Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Panoramica economia serba

 

Panoramica economia serba

QUADRO MACRO-ECONOMICO. La Legge di bilancio 2022, adottata dal Parlamento il 24 novembre 2021, è all'insegna della continuità dell'azione di Governo di sostegno all'economia con un graduale ritorno alla normalità, ovvero minori finanziamenti straordinari e più investimenti in conto capitale, destinati alle grandi opere, al sistema sanitario nazionale e alla transizione verde, con un progressivo rientro del disavanzo pubblico nei prossimi anni.

Sul fronte della crisi energetica globale, grazie all'accordo raggiunto a Sochi il 25 novembre 2021 tra il Presidente serbo Vucic e il Presidente russo Putin (che prevede un’estensione di sei mesi, a partire dal 1 gennaio 2022, delle forniture di gas russo al prezzo di 270 dollari per mille metri cubi), non vi saranno conseguenze immediate sui prezzi dell’energia in Serbia.

L'eccellente andamento dell'economia serba è confermato dalle più recenti valutazioni delle IFI: ad ottobre scorso il FMI ha rivisto al rialzo le stime di crescita e anche la BERS, nell'ultimo rapporto del 4 novembre scorso, ha migliorato l'outlook non solo per la Serbia ma, più in generale, per l'intera area dei Balcani occidentali che crescerà mediamente del +6,4% nel 2021 e del +4% nel 2022. Nel quadro del “Country Partnership Framework”, la Banca Mondiale ha approvato un'allocazione di 1,2 miliardi di dollari per il periodo 2022-2026 destinati al sostegno macro-economico e alla transizione verde della Serbia.

INTERSCAMBIO COMMERCIALE. Sul fronte dei rapporti bilaterali, l’Italia – da anni stabilmente secondo partner commerciale della Serbia – risulta momentaneamente al terzo posto, con un interscambio che nei primi 10 mesi del 2021 ha registrato un significativo aumento del +25,6%, raggiungendo i 3,409 miliardi di Euro, anche grazie all’ottimo andamento del PIL in Serbia (stima del +7% nel 2021 e del +4,5% nel 2022) che rispecchia l’analogo, positivo andamento dell’economia in Italia (+6,2% nel 2021, +4,3% nel 2022). L’Italia e’ inoltre terzo Paese fornitore (dopo Germania e Cina) e secondo Paese cliente (dopo la Germania).

Secondo i dati dell'Ufficio statistico serbo, nel periodo gennaio-ottobre 2021 le esportazioni serbe sono cresciute su base annua del +32,7% (da 1.148 1.524 milioni di Euro), mentre le importazioni serbe dall'Italia, ovvero le esportazioni italiane, del +20,4% (da 1.565 a 1.884 milioni di Euro). L'Italia mantiene un saldo positivo della bilancia commerciale, pari a 360 milioni di Euro.

PRESENZA ITALIANA IN SERBIA. Nonostante gli ostacoli posti dalla pandemia nell’ultimo biennio, le aziende italiane continuano a dimostrare un vivo interesse per una presenza diretta nel mercato serbo che, nei decenni, è giunta a 1.600 società con una quota di capitale italiano, assicurando un significativo contributo allo sviluppo sociale ed economico della Serbia. Le aziende italiane danno impiego a circa 50.000 lavoratori, considerato l’indotto, e generano oltre il 5,5% del PIL nazionale serbo. Sono presenti in maniera capillare nel Paese, sia per settori, sia per collocazione geografica.

Fra i principali settori di presenza italiana si segnalano:

· automobilistico: Gruppo Stellantis, che nella città di Kragujevac produce la “500L”, rappresenta lo storico investimento italiano di 1,2 miliardi di euro e l’ottavo esportatore del Paese; al seguito del gruppo FCA sono inoltre giunte diverse imprese dell’indotto.

· bancario-assicurativo: i gruppi Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali e DDOR-UnipolSai sono tra i principali player di settore in Serbia;

· tessile: in Serbia hanno una forte presenza il gruppo Benetton e, nel settore delle calze, Calzedonia, Pompea e Golden Lady;

· agroalimentare: vi sono diverse realtà in Serbia, attive nella produzione di frutta e verdura. Buone prospettive anche per l’export di macchine per l’agricoltura e food-processing; Ferrero ha avviato un progetto per la coltivazione in Serbia di nocciole di qualità. A conferma del forte interesse tricolore verso il settore agroalimentare serbo e delle promettenti opportunità che questo Paese offre, l'Italia ha assicurato anche nel 2021 una nutrita partecipazione alla Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Novi Sad, con 22 aziende e con uno stand di 400 metri quadrati, oltre ad un seminario organizzato da FEDERUNACOMA sulle eccellenze italiane nella produzione di macchinari agricoli.

In prospettiva, i settori che presentano interessanti prospettive di sviluppo sono:

· transizione “green”, in particolare per quanto concerne le rinnovabili: idroelettrico ma anche eolico - in Serbia ha realizzato diversi parchi eolici la Fintel -, solare e biomasse. Alla COP26 di Glasgow, il Presidente Vucic ha valorizzato la straordinaria opportunità offerta dalla robusta ripresa economica della Serbia che permetterà di canalizzare maggiori fondi verso lo sviluppo sostenibile, con la creazione di posti di lavoro qualificati e la nascita di filiere non ancora esistenti nel Paese. Il collocamento del primo “green bond” il 17 settembre 2021 ha dimostrato quanto la Serbia sia “appetibile” per i capitali internazionali. Il miliardo di euro raccolto con questa prima emissione “verde” verrà investito in fonti rinnovabili, efficienza energetica, gestione e trattamento delle acque, economia circolare e salvaguardia della biodiversità.

· digitale: qui opera con Engineering Software Lab e altre importanti realtà italiane sono in procinto di finalizzare le proprie strategie di ingresso. Sin dal suo insediamento nel 2017, il Governo della Prima Ministra Brnabic ha indicato come priorità lo sviluppo del settore IT, imprimendovi una decisa accelerazione durante la pandemia, che Belgrado ha dimostrato di saper gestire efficacemente anche grazie ad una vasta informatizzazione dei servizi per il contrasto al COVID-19 e per la vaccinazione. Ad oggi, la Serbia genera circa il 6% del proprio PIL dal settore ICT, che si è affermato tra i 4 principali comparti dell'export nazionale insieme ad acciaio, automotive e agricoltura. Secondo fonti governative, in Serbia sono attive più di 2.500 aziende nel settore IT, che impiegano oltre 78.000 persone. Le stime prevedono una crescita del settore del +20% all'anno.

Tra gli ultimi investimenti italiani si segnala l’inaugurazione in zona aeroporto di Belgrado della stazione di rifornimento di gas tecnici del gruppo SIAD, la più tecnologicamente avanzata della regione, avvenuta alla presenza dell’Ambasciatore il 23 settembre 2021.

L’interesse del Sistema Italia ha portato il Gruppo Depositi e Prestiti (CDP) ad effettuare una missione di ricognizione a dicembre 2021 che segue quella di importanti realtà italiane operative nel settore infrastrutturale.


513