{"id":8302,"date":"2013-11-15T15:40:35","date_gmt":"2013-11-15T14:40:35","guid":{"rendered":"https:\/\/ambbelgrado.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2013\/11\/2013-11-15-dassu\/"},"modified":"2013-11-15T15:40:35","modified_gmt":"2013-11-15T14:40:35","slug":"2013-11-15-dassu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambbelgrado.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2013\/11\/2013-11-15-dassu\/","title":{"rendered":"ITALIA-SERBIA, DASSU&#8217;: IMPEGNO PER CONFERENZA INTERGOVERNATIVA\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><P>&#8211;<\/P><P>Roma, 15 nov &#8211; <STRONG>Il viceministro degli Esteri Marta Dass\u00f9 incontra il ministro per l&#8217;Integrazione Europea della Serbia Branko Ruzic e il Capo negoziatore serbo con l&#8217;Ue Tanja Miscevic<\/STRONG>. <BR>Lo si legge in una nota della Farnesina, secondo cui &#8220;i significativi progressi nel percorso europeo di Belgrado e gli eccellenti rapporti bilaterali sono stati al centro dei colloqui che il viceministro Marta Dass\u00f9 ha avuto oggi con loro&#8221;. <BR>Dass\u00f9 ha ribadito il forte impegno dell&#8217;Italia affinch\u00e9 venga convocata entro fine anno, o comunque non pi\u00f9 tardi del gennaio 2014, la conferenza intergovernativa con la Serbia per l&#8217;effettivo avvio dei negoziati. <BR>Comune la soddisfazione per gli eccezionali risultati raggiunti quest&#8217;anno in campo economico, con l&#8217;Italia primo investitore e primo partner commerciale di Belgrado.<BR>(Red) <\/P><br \/>\n<P>&#8211;<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ue: Dassu&#8217;, lavoriamo per conferenza con Serbia entro anno e dare avvio a negoziati, dice a collega Belgrado<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>(ANSA) &#8211; ROMA, 15 NOV &#8211; L&#8217;Italia e&#8217; &#8220;fortemente impegnata&#8221; per la convocazione entro fine anno o a gennaio della conferenza intergovernativa dell&#8217;Ue con la Serbia per &#8220;l&#8217;effettivo avvio dei negoziati di adesione&#8221;. Lo ha reso noto il viceministro degli Esteri Marta Dassu&#8217; incontrando il ministro serbo per l&#8217;Integrazione Europea Branko Ruzic e il capo negoziatore con l&#8217;Ue Tanja Miscevic. <BR>Al centro dei colloqui &#8211; informa la Farnesina &#8211; sono stati i &#8220;significativi progressi&#8221; nel percorso europeo di Belgrado e gli &#8220;eccellenti rapporti bilaterali&#8221;. E&#8217; stata anche espressa &#8220;comune soddisfazione per gli eccezionali risultati&#8221; raggiunti quest&#8217;anno in campo economico, con l&#8217;Italia primo investitore e primo partner commerciale di Belgrado, si aggiunge.<BR><\/P><br \/>\n<P>&#8211;<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Italia-Serbia: Ruzic, grati a Roma per sostegno con Ue <BR>Tour in capitali europee in vista consiglio Ue di dicembre<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>(ANSA) &#8211; ROMA, 15 NOV &#8211; &#8220;Siamo grati per il sostegno forte e sincero che abbiamo ottenuto dall&#8217;Italia e per l&#8217;elevato livello di comprensione delle nostre posizioni negoziali, in particolare sulla questione del Kosovo&#8221;. Lo ha detto il ministro serbo per l&#8217;Integrazione europea, Branko Ruzic, che in questi giorni a Roma, insieme al capo negoziatore di Belgrado con l&#8217;Unione Europea, Tanja Miscevic, ha incontrato il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, e il viceministro degli Esteri, Marta Dassu&#8217;.<BR>Gli incontri sono stati definiti da entrambi &#8221;molto proficui&#8221;, anche in vista dell&#8217;approvazione del quadro negoziale che dovrebbe avere luogo nel corso del Consiglio Europeo del 20 dicembre. &#8220;Ringrazio il governo di Roma anche per il grosso appoggio per far si&#8217; che la conferenza intergovernativa possa tenersi al piu&#8217; presto&#8221;, ha aggiunto Ruzic. <BR><\/P><br \/>\n<P>&#8211;<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Serbia-Italia: ministro Integrazione Ue Ruzic, \u201csostegno di Roma per noi fondamentale<\/STRONG>\u201d<\/P><br \/>\n<P>Roma, 15 nov\u00a0 &#8211; (Agenzia Nova) &#8211; Belgrado vuole ottenere il sostegno di Parigi, Roma e delle altre capitali europee per evitare che ogni capitolo negoziale del processo di adesione all\u2019Ue sia vincolato al Kosovo, come vorrebbero Londra e Berlino. E\u2019 questo il senso principale della visita a Roma del ministro serbo dell\u2019Integrazione europea, Branko Ruzic, e del capo negoziatore di Belgrado per il processo di adesione all&#8217;Ue, Tanja Miscevic. Il Regno Unito e la Germania hanno redatto un documento non ufficiale secondo cui tutti i capitoli negoziali devono essere valutati alla luce della normalizzazione dei rapporti con Pristina. \u201cNoi consideriamo che le questioni che riguardano Kosovo e Metochia debbano essere discusse nel capitolo 35, come del resto ha chiarito anche la Commissione europea. Come reazione a questa posizione c\u2019\u00e8 stato un \u2018non-paper\u2019 da parte dei colleghi tedeschi e britannici. Comprendiamo la loro prudenza, che deriva dalle esperienze passate. Tuttavia, prima il governo serbo non era abbastanza credibile. Adesso la situazione \u00e8 completamente diversa\u201d, afferma il <STRONG>ministro serbo Ruzic in un\u2019intervista esclusiva concessa a \u201cNova\u201d.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La Serbia \u00e8 in attesa del cosiddetto quadro negoziale, ovvero la \u201cgriglia\u201d da seguire nei vari capitoli dell\u2019acquis comunitario. Dopodich\u00e9 sar\u00e0 possibile dare il via alla prima conferenza intergovernativa (Igc) fra la Serbia e l\u2019Ue, che dovrebbe tenersi a Bruxelles il prossimo 20 dicembre. La Germania e il Regno Unito sembrano per\u00f2 avere posizioni meno flessibili, rispetto a Bruxelles, per quanto riguarda il dossier Kosovo. \u201cSiamo leggermente in disaccordo con il quadro negoziale\u201d, afferma Ruzic. \u201cQuesto \u00e8 il motivo per il quale stiamo visitando le maggiori capitale europee. Vogliamo spiegare la nostra posizione. D\u2019altra parte, tuttavia, non spetta a noi a decidere la struttura di questo documento, che spero mostrer\u00e0 un approccio di compromesso sostenibile, tenendo a mente anche la posizione di Berlino e Londra. Non sono ottimista o pessimista: sono solo realista\u201d, prosegue il ministro serbo.<\/P><br \/>\n<P>Il governo serbo, a detta di Ruzic, ha dimostrato credibilit\u00e0 firmando e applicando l\u2019accordo per la normalizzazione dei rapporti con il Kosovo. \u201cPenso che le nostre argomentazioni e il nostro approccio pro-attivo ci aiuteranno a spiegare la nostra posizione. Io non direi che questo documento non ufficiale anglo-tedesco rappresenti una nuova precondizione o un ostacolo: riflette solo l\u2019approccio tradizionale del Regno Unito e della Germania, che noi capiamo perfettamente. Ma crediamo anche la nostra posizione debba essere compresa in pieno\u201d. Il quadro negoziale, prosegue Ruzic, riguarda gli stati membri dell\u2019Ue anche se \u201calcuni stati membri sono pi\u00f9 uguali degli altri\u201d. Il ministro si \u00e8 detto comunque di fiducioso che Belgrado \u201cdimostrer\u00e0 abbastanza saggezza politica e credibilit\u00e0 per far s\u00ec che le nostre argomentazioni vengano prese in considerazione e che il quadro negoziale vada bene e, ovviamente, ci aspettiamo che l\u2019Igc abbia luogo a dicembre, subito dopo l\u2019adozione del documento, o al massimo a gennaio\u201d.<\/P><br \/>\n<P>\u201cPer noi \u00e8 molto importante ottenere un forte sostegno dalla Francia ma sopratutto dall\u2019Italia, che non solo garantisce un sostegno onesto e sincero al nostro percorso europeo, ma dimostra anche una piena comprensione delle nostre posizioni\u201d, sottolinea Ruzic. \u201cNoi vogliamo iniziare: siamo pronti, abbiamo tutte le carte in regola e le capacit\u00e0 amministrative necessarie, come riconosciuto anche dalla Commissione europea. Non abbiamo tempo da perdere\u201d, afferma ancora il ministro. La cooperazione con il Kosovo sar\u00e0 comunque uno dei fattori principali per la buona riuscita del percorso europeo di Belgrado. Gli occhi della cancellerie europee saranno puntati questa domenica su Mitrovica nord, dove si svolger\u00e0 una ripetizione parziale del voto dello scorso 3 dicembre. Secondo Ruzic, le elezioni amministrative svolte in Kosovo sono state \u201ccomplessivamente positive\u201d, soprattutto a sud del fiume Ibar, dove l\u2019affluenza dei serbi \u00e8 stata superiore al 50 per cento, mentre nel nord \u00e8 stata tra il 15 e il 22 per cento.<\/P><br \/>\n<P>\u201cNel complesso il risultato delle elezioni \u00e8 positivo. In tutto il Kosovo, soprattutto a sud dell\u2019Ibar, dove vive la maggioranza dei serbi, l\u2019affluenza \u00e8 stata superiore al 50 per cento. Nelle tre municipalit\u00e0 del nord del Kosovo l\u2019affluenza \u00e8 stata tra il 15 e il 22 per cento\u201d, spiega il ministro. \u201cE\u2019 un dato di fatto &#8211; prosegue Ruzic &#8211; che oggi il nostro primo ministro Ivica Dacic, nonostante gi incidenti sfortunatamente avvenuti lo scorso 3 novembre, si \u00e8 recato in visita a Mitrovica nord, dove c\u2019\u00e8 stata una marcia di 3.000 persone che intendono partecipare alla ripetizione del voto questa domenica, ripetizione causata da incidenti che non sono stati gestiti correttamente\u201d.<\/P><br \/>\n<P>I cittadini di Mitrovica nord, secondo Ruzic, hanno paura: \u201cNon \u00e8 una questione di prendere parte o no alle elezioni ma \u00e8 un problema di sicurezza\u201d. Per il ministro, la responsabilit\u00e0 di quanto avvenuto lo scorso 3 novembre in tre seggi di Mitrovica nord, dove persone a volto coperto hanno fatto irruzione compromettendo il materiale elettorale, va divisa tra Pristina, Belgrado e Bruxelles. \u201cDa parte nostra, per\u00f2, noi non eravamo in una posizione per reagire quando questo \u00e8 avvenuto perch\u00e9 non eravamo presenti sul terreno. Noi non siamo pi\u00f9 responsabili di applicare lo stato di diritto a Mitrovica nord\u201d, afferma il ministro serbo. \u201cAd ogni modo, a Mitrovica nord c\u2019\u00e8 stata una mancanza di coordinazione da parte di Osce, Eulex, Kfor e polizia del Kosovo. Nessuno ha reagito. Per tutta la giornata ci sono state violenze verbali e alla fine anche fisiche. Probabilmente lo scopo era di sospendere le elezioni, ma non hanno avuto successo\u201d, continua il ministro Ruzic. \u201cDopo l\u2019ultimo round negoziale tra Dacic e Hashim Thaci a Bruxelles sono state concordate tutte le misure di sicurezza da prendere\u201d.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019integrazione della Serbia nell\u2019Ue porter\u00e0 anche tanti euro. Il paese balcanico avr\u00e0 a disposizione solo nel 2014 un totale di 200 milioni di euro di fondi Ipa (Strumento di assistenza pre-adesione), e man mano che Belgrado continuer\u00e0 il processo di adesione europea queste somme saranno sempre maggiori. \u201cE\u2019 importante che la Serbia sia in grado di sfruttare questi fondi. Finora abbiamo assorbito fino al 90 per cento dei fonti europei messi a disposizione\u201d, prosegue il ministro Ruzic. Per quanto riguarda le relazioni bilaterali con l\u2019Italia, Ruzic ha sottolineato che Roma \u00e8 al momento \u201cin cima\u201d alla classifica partner commerciale stranieri: \u201cSpero che questa collaborazione possa svilupparsi ancora di pi\u00f9, e non mi riferisco solo alla Fiat: ci sono anche tante Pmi e compagnie che possono cogliere l\u2019opportunit\u00e0 di produrre in Serbia e magari utilizzare anche le corsie preferenziali con Russia, Kazakhstan, Turchia, Bielorussia\u201d.<\/P><br \/>\n<P>Secondo il ministro serbo, inoltre, alcune aziende italiane attive in Romania hanno espresso interesse per le aziende di trasporto ferroviario merci della Serbia. Questo interesse, tuttavia, non pu\u00f2 essere ancora concretizzato perch\u00e9 le normative serbe in questo particolare aspetto non sono ancora del tutto armonizzante con quelle europee. \u201cQuesto \u00e8 qualcosa che spero potremo fare entro fine anno: il progetto porter\u00e0 profitti alle nostre ferrovie e aiuter\u00e0 le aziende italiane a ridurre il costo del trasporti delle merci dalla Romania all\u2019Italia\u201d, conclude Ruzic. <\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8211;Roma, 15 nov &#8211; Il viceministro degli Esteri Marta Dass\u00f9 incontra il ministro per l&#8217;Integrazione Europea della Serbia Branko Ruzic e il Capo negoziatore serbo con l&#8217;Ue Tanja Miscevic. 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