina Anselmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia dell\u2019Italia di oggi propone l\u2019immagine di un Paese profondamente diverso, cambiato, progredito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo vissuto, probabilmente senza esserne sempre pienamente consapevoli, una straordinaria rivoluzione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, la nostra Repubblica \u00e8 imperfetta, come ogni costruzione che rifletta i limiti e le contraddizioni della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora troppe ingiustizie. Ancora diseguaglianze. Ancora condizioni non sopportabili per la coscienza collettiva, come l\u2019evasione fiscale o le morti sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ricordo del sorriso di Luana D\u2019Orazio impegni tutti al dovere di affrontare il tema della sicurezza dei lavoratori con determinazione e con rigore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune storture hanno cause antiche, e richiedono impegno serio per rimuoverle. Ma la storia repubblicana \u00e8 tutt\u2019altro che una sequela di insuccessi: \u00e8 la storia di una democrazia ben radicata e di successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risollevare il Paese, sgomberando le macerie materiali e morali che la Repubblica aveva trovato, portandolo a essere una delle principali realt\u00e0 economiche e industriali del mondo, \u00e8 stata una grande impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019impresa collettiva, risultato dello sforzo di tanti. Politici, imprenditori, lavoratori, donne e uomini di ogni ruolo e condizione: hanno avuto come orientamento il loro senso del dovere, la responsabilit\u00e0 verso se stessi, verso le loro famiglie e verso la comunit\u00e0; l\u2019amore per la Patria. La forza di credere in un futuro migliore. La disponibilit\u00e0 al sacrificio per realizzare qualcosa di importante per i propri figli e nipoti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno, a volte, manifesta l\u2019impressione che questo spirito, che anim\u00f2 i costruttori di allora, sia andato smarrito. Che il Paese si sia fermato, imbrigliato da inerzie e pigrizie, bloccato da rendite di posizione, dall\u2019illusione di poter sopravvivere seguendo la logica emergenziale del \u201cgiorno per giorno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paese non \u00e8 fermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affiora talvolta la tentazione di rinchiudersi nel presente, trascurando il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non pu\u00f2 essere cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando diciamo che nulla sar\u00e0 come prima sappiamo che il cambiamento \u00e8 gi\u00e0 in atto. Ed \u00e8 veloce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono cambiati gli stili di vita; le sensibilit\u00e0 delle persone. Alle domande relative alla sicurezza del proprio futuro, al lavoro, alla casa, si affiancano le preoccupazioni per la salute, per la vivibilit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 ambientale. E, inevitabilmente, cambiano le priorit\u00e0 nelle agende della politica e dell\u2019economia globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica possiede valori e risorse per affrontare queste sfide a viso aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha potenzialit\u00e0 straordinarie. L\u2019ineguagliabile patrimonio di arte e cultura, che affonda le sue radici nel passato e che continua a esprimersi e a parlare al mondo grazie a interpreti e intelligenze ammirate ovunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha creativit\u00e0. Competenze. Capacit\u00e0 che ci rendono in tanti settori un Paese all\u2019avanguardia. Ne sono esempio tante nostre aziende che esprimono la qualit\u00e0 italiana, motore di sviluppo e di benessere in questi decenni. Ne sono esempio donne e uomini impegnati nella ricerca e nei settori dell\u2019innovazione e delle tecnologie pi\u00f9 avanzate. Un\u2019altra donna italiana oggi ci rende orgogliosi: Samantha Cristoforetti, prima europea chiamata a comandare la stazione spaziale internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia, la nostra Patria, ha le carte in regola per farcela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un valore \u2013 che vorrei ancora una volta sottolineare &#8211; sar\u00e0 pi\u00f9 di ogni altro decisivo: la connessione della Repubblica con i suoi cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo abbiamo visto anche nella lotta alla pandemia. Tra lutti e sofferenze, che mai dimenticheremo, abbiamo riscoperto il senso civico di chi si \u00e8 trovato a operare nella frontiera pi\u00f9 esposta, quella degli ospedali e delle strutture sanitarie, abbiamo apprezzato il sacrificio di chi ha lavorato nei servizi, per la pubblica sicurezza, nelle catene alimentari. Ci \u00e8 apparso ancora una volta, in tutta la sua evidenza, il valore della scienza e la conseguente necessit\u00e0 di promuoverla e sostenerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno di noi ha ricevuto la solidariet\u00e0 di altri italiani. Lo abbiamo rimarcato celebrando il 2 giugno, l\u2019anno scorso, a Codogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascuno ha bisogno degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cure che la Repubblica \u00e8 riuscita ad assicurare a tanti italiani, ci pongono adesso di fronte alla necessit\u00e0, comune, di avere cura della Repubblica. Perch\u00e9 cos\u00ec potremo compiere quei passi in avanti, nel modello sociale, nello sviluppo sostenibile, nelle opportunit\u00e0 di lavoro e di studio, che sentiamo come un\u2019ambizione e come un dovere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo una risorsa, grande, che proprio la Repubblica ha fatto crescere in questi decenni, muovendo dalla coscienza del male che \u00e8 stato causa delle guerre e delle dittature. Questa risorsa, questo orizzonte, si chiama Europa. Una costruzione faticosa, che si \u00e8 sviluppata in modo non sempre lineare. Talvolta minacciata da regressioni per illusori interessi particolari ma, nei passaggi pi\u00f9 critici, capace di grandi rilanci. Come sta avvenendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione Europea \u00e8 essa stessa \u2013 per noi &#8211; figlia della scelta repubblicana. L\u2019Europa \u00e8 il compimento del destino nazionale. E\u2019 luogo e presidio di sovranit\u00e0 democratica. \u00c8 un\u2019oasi di pace in un mondo di guerre e tensioni. Il filo tessuto con il Risorgimento e la Resistenza ricompone qui la tela di una civilt\u00e0 democratica che sa parlare al mondo, senza essere in balia di forze e potenze che la sovrastano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I doveri verso i giovani \u2013 di cui c\u2019\u00e8 qui un\u2019ampia rappresentanza assai gradita &#8211; a cui passeremo il testimone della vita, sono ineludibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La priorit\u00e0 \u00e8 garantire ai giovani eguali diritti di cittadinanza, anche digitale, senza i quali la disparit\u00e0 delle opportunit\u00e0 diverrebbe causa di nuove, gravi, inaccettabili povert\u00e0. Le famiglie hanno avvertito, in questi mesi, l\u2019urgenza di questa condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si presenta una nuova generazione che \u00e8 pronta, chiede spazio e ha voglia di impegnarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai giovani vorrei chiedere: impegnatevi nelle sfide nuove, a cominciare da quella della transizione verso un pianeta fondato sul rispetto dell\u2019ambiente e delle persone come unica possibilit\u00e0 di futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adoperatevi per trasmettere valori e cultura attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Per promuovere un uso dei social che avvicini le persone e le faccia crescere dal punto di vista umano e sociale, combattendo con determinazione la subcultura dell\u2019odio, del disprezzo dell\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai ragazzi che oggi sono qui e a quelli che avranno modo di ascoltare queste parole vorrei dire: la storia di questi settantacinque anni \u00e8 stato il risultato, il mosaico di tante storie piccole e grandi, di protagonisti conosciuti e di testimonianze meno note. Tocca a voi ora scrivere la storia della Repubblica. Scegliete gli esempi, i volti, i modelli, le tante cose positive da custodire di questa nostra Italia. E poi preparatevi a vivere i capitoli nuovi di questa storia, ad essere voi protagonisti del nostro futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viva il Popolo Italiano, viva la Repubblica!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palazzo del Quirinale, 02\/06\/2021 Sono passati settantacinque anni da quando, con il voto nel referendum del 2 giugno 1946, gli italiani, scegliendo la Repubblica, cominciarono a costruire una nuova storia. Anche oggi siamo a un tornante del nostro cammino dopo le due grandi crisi globali, quella economico finanziaria e quella provocata dalla pandemia. 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